lunedì 28 settembre 2015

Pensieri cinici quotidiani - Siddharta

A – Non sono solo.
Paolo Febbraro
C’è chi dice che i veri poeti siano uno o due al massimo per ogni secolo. Infatti non c’è niente di più bello, coinvolgente, duraturo ed inespugnabile al mondo di una grande poesia.
Di contro nulla di più irritante e volgare di una poesia brutta o anche solo mediocre.
Una poesia mediocre nella sua inutilità realizza un assoluto di niente.
Così scrive a un dipresso Paolo Febbraro, poeta e saggista che scrive su fogli prestigiosi della nostra Patria…

B – I musei.
Secondo le recenti esternazioni del Papa, le chiese chiuse all’accoglienza dei migranti si devono chiamare musei.
Cioè luoghi chiusi ed inospitali.
Un po’ come gli altari minori della mia parrocchia, inagibili perché allarmati contro i ladri.
Ancor oggi è duro superare il pregiudizio che i musei siano qualcosa di ammuffito nel tempo.
Però un po’ ce l’ho anch’io con loro, per via di quel < guardare e non toccare è una cosa da imparare >…

C – L’orologio.
Nel 2007 George Bush in visita in Albania fu circondato da una folla entusiasta e plaudente.
Ne uscì spogliato del prezioso ’orologio.
La Casa Bianca s’affrettò a dire che costava solo 50 dollari e che il Presidente se l’era tolto prima della standing ovation…

SIDDHARTA

22.9.2015

12 commenti:

  1. Solo tu potevi scrivere, a un dipresso... Mi sono dovuto rivolgere alla Crusca per la conferma che non fosse un refuso. Bello, mi piace, anche perchè, sotto quel discorsetto ci sta come la ciliegina sulla torta.

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  2. Pensiero A)- Non ho compreso, però, se la considerazione di Sid sia pro o contro alla elucubrazione del citato Paolo Febbraro
    Pensiero B)- Bergoglio è sulla stessa lunghezza d'onda di Renzi: parlano entrambi usando spot pubblicitari, reclammizzano se stessi e ciò che rappresentano.
    Per quanto riguarda i musei, è certo disdicevole non potersi avvicinare di più o sfiorare qualche opera d'arte, ma con le orde barbariche ignoranti e maleducate, non si può fare altrimenti.
    Pensiero C)- Gli USA ormai sono attentissimi al politically correct, persino con l'Albania...

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    1. Certamente che sono con Paolo Febbraro.
      Siamo rimasti in due...
      Sid

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  3. *Pietro Zurlo:
    Caro EPI...se come si dice che di veri poeti ce ne sono uno o due al massimo per ogni secolo, gli vogliamo dare un nome, un epiteto, un qualcosa, ai tanti che come me, te, Manrico e tanti altri scriviamo le cosiddette poesie???

    **Epitteto Eubulide:
    Domanda da un milione di dollari, anche cattivella...
    Poeta è colui che non se lo dice da sè, ma aspetta che altri lo riconoscano come tale.
    Ma per questi altri intendo persone pluridisciplinari qualificate a livello anche internazionale e dopo un duro tirocinio.
    Non anche le giurie locali raccogliticce e vendute che se la suonano e se la cantano tra di loro.
    Illudendo i malcapitati versificatori.
    Chi siamo noi?
    Degli outsider senza futuro e senza speranza.
    Per lo più poetastri da strapazzo, che però devono scrivere per non sentirsi delle nullità.

    ***Pietro Zurlo:
    Mi sta bene che sono un outsider senza futuro e senza speranza....mi ci trovo bene. Scrivo forse un po troppo,
    ma dipende che non faccio un cavolo dalla mattina alla sera,
    quando ero in servizio attivo, non ci pensavo proprio,
    ora ci passo il tempo, altrimenti andrei nei vari circoletti
    a farmi una partitina a carte con gli amici...e comunque,
    sono cosciente che la poesia non ha futuro, per questo
    non concorro più ai concorsi, faccio il mio e partecipo
    come altri, solo per confrontarmi e per svago.

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    1. Caro Pietro, se cerchi un epiteto per definire quelli che come noi talvolta scriviamo versi per diletto, che ne dici di "acchiappasogni"? Ma proprio perchè sono buono altrimenti c'è di peggio dei sogni, le galline per esempio.
      Una delle ragioni perchè su questo blog la poesia viene distribuita a gocce e con parsimonia, è perchè di solito i cosiddetti poeti sono polemici, litigiosi, micragnosi e insofferenti ad ogni critica. Non sempre, ma molto spesso è così. Con quelli che invece scrivono per diletto,e anche con giustificate aspirazioni, e non necessariamente per non sentirsi delle nullità, ci si ragiona molto di più. Però se volgiamo continuare la discussione fate pure, io intanto vado a giocare a tressette.

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    2. Lo so di essere provocatorio.
      Ma da quando siamo usciti dall'analfabetismo di massa e con l'avvento di internet le cose sono peggiorate e non se ne può più.
      Tutti che scrivono, tutti ad evidenziarsi, persino quando mangiano una cotoletta.
      Direi che è venuta a mancare la sana ritrosia, la modestia, fino a credersi dei geni.
      Su cinquanta poesie postate al trotto, se ne salva sì e no una.
      Ad un certo punto viene il voltastomaco, specie di fronte agli errori ortografici, agli orrori stilistici, ai contenuti letterariamente blasfemi.
      Allora perchè non reagire e inghiottire tutto questo pattume col sorriso sulle labbra?
      Purtroppo quando le schifezze diventano una caterva, vengono travolte anche le rare liriche di pregio.
      Siddharta

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    3. Caro Sid, in quinta elementare la maestra ha dato il compito di scrivere una poesia sull'autunno: la mia nipotina mi ha riferito che alla fine, quando hanno consegnato i compiti, la maestra ha commentato: "Siete tutti poeti in questa classe".

      Questa è la poesia consegnata dalla mia nipotina Serena:

      Volteggiano sui viali animati
      le foglie gialle dell'autunno
      che dagli alberi colorati
      si staccano

      mentre sulla spiaggia deserta
      s'infrangono lievi
      le onde del mare

      il sole sorride.



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  4. Uhm, sono sospettoso...
    Io indagherei alquanto, oggi col telefonino si possono far miracoli.
    Sid

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    1. La maestra, naturalmente aveva dato loro degli spunti: ecco allora che nella poesia di Serena i viali diventano animati e le spiagge deserte e il sole non ride più come in agosto, ma sorride.

      Che bella sintesi dell'autunno. Bé, ne sono orgogliosa.

      Evidentemente siamo tutti inizialmente portati verso la poesia, salvo perderci poi strada facendo.
      Serena la sua prima frase poetica l'ha pronunciata da molto piccola, aveva sui due anni: eravamo in giardino a guardare una luna bellissima e lei se ne uscì con una frase che mi lasciò stupefatta (mio marito era presente per confermare). Purtroppo pensando di ricordarmela non l'ho segnata. Peccato.





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  5. "Dreamcatcher", "L'acchiappasogni" è un libro di King e non è uno dei suoi migliori, si vede che la parola porta proprio rogna. Comunque sarebbe una sorta di pendaglio che alcune tribù indiane affiggevano sopra gli ingressi delle tende per indicare la professione di chi vi abitava. Gli occidentali ne fraintesero il significato e lo trasformarono in un oggetto contro il malocchio, deputato a tenere lontani gli incubi (e e poi erano i pellirosse ad essere selvaggi superstiziosi!). Comunque scrivere per diletto (poesia o prosa poco importa) è un po' come cantare sotto la doccia, ma non diciamolo se no ci fanno sopra un reality...

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    1. I bambini sono i più puri...
      L'acchiapasogni da anni riposa sopra il mio letto, me lo fece un indiano navaho,Ignacio, in Arizona, molti anni fa. Il libro è veramente brutto!

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  6. La mia perla di saggezza: scrivere è la valvola di sfogo per i non violenti fisicamente, un'arma bianca che può ferire solo con l'inchiostro.

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