venerdì 30 ottobre 2015

DUE GIORNI PRIMA DEI MORTI - Rubrus - Racconto

 

Me l’aveva promesso, papà: saremmo tornati in città in tempo per Halloween.
Aveva sempre mantenuto le promesse e avevo ragione di ritenere che, anche quella volta, sarebbe stato così.
Però.
Però c’era sempre quella faccenda di “andare a trovare i morti” al paese.
Capivo che era un dovere – anche se pensavo che le ricorrenze fossero il prezzo che si doveva pagare per avere le vacanze – ma il paese era lontano.
Si doveva prendere l’autostrada, la statale – e si doveva rallentare – e poi la provinciale; a quel punto, avrei giurato che fosse il tempo a rallentare, incurante del ritmo che aveva in tutto il resto dell’universo.

giovedì 29 ottobre 2015

The world in a glass, the corks in the world - NADIA RIZZARDI - (testo di Ignoto tre)

Sole 2014 - acrilico 100x100
La principessa, fuori dal pub fu avvicinata da un tipo alto, allampanato e biondo, un certo Glen Grant col piglio dell’ attore.
— Ehilà, abbiamo alzato il gomito, signorina?
— A te ti conosco — disse Calicina, ormai ciucca persa — ho visto la pubblicità in televisione. Riconosco la voce, però non ti facevo così biondo.
— No, quello che dici tu è Jhonny Walker, quel pusillanime scozzese; adesso è invecchiato e gli pende anche l’etichetta, io invece ce l’ho doppio e sono come il prezzemolo.

mercoledì 28 ottobre 2015

Blogroll di casaframe - Egregio Franceschini, pensi al calcio piuttosto - di Claudia Lamma su: VITA DA EDITOR


VITA DA EDITOR
Al Signor Ministro per i Beni e le Attività Culturali
On. Dario Franceschini
Via del Collegio Romano 27 – 00186 Roma
Oggetto: La letteratura come sport di massa
... e se in Italia d’ora in poi l’editoria funzionasse come il calcio?
Egregio Ministro,
le scrivo questa mia perché credo di poter dare un contributo per rimediare a un problema incancrenito: lo scarso interesse degli italiani per la lettura. Penso di avere trovato una soluzione che potrebbe non solo risollevare le sorti del settore, ma contribuire anche, e in larga misura, alla ripresa economica del nostro Paese in questa fase di profonda crisi globale...

Pensieri cinici quotidiani - Siddartha

A – Cattiva letteratura.

Taluni pensatori ipotizzano che il declamare e cantare i poemi epici abbia favorito l’aggregazione sociale degli umani del tempo.
Oggi parrebbe tutto il contrario.
La lettura di certi testi pubblicati sembrebbe più dividere che unire la collettività: che per caso si tratti di cattiva letteratura?

martedì 27 ottobre 2015

Angolo della poesia - Descrizione della mia morte (di Giovanni Giudici)


Poiché era ormai una questione di ore
Ed era nuova legge che la morte non desse ingombro,
Era arrivato l’avviso di presentarmi
Al luogo direttamente dove mi avrebbero interrato.
L’avvenimento era importante ma non grave.
Così che fu mia moglie a dirmi lei stessa: prepàrati.

lunedì 26 ottobre 2015

il Salotto 2015 - Scacchisti e scrittori

Quando si diventa scrittori?

La stampa elettronica e il self publishing hanno reso tutto molto più semplice, infatti stampare un libro e metterlo sul mercato è diventata una cosa alla portata di tutti. Scrittori professionisti, besteselleristi ed emeriti sconosciuti, se la giocano tutti insieme appassionatamente sulla stessa bancarella virtuale. Ma non c’è da meravigliarsi troppo, anche nella pittura le cose non vanno molto diversamente. Sul catalogo Bolaffi, il più prestigioso del settore, basta pagare un tot, e una pagina accanto ai vari Guttuso e Picasso non la si nega a nessun imbrattatele. Negli scacchi invece la musica è diversa. Chi è in cima alle classifiche è il più bravo e basta. Non ci sono preferenze, distinzioni di razza, età, stato sociale, titoli onorifici, editori compiacenti, poteri occulti che tengano. Le classifiche sono costantemente aggiornate da un unico ente e non ci sono contestazioni di sorta. I più bravi sono quelli in cima alla classifica, un po' come avviene nel tennis: se non giochi sei fuori, se perdi vai sotto, e se vuoi restare a galla devi fare una cosa soltanto: vincere.

domenica 25 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani (45) - Siddharta

A – La Fondazione.
Anni fa partecipai ad un anniversario presso una Fondazione religiosa per lungodegenti privati.
Retta da un sacerdote in piena autonomia decisionale, come unico proprietario.
Bella la struttura, la cappella, la biblioteca dai soppalchi in legno pregiato, all’antica.
Tutto andò bene, quel giorno, fino a quando mi punse il ghiribizzo di chiedergli lo statuto della Fondazione ed il bilancio annuale delle entrate e delle uscite.
Subito calò il gelo ed il rettore non mi rivolse più la parola.
E più nol vidi…

Post - it di Rubrus. I comici sono cattivi.


Nell'horror capitano cose orribili, a volte a chi se lo merita, a volte a chi non se lo merita - e il lettore prova raccapriccio, sdegno ecc.
Nell'umorismo capitano cose orribili, a volte a chi se lo merita, a volte a chi non se lo merita... e il lettore ci ride sopra.
Però la gente da evitare sarebbero gli appassionati di horror...  

giovedì 22 ottobre 2015

Antirubrica onnivora - BUTTIAMOCI GIU' - n° 02



#Buttiamoci giù
2
Love is the answer
Street art, hugs free e inedite storie d’amore, ecco cosa Vi propone il nro 2 di #Buttiamoci giù, mettendo provocatoriamente un punto interrogativo al sottotitolo, L’amore è la risposta?
Ma entriamo subito nel merito, postando qui di seguito il servizio che il nostro corrispondente dall’estero FiXiO e il suo inseparabile cameraman hanno messo insieme tra il Queens, Brooklin, Soho e via andare.
Naturalmente ho dovuto attendere che prima uscissero dal Moma, dove Matusa è stato catturato per sette ore filate dalla schermata bidimensionale di Pac-man e FiXio, stremato dai roundabout e dall’insonnia che lo tormenta (dall’età di anni 7), avesse ragione della sindrome di Stendhal che lo ha colto mentre bighellonava tra i vari Pollock, Picasso e Kandinsky.
Bando alle ciance, ora.
E come si dice in questi casi, vai con il servizio.


The world in a glass, the corks in the world - NADIA RIZZARDI - (testo di Ignoto due)

The world in a glass

(Big Ben) Westminter 2013 tempera 120x50
Calicina si ritrovò sotto il Big Ben (l'orologio di Londra che se si ferma... si ferma e basta), mentre scandiva le otto con perfetto oxfordiano accento.
Post o ante meridiem? si domandò la principessina, ancora stordita dal brusco cambiamento di fuso orario, visto che la mongolpera aveva girato in tondo per più continenti inesistenti.
Ancora sotto l'effetto del jet lag, Calicina pensò che una buona pinta di birra (568 ml), un’icona del Regno Unito, le avrebbe fatto bene per ripristinare il suo squilibrato cortisolo.
Si diresse così verso il "Cittie of Yorke", ma visto che ci si mangiava male optò per lo splendido pub settecentesco "The George Inn".
Ne uscì barcollante, ma entusiasta ed euforica, per dirigersi verso il "The Dove", uno dei più bei pub di tutta Londra, frequentato da Hugh Grant, prima che diventasse famoso (ma questo lei non lo sapeva). Aspettò e aspettò... invano, finché alle 22.50 sentì una campanella che annunciava la possibilità di ordinare l’ultimo drink; cosa che fece prontamente ordinandone uno doppio.
Alle 23 sentì la seconda campanella che annunciava che non venivano più prese ordinazioni. Aveva una ventina di minuti per finire i suoi drink, prima d'essere accompagnata alla porta.
Fece resistenza, ma a Londra non scherzano, alle 23.20 si chiude, punto. Fu sbattuta fuori.
Così, Calicina, che aveva paura del vino, finì ciucca di birra...
Big Ben ha detto stop.

mercoledì 21 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani (44) Siddharta

A – Libero arbitrio.

I soloni delle scienze neurocognitive ne sono convinti.
Tutto si gioca nell’area motoria della corteccia cerebrale.
Ivi, poche frazioni infinitesimali di secondo avanti che noi decidiamo qualcosa, neuroni e sinapsi hanno già fatto la loro scelta: per cui noi saremmo solo esecutori di decisioni che ci anticipano.
Alla faccia del libero arbitrio!
Mi sa che questi scienziati non sappiano più cosa inventarsi.
A proposito, quanto sopra scritto non è per mia intrapresa volontaria…

martedì 20 ottobre 2015

Post it di Rubrus - Quando c'è in ballo il passato, diventiamo tutti romanzieri . (S.King - Joyland)

Penso che sia vero e ne ho tratto alcune conseguenze che, per me, valgono. Chissà per gli altri.
La principale è che fare del memorialismo è estremamente facile e che il nostro passato, a noi, sembra sempre avvincente - ma non è detto che gli altri la pensino così.
La seconda è che, quando si parla del passato, specie del proprio, il trucco per scrivere della passabile narrativa potrebbe consistere proprio nell'essere il meno autobiografici possibile. Dato che comunque molto di "noi" filtrerà, e spesso senza che nemmeno ce ne accorgiamo, se ne può dedurre che tutto quello che sopravvive a drastici (stavo per scrivere "sanguinosi" e alla fine ho deciso di scriverlo lo stesso) tagli è, probabilmente, quello che val la pena di raccontare. Dal particolare (o particulare) all'universale e, di nuovo, al particolare, sì che si possa dire al lettore, come si diceva sin dai tempi di Esopo e Fedro "de te fabula narratur".

lunedì 19 ottobre 2015

The world in a glass, the corks in the world - NADIA RIZZARDI - (testo di Ignoto Uno)

Mongolpera 2013 - Tempera 120x60

The world in a glass

2° parte
Nooo, il bicchiere di clausura no! Gridò spaventata Calicina. Lasciatemi piuttosto al mio destino, voglio vedere il resto del mondo prima di morire.
Non c’è niente che valga la pena di essere visto, lontano da questo bicchiere disse tra sé il Sire. Ma se proprio se ne vuole andare aggiunse mettetela sulla prima Mongolpera, prima che la frignona cambi idea.
Calicina salì in cielo di prima mattina. L’ascesa fu facilitata da grandi sospiri di sollievo dei castellani in festa, solo la regina madre, sua altezza imperiale Kristal di Boemia in persona, versò una stilla sincera di Lacryma Christi del Vesuvio d’annata, che aveva conservato gelosamente per le grandi occasioni.
La principessa aveva da poco abbandonato il bordo del bicchiere, quando fu assalita in volo da un moscone, attirato dal nettare delle pere.
Togli quelle zampacce dalla mia frutta gli intimò Calicina chissà da dove vieni e cosa hai toccato prima.

domenica 18 ottobre 2015

CONCERTO ROSSO (un tributo a Poe) - parte VI di VI

Non so dire per quanto tempo sprofondai tra le rocce che sorreggevano Price Mansion e che, man mano che mi addentravo, mi sembravano, anziché più solide, più fragili, ma certo la stanza dalle fosche pareti nella quale, alla fine della discesa, sbucai, era quanto di più vicino ai penetrali dell'Inferno potessi concepire; il battito che echeggiava tra le scabre, ruvide pareti avrebbe potuto essere il cuore del diavolo, mentre l'altro suono, ritmico e dissonante, che mi pareva di percepire ancora al di sotto, e che tuttavia non volevo udire, non potevano essere che le urla dei dannati.
Sollevai in quella cavità picea, senza dimensioni, la lampada, finché non vidi, alla mia destra e alla mia sinistra, altre due torce e, vinto il timore di quanto avrebbe potuto presentarsi al mio sguardo una volta che le avessi accese, allumai.

Pensieri cinici quotidiani (43) - Siddharta

A – Tenore di vita.
Per mantenere in tutto mondo l’attuale tenore di vita degli italiani sarebbero necessari i prodotti di due Terre e mezzo.
Per quello degli U.S.A. invece le risorse di 20 Terre e mezzo.
Alla faccia della nostra recessione economica…

venerdì 16 ottobre 2015

The world in a glass, the corks in the world - NADIA RIZZARDI - (testo di Ignoto Uno)

Castello di Caerlaverok (Scozia)2014 – acrilico 120x90
The world in a glass...

Tanto ma tanto tempo fa, quando nelle poesie i gabbiani volavano felici, e le donzellette con il fascio d’erba in mano non avevano ancora imparato a farsi le canne, e le bollette della luce erano meno care perché potevi illuminarti d’immenso quando volevi, sul fondo di una coppa di cristallo sorgeva un bel castello. E dentro la torre più alta viveva la principessa Calicina. In tutta la cristalleria del creato lei era la più bella: alta, slanciata, con un gambo lungo e sottile, e un bel paio di… insomma era una favola. E cosa sennò, direte voi. Peccato che la fanciulla fosse di natura fragile e molto triste.

CONCERTO ROSSO (un tributo a Poe) - parte V di VI

Più tardi, anche se non così tardi come pensavo, dato che l'alba era ancora lontana (e mi sorpresi a chiedermi se il tempo, a Price Mansion, scorresse in modo diverso che altrove, compiacendosi di indugiare nelle ore di oscurità, più che in quelle di luce) ero nella mia camera da letto, che avevo insistito approntare vicino a quella del mio amico, e riflettevo sugli avvenimenti straordinari – o forse fuori del comune era stato solo il modo in cui li avevo percepiti? - di quella serata.
Dopo aver perso i sensi, Leonard si era ripreso rapidamente, spiegandomi, in modo piuttosto spiccio, che un gatto nero si aggirava per la casa e che quella maledetta bestia aveva l'abitudine di accoccolarsi sui suoi piedi, o addirittura sul suo petto, mentre dormiva, causandogli una crisi respiratoria provocata dalla ipersensibilità del mio amico al pelo dei felini. 

mercoledì 14 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani (42) - Siddharta

A – Pseudo opposizioni.
Da sempre scienza e filosofia sono state in rotta di collisione.
L’una ancorata alla ricerca concreta ed alla spiegazione dei fenomeni fisici, l’altra povera e nuda ferma al palo della speculazione esistenziale.
Ed ancor oggi i due rami del sapere si fronteggiano, ma in cerca di convergenza.
Ad esempio le scienze neurocognitive si avvalgono di studi e indagini a tutto campo, dalla medicina alla sociologia, psicologia, linguistica, matematica, arte, filosofia, ecc.
Si è concordi cioè sull’impiego sinergico di tutte le branche del sapere, dal fisico al semantico, alla ricerca del perché dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, financo alla ricerca della sede dell’anima…

Antirubrica onnivora - BUTTIAMOCI GIU' - n° 01



Così, per la prima edizione di Buttiamoci giù, ho pensato di farvi sapere che non potrò partecipare alla presentazione di Le terribili LeggendeMetropolitane che si tramandano ai bambini, che si terrà giovedì 15 ottobre, alle 17.30 alla Biblioteca Sala Borsa di Bologna.
E tutto perché sarò allo sgobbo eterno, il lavoro salariato e socialmente inutile che svolgo indefessamente per sentirmi parte integrante della Società prossima allo sfascio.
Si tratta di un fichissimo libro di fumetti di cui è autrice AgataMatteucci, fichissima trentenne socialmente utile anche lei, visto che oltre a disegnare fa pure un lavoro integrato sennò non campa.

CONCERTO ROSSO (un tributo a Poe) - parte IV di VI

A notte inoltrata (benché tanto buia fosse stata quella giornata da farmi dubitare che ci potesse essere un giorno), eravamo in un salone dell'ala di Price Mansion abitata da Leonard. Il mio amico aveva scelto una delle sale più piccole, dove ardeva un rassicurante fuoco, ma avevo la sensazione che la sua decisione non fosse stata dettata tanto dall'esigenza di tener lontane le dita diacce dell'autunno, quanto da quella di poter tenere sotto controllo, grazie alle modeste dimensioni della camera, l'intero ambiente, così da notare quell'essere che ormai neppure io dubitavo di avere visto... e quanto angosciante era quel pensiero, la sensazione di un incombente, letale pericolo percepita lì, tra quelle mura rassicuranti, anziché nei macabri, lugubri vani dell'altra ala, quella deserta.

martedì 13 ottobre 2015

Antirubrica Onnivora - BUTTIAMOCI GIU' (n° 0)

Era un sabato buio e tempestoso, un alto incaricato della Curia si era deciso a fare coming out ad un passo dall’inizio del Sinodo, il Papa aveva incontrato e baciato tutti tranne Marino, Merola aveva murato l’ingresso di Atlantide buttando in mezzo alla strada uno dei collettivi storici di Bologna, più di cento persone erano state uccise e/o ferite in Turchia, in zona fiera, un californiano era stato brutalmente pestato e rapinato all’uscita del Robot Festival da un finto taxista della cirenaica, Salvini, con suprema e falsa modestia, aveva declinato la propria candidatura a sindaco di Milano e Frenk aveva postato la chiusura della rubrica Letteralmente, incipiando il commiato con queste parole: Ho dato l’addio definitivo all’ultima rubrica, anche se per la verità, poverina, è morta senza emettere un vagito.

domenica 11 ottobre 2015

CONCERTO ROSSO (un tributo a Poe) - parte III di VI

Percorremmo quindi la veneranda Price Mansion, composta di due corpi di fabbrica uniti da un terzo il quale non che era un lungo corridoio, o camminamento, ornato da vaste, imponenti vetrate che davano, alternativamente, sulla brughiera e sul mare mugghiante, decine di metri più sotto.
Benché l'intento dell'architetto fosse stato quello di fornire allo spettatore un panorama maestoso e suggestivo, l'effetto, in quella tarda serata, mentre seguivo il passo incerto e fluttuante di Leonard, era esattamente l'opposto, e mi sembrava di trovarmi sospeso tra due abissi: il primo, quello delle acque livide e agitate che aggredivano la roccia; il secondo, quello della nebbia che si estendeva sulla terra confondendosi con essa in un indistinto grigiore.

Pensieri cinici quotidiani (41) - Siddharta

A – Sogni e poesia.

I sogni, mentre dormiamo, sono fenomeni mentali senza luogo e senza tempo.
Ivi i limiti spaziali e temporali sono sospesi e noi galleggiamo in una sorta di limbo irreale.
Tanto che al risveglio, secondo gli studiosi della psiche, necessita un’oretta per riprendere contatto coll’esistente.
Parimenti il sacro è un’area che non conosce confini, dove ciascuna proiezione è il tutto e viceversa.
Due mondi distinti, il terreno e il metafisico, tant’è che anticamente si sacrificava agli dei non tanto per farseli amici, quanto per tenerli ben distanti e separati dall’uomo.
Onde evitare guai maggiori.
Similmente, ho già detto altrove, i poeti si muovono in una sorta di follia ispiratrice, ove tempo e spazio cessano di esistere.
In questo recinto sospeso creano le loro opere.
Poi nell’oretta successiva, ancora storditi, si precipitano pubblicare in rete, in una sorta di furia incontenibile,
Con i disastrosi risultati sotto gli occhi di tutti.

Un libro sul comodino: PER COSA SI UCCIDE di Gianni Biondillo

Sto leggendo questo romanzo di Gianni Biondillo e mi va di parlarne ancora prima d’averlo finito, perché non è da un giallo che si giudica uno scrittore. So che G. B. scrive anche per la televisione e fa tante altre belle cosette, ma di lui non sapevo quasi nulla, e di suo avevo letto soltanto il racconto lungo “Nelle mani di Dio”. Bello tra l’altro.  Le notizie raccolte sul web mi dicono che fa parte del collettivo del blog Nazione Indiana, che è ancora giovane, che è laureato in architettura e da un paio d’anni insegna  “all'Accademia di Architettura di Mendrisio: Elementi di psicogeografia e narrazione del territorio.” Bestia che roba!
Il suo ispettore Ferraro è un tipo senza grande personalità, abbastanza insignificante come il suo cognome. Se almeno finisse con una i, si lamenta lo stesso riflettendo sulle sue origini, sarebbe Ferrari, sputaci sopra; con una e nel mezzo diventerebbe Ferrero, davvero niente male;  ma con una a finale sarebbe il massimo. Un Ferrara importante, infatti, a parte l’omonima e illustre città, lo trovi ovunque.

venerdì 9 ottobre 2015

il Salotto 2015 - (frame) BUON FINE SETTIMANA

STOP a “Letteralmente”

Ho dato l’addio definitivo all’ultima rubrica, anche se per la verità, poverina, è morta senza emettere un vagito. Peccato! L’idea mi pareva buona, forse ci voleva molto più tempo per svilupparla meglio. Ma il buongiorno si vede dal mattino, e se una cosa non funziona, meglio liberarsi senza rimpianti della zavorra.

giovedì 8 ottobre 2015

CONCERTO ROSSO (un tributo a Poe) - Parte II di VI

Il tragitto verso Price Mansion, dove il mio amico Leonard mi attendeva, si snodò su strade sconnesse e sotto un cielo plumbeo che alternava scrosci di pioggia gelida a viluppi di nebbia che parevano stringersi contro la carrozza, come a volerla soffocare.
Solo un evento colpì la mia attenzione: un grosso cavallo nero, uno stallone, che apparve d'un tratto nella brughiera, mettendosi a galoppare accanto alla carrozza, superandola, impennandosi e scalciando e quindi invertendo di colpo direzione per poi svanire improvviso così come era comparso.

mercoledì 7 ottobre 2015

CONCERTO ROSSO (un tributo a Poe) - parte I di VI

Ho sempre avuto un'indole sensibile e solitaria ed uno spirito saturnino e malinconico, quasi più femmineo che virile, poco adatto alle rudezze della vita frenetica di questo secolo materialista e sciattamente razionale.
Malgrado il fato mi avesse concesso di nascere in una famiglia benestante e di antico lignaggio (benché da tempo in languido declino), senza dubbio avrei dissipato la ricchezza occorsami in sorte; non perché fosse mio costume indulgere in vizi e sperperi, ma perché la mia inettitudine ed il mio fastidio verso gli aspetti più pratici dell'esistenza mi avrebbero reso inerme preda di tutti coloro che, simili ad avvoltoi, si aggiravano intorno alle residue, ma tuttora cospicue sostanze che costituivano il mio lascito.
Sarebbe stata una vita solitaria, la mia, e breve, destinata verosimilmente a concludersi in qualche ricovero per derelitti, o, peggio ancora, nella più totale indigenza che ristagna nei sobborghi delle nostre città come l'acqua che imputridisce nelle pozzanghere.
Sarebbe stata, ho detto, se non avessi incontrato Leonard e Dellbert.

martedì 6 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani - Siddharta

A - Stoccaggio.
L’Italia da decenni ha rinunciato alla produzione di energia nucleare.
Comunque resta ancora il problema di smaltire le scorie radioattive delle centrali dismesse, della medicina nucleare, ecc.
Addirittura tra i rifiuti insospettabili i parafulmini prodotti fino agli anni ’80 che contengono sostanze radioattive da stoccaggio.



IL MICIO - CHEREM (La scomunica) - Serenella Tozzi


Il micio

Un micio se ne stava tutto solo
spaparanzato al sole...







Cherem (L'anatema)
Baruch Spinoza
Quanto incisero
il fanatismo religioso
e l'intolleranza
a portare l'inferno
sulla terra!...








lunedì 5 ottobre 2015

Il Post - it di Rubrus - la griglia forma / contenuto.


Penso che quanto illustrato in questa griglia vada bene non solo per chi parla e scrive di argomenti scientifici. Un testo può essere oscuro da capire, ma per il contenuto. Può esserlo anche per la forma se si parla agli addetti ai lavori (non è che i fisici, per esempio, discorrendo dicono "quando Galilei salì sulla torre di Pisa..."). I grandi rendono in forma semplice argomenti complessi, Le persone normali usano un linguaggio semplice per le cose semplici, complesso per quelle complesse. Ma se il linguaggio è complesso e l'oggetto semplice... uhmmmm... 

Il salotto 2015 - A proposito di "GIALLI"

Reblog: milanonera

Addio a Henning Mankell

E’ morto all’età di 67 anni lo scrittore svedese Henning Mankell,

Viveva tra la Svezia e il Mozambico, dove a Maputo dirigeva il teatro Avenida. È l’autore della fortunatissima serie del commissario Wallander, pubblicata in molti paesi.

In traduzione italiana si contano, tra gli altri: il giallo Il ritorno del maestro di danza (2010), il romanzo Scarpe italiane (2008), i romanzi di ambientazione africana Comédia infantil (2001) e Il figlio del vento (2002) e il libro testimonianza Io muoio, ma il ricordo vive. Un’altra battaglia contro l’Aids (2005).

Tra i suoi ultimi romanzi pubblicati in Italia per Marsilio: Il cinese (2009), L’uomo inquieto (2010), Ricordi di un angelo sporco (2012), La mano (2013), L’occhio del leopardo (2014). Sempre nel 2014, esce per Marsilio la raccolta GialloSvezia. Racconti inediti dei maestri del giallo svedese, in cui, tra gli altri, appare il suo racconto Un incontro improbabile, scritto con Håkan Nesser.

NB. Di mio posso dire di non aver mai letto un suo romanzo. Ho fatto qualche tentativo con altri autori scandinavi, ma il risultato non è stato quello che mi attendevo. Tuttavia qualche telefilm della serie l'ho pur visto, ma non posso aggiungere nulla, sarebbe come giudicare Guareschi dai film di Peppone e don Camillo. Adesso però, come sempre mi succede, scatta la curiosità e non è detto che sia arrivato il momento giusto. Aspetto suggerimenti, mi risulta che qui dentro l'autore in questione avesse degli estimatori. Elisa, tanto per citarne una.

Font: milanonera


domenica 4 ottobre 2015

NAPULE E AMMORE, SEMPE CU MME - di Pietro Zurlo





Nun so’ scrittore nun tengo titoli,
’nu piezz' ’e carta da fa vvalè;
si so’ ppueta e scrivo ’e vierze
io nun ’o ssaccio, ll’it’appurà.

Ve pozzo dicere ca m’emoziono
si sento Napule doce cantà;
sulo canzone, chelle ’e ’na vota,
chelle ca ’o sango fanno squaglià.

’A ggente dice: tu sì ppugliese
c’ha fatto Napule pe te ’ncantà?
So’ state ll’uocchie de ’na bbrunetta
ca m’hanno cuòveto ’nfin’a schiantà.

M’ha dato ’a morte, ’na morte doce
m’ha dato ’ammore sultanto a mme;
e io l’aggio amata, l’aggio spusata

Napule e ammore sempe cu mme.-

venerdì 2 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani


A – E’ la fine.
Secondo i sociologi sapientoni, l’evoluzione dell’uomo si è arrestata: successo planetario della specie, più nessun territorio da colonizzare, tecnologia avanzata, ecc.
Tenderei  a dar loro ragione.
Soltanto ad osservare la poesia contemporanea, si ha subito il senso dell’evento.
Dopo migliaia di anni di sperimentazione,  progressione e successi, la vecchia Musa ispiratrice pare essersi arrestata e mummificata.
Col dilagare di un modernismo sfacciato avvitato su se stesso.