domenica 13 settembre 2015

UNA BREVE TREGUA di Teresa Frasca - poesia - la stanza di Teresa

Ricordi antichi
e pensieri presenti
come crepe sui muri
e cocci di vita.

Andare via, fuggire lontano,
nascondersi, ma dove?

Rutilano nel buio
saette di luce
increspando
i marosi notturni.

Oscure presenze s’incarnano
cercando ghermire
i sensi vigili.

Morfeo  emerge spumoso,
come sempre,
con le sue onde silenti
annienta e sradica
ogni stringente appiglio
nell’oblio della vita.

Una breve tregua.







5 commenti:

  1. Innanzi tutto benvenuta tra di noi. Per quel poco che ti conosco, ti vedo molto impegnata e preparata con la poesia, e la cosa non può che farmi piacere, infatti, come avrai capito molti di noi hanno come interesse principale la narrativa, quindi sono sicuro che darai un contributo importante per colmare questa lacuna.
    Buona la prima Teresa, mi piace l’argomento e l’eleganza con cui ti esprimi. Quel silente in altro sito te lo avrebbero contestato, e francamente anch’io lo sostituirei con un altro aggettivo meno abusato. Bello invece il verbo rutilante.

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  2. No, non è possibile sfuggire al presente ed al proprio passato.
    Quest'ultimo è quello che ci tormenta di più perchè senza speranze e vie d'uscita.
    Prima di addormentarci una ridda di incubi s'appressano alla memoria, mentre con tutte le forze cerchiamo di allontanarli.
    A volte non ci basta nemmeno una camomilla.
    Perchè ti agiti, sussurra spesso la mia adorata Santippe sul punto di addormentarsi.
    Ma nemmeno Morfeo sovente è da meno: sogni terrei e ricorrenti la fanno da padrone.
    E un poco mi adiro: perchè, dicono i neurocognitivi, tutto si gioca nel cervello, in un piccolo spazio prefrontale, tra milardi di neuroni e sinapsi agitati...
    E per fortuna che i nostri sogni non sono per niente premonitori, come sovente nella Bibbia e nei poemi omerici...
    Una breve tregua, canta la nostra Teresa.
    Ma forse non è così, veglia e sonno in continua agitazione.
    La poetica in lettura è perentoria: non possiamo fuggire e quand'anco dove?
    Lo stile è quello tipico della nostra Autrice, un modernismo verniciato di saggezza esistenziale.
    Molto bene, Siddharta.

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  3. "Mute" al posto di "silenti"? Mah! Comunque sia a me piace anche silenti. Una poesia efficacemente descrittiva dei momenti di pre-sonno, molto pacata e lineare che ho letto con piacere. Benvenuta Teresa.
    P.s. Non so quanto ancora potrà assistermi internet, ma finché mi è possibile sarò presente.

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  4. Concordo con quanto riferisce Vittorino Andreoli, esperto psichiatra, nonchè celebre scrittore della medesima materia, quando asserisce che esiste una grande differenza tra silenzio e mutismo. Chi è muto non parla all'altro, chi è silenzioso esiste ma parla a se stesso non commettendo alcun rumore. Avrei potuto scegliere il termine "silenziose" , ma ho gettonato "silenti" perchè più poetico al mio orecchio e consono al mio stile un pò retrò.

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    1. Infatti, non parla Morfeo, ti avvolge nel sonno e "annienta e sradica
      ogni stringente appiglio
      nell’oblio della vita". :-)

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