mercoledì 14 ottobre 2015

Antirubrica onnivora - BUTTIAMOCI GIU' - n° 01



Così, per la prima edizione di Buttiamoci giù, ho pensato di farvi sapere che non potrò partecipare alla presentazione di Le terribili LeggendeMetropolitane che si tramandano ai bambini, che si terrà giovedì 15 ottobre, alle 17.30 alla Biblioteca Sala Borsa di Bologna.
E tutto perché sarò allo sgobbo eterno, il lavoro salariato e socialmente inutile che svolgo indefessamente per sentirmi parte integrante della Società prossima allo sfascio.
Si tratta di un fichissimo libro di fumetti di cui è autrice AgataMatteucci, fichissima trentenne socialmente utile anche lei, visto che oltre a disegnare fa pure un lavoro integrato sennò non campa.



Il libro raccoglie tutte quelle storie che circolavano da quando eravamo bambini noi, e pure da quando lo erano i nostri genitori e forse i genitori dei nostri genitori…e così via… e nascono dalla volontà parentale di cautelare i pargoli da rischi domestici di vario tipo, oppure da un sadismo familiare che accorpa all’istinto di conservazione della specie il desiderio della sua perpetua sottomissione.
Cose come: se mangi i semi del cocomero ti cresce una pianta nella pancia, se entri in mare dopo aver mangiato (anche a 2 centimetri di profondità) muori per congestione, se starnutisci ad occhi aperti li sparerai fuori dalle orbite… e così via.
Per chi volesse dare un’occhiata ad un’anteprima di queste spassosissime tavole, può farlo qui : terribili-leggende-metropolitane
Credo che l’autrice non disdegnerebbe contributi, qualora ci fossero tra le fila dei praticanti l’antirubrica, depositari di altre e inusitate leggende oltre alle cento già da lei raccolte e fumettate.
Quanto all’antirubrica, al suo scopo politico (e Frenk mi ha detto: già dal primo numero uno scopo politicooooo?), lo scopo politico è questo.

PROMUOVIAMO UNA CAMPAGNA SOCIAL PER LO SLITTAMENTO DEGLI ORARI DELLE PRESENTAZIONI: NO ALLE CINQUE DEL POMERIGGIO, SI ALLE OTTO DI SERA. PER UNA CULTURA DAVVERO DEMOCRATICA, CHE TENGA CONTO DELLO SGOBBO ETERNO DEL LAVORATORE SOCIALMENTE INUTILE.

Hashtag: #sgobboeterno@lovvaletteraturano17

Diamo a quelli del dopo lavoro ferroviario, agli impiegati del settore privato, ai panettieri che dormono fino alle 19.00 perché cominciano lo sgobbo alle tre del mattino, ai turnisti in rotazione, a TUTTI, insomma, la possibilità di partecipare serenamente ad una cazzo di presentazione.
Quell’orario va bene per gli ideologi, i cattedratici, gli impiegati delle poste, gli hipster sopravvissuti al giro di boa dei favolosi ’80, i bikers ibizenchi, gli studenti (in sede e fuori sede) e i parlamentari non presenzialisti.
E con questo, per oggi, l’antirubrica molla.
Se volete scriverci, potete farlo. Se volete proporre, potete farlo. Se avete dubbi potrete esporli e vi verranno date solerti risposte che alimenteranno i vostri dubbi e in seguito, come nel formulario delle determine assembleari, si aprirà successiva e produttiva discussione.
Potrete fare tutto, a Frenk piacendo, tranne presentare qualcosa in un giorno feriale nell’orario compreso fra le 09.00 e le 19.00, pena l’assenteismo dello zoccolo duro e impenitente dei “Buttiamoci giù”.
Un altro imput, o regola, chiamatela Voi come Vi pare. Se ci scrivete, chiarite l’oggetto con un hashtag, così:
#sessoalleconventionministeriali
Oppure
#haikuetatuaggi
Oppure
#idubbidelcuore
Così la redazione entrerà più facilmente nel merito e pure il lettore.
Ora Vi Lascio, lo Sgobbo mi aspetta.
                                                                        #Buttiamocigiù


19 commenti:

  1. Peccato, proprio domani che ho un impegno se no venivo volentieri.
    Chi organizza una cosa del genere chissà quante volte se lo sentirà dire prima dell'evento. La più classica delle scuse è la sempiterna battuta, eh... se lo sapevo prima! I più fortunati sono quelli che abitano lontano: mannaggia la distanza... vorrei venire, ma come faccio?
    Poi ci sono quelli come Claudia che sono sempre allo sgobbo. Se la riunione la sposti alle otto sera, loro hanno cambiato turno e staccano alle dieci. A qualunque ora stanno a lavorare.Poi se vai a spiare che fanno li trovi tutti al bar che si scambiano i sconsigli per la nuova antirubrica onnivora. A Bologna ormai non si parla d'altro. Anche a Borsa affari la notizia è rimbalzata e le azioni di acasadiframe sono state tolte dal mercato per eccesso di rialzo. Sul Lido di Ostia la gente sta raccogliendo le firme per non fare abbattere il "lungomuro". Tanto che ce ne facciamo del mare adesso abbiamo acasadiframe da leggere. E così via un po' in tutta Italia.
    Va be', ho scherzato un po', ma non sono andato tanto lontano dalla verità.
    I disegni di Anna Matteuci sono indubbiamente freschi e hanno un bel carattere distintivo, una personalità ben riconoscibile. Credo che al di là della bravura ad un disegnatore venga chiesto proprio questo. Il suo sito è carino, anche se la home page risulta troppo piccina rispetto alla pagina intera. Poi tutte le foto sono cliccabili e questa cosa a me che sono costretto a lavorare con blogger mi fa proprio invidia. Senza contare che l'idea di sfatare le dannose e inutili leggende metropolitane destinate ai bambini mi sembra una idea brillante, anzi direi geniale e molto costruttiva.
    In bocca al lupo. E speriamo che domani ci sia un sacco di gente.
    Questo contronotiziario lo facciamo passare su Face Book, e magari se lo condividete, questa volta non sarebbe male.

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  2. Ci sarebbe quella delle zingare che nascondono i bambini sotto le gonne.

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  3. Fico! Bisogna vedere se c'e' già fra le 100 tavole oppure no!

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  4. Naturalmente i sintomi dell'io narrante sono troppo pochi.
    Ma mi sia consentita una psico-analisi approssimativa del caso.
    Tentativo di rompere con il conformismo: può piacere o non piacere, comunque si tratta di spirito in ricerca.
    Forse ancora troppo giovane per venire a patti con i malanni della vita.
    Voglia repressa di vivere, sorriso a trentadue denti, un calcio alle convenzioni.
    Ancora legato al lessico delle parolacce come forma di liberazione e contestazione ad una società codina.
    Il lavoro come oppressione e non come forza di liberazione, riscatto e crescita.
    Una forte componente narcisistica per sentirsi qualcuno sceso in guerra contro la massa indistinta/indifferenziata.
    Ci vorrà tempo, ma poi la metabolizzazione sociale provvederà al livellamento comportamentale.
    Intanto godiamoci lo spettavolo di chi preso al laccio si dibatte invano.
    Fraternamente Siddharta.

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  5. ho quarantuno anni, lavoro da diciotto e il lavoro nobilitava l'uomo forse.
    Studiato è studiato. Sarebbe stato disonesto dire :vero! sono giovvanneee

    Narcisismo magari.
    Ma magari magari.

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  6. Accidenti Sid, mentre sei stretto in una morsa micidiale che ti frantuma mani e piedi ti capita di essere divagato da tale spettacolo... ma vuoi mettere!.. Ti impedisce di esaurirti nel divincolamento distraendoti dall'angoscia di non farcela.

    In quanto al "lungomuro" di Ostia viste le difficoltà di abbatterlo (hanno fatto fuori un sindaco che, coincidenza, aveva promesso di farlo abbattere a partire da ottobre) ci stiamo preparando con la corsa ad ostacoli, con la speranza di travolgere qualcuno già negli allenamenti). Io, però, che sono amica della natura da ille tempore, spero sempre in una mareggiata di soccorso.

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  7. Attenzione!
    Per chi volesse acquistare in anteprima le Terribili leggende, può trovare tutti i riferimenti qui:
    https://www.facebook.com/terribili.leggende.metropolitane

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  8. fIXio-il Corrispondente14 ottobre 2015 15:37

    N.Y.

    Sulla Libertà di Giudizio dei Bambini-

    Giusto ieri c'era da fare un servizio in cima al Rockfeller, sfruttando uno degli skyline più abusati su Central Park e New York tutta spalmata davanti.
    Davanti a noi (io e il cameramen Matusa), alla macchinetta dei biglietti, c'era una famigliola di Pomezia: padre, madre e pargolo con indosso una shirt ritoccata con la donnina di Starbucks che faceva il dito medio. Quando il display ha indicato la cifra di 32 dollari cadauno, i genitori si sono guardati tra l'indecisione e l'imbarazzo e alla fine stavano quasi per pagare l'orrido balzello quando il bambino li ha riportati ad una visione più reale delle cose con la frase, "Paghiamo 32 dollari per PRENDERE UN ASCENSORE?".
    A quel punto abbiamo girato i tacchi e siamo usciti tutti dal Rockfeller.
    "Segui il bambino", ho detto a Matusa. Il piccolo Bart italico ci ha condotto al bar sulla terrazza di un grattacielo non lontano. Con venti dollari ci siamo visti più o meno lo stesso skyline e prima di cominciare il servizio ci siamo goduti un bicchiere di shyra australiano con un fabuloso tagliere di assaggi.
    Il piccolo, intanto, aveva preso confidenza con un suo consimile e cospirava:
    "Se paghi 32 dollari per prendere un ascensore poi muori".
    #pomezianochildren#terribile#inNewYork

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  9. Su < Attenzione di Anonimo>: credo si sia fatto sufficiente battage pubblicitario...
    Sid

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  10. Su < fIXio-il Corrispondente ha detto... >.
    Mbèh?
    Sid

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  11. Di base lo scopo di questa antirubrica sarebbe lo scambio, la promozione, la divulgazione e l'interazione. Io sono narcisa, volgare e non ottemperante alla latina cultura della vis e del labor, ma il corrispondente del collettivo lasciamelo in pace, visto che tra l'altro e' in tema. Il tema era: proponi un hashtag collegato al primo argomento, o una qualsivoglia cosa direttamente e/o indirettamente connessa.

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  12. Alle 17.14 Sid attraverso il modulo di contatto:

    Cara Claudia, vabbè sulla questione mi defilo e mi taccio per sempre.
    Sid

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    1. Non e' assolutamente quello che vorrei. Anzi. Vorrei che continuassi ad esprimere il tuo parere e soprattutto che partecipassi a questo progetto che potrà finire in niente oppure trasformarsi in qualcosa di nuovo e comune . Perciò non farmi il dispiacere di mettere in pratica le tue parole. La tua verve e il tuo acume servono e se non credi alla stima che nutro per te, chiedi a Rubrus o a Franco. A presto

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  13. Confermo ciò che dice Claudia a proposito della stima che nutre nei confronti di Sidd.
    Invece che lo stesso si taccia davvero per sempre, ehmmmmmm... non ci contate troppo, non è per ora, e per fortuna neanche per domani. Hai voglia, sai quanti pensieri cinici dovranno passare sotto i ponti ancora. Lunga vita Sidd, e complimenti a Claudia, per questo primo numero che mi è piaciuto tanto. E' stato frizzante,e mi auguro che in settimana possa arrivare ancora qualche contributo. Dai, dai, tirem innanz!

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  14. Cara Claudia, m'era sembrato di percepire, a torto, un filo di ripicca nelle tue parole.
    Cosa ci vuoi fare, sarà per deformazione professionale, ma anch'io mi sono spesso sottoposto ad autoanalisi, concludendo alla fine di non saper ancora chi mai sia.
    Ti fa onore la sollecitazione nei miei riguardi, ma devi aver pazienza.
    Riesco sempre a fatica a metabolizzare il nuovo, e tu indubbiamente lo rappresenti.
    Questione d'età e di orientamento culturale, che per me affondano nel giurassico.
    Continuerò a seguirti con interesse, pur se dalla mia ottica.
    Con simpatia, Siddharta.

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  15. thank's, anche perché l'idea è quella di un collettivo.
    E' Franco che per eccesso di zelo ha messo "di Claudia Lamma", ma a parte le cornici provocatorie, belle e/o brutte che saranno per introdurre questa o quella proposta, o per collegarla alle altre, di base non ci sarà nessun testo mio. Insomma, credo di essermi fatta intendere.
    Son stata viulenta ma solo per amor di sintesi. Volevo farti passare lo scopo dell'antirubrica, eliminando velocemente il fraintendimento "Claudia". Cioè ci sto, ma ci sto solo come il delegato dell'arbitro di Indietro Tutta ;)
    A presto
    :)

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  16. Sono andata a leggere l'anteprima delle leggende metropolitane e le ho trovate troppo, troppo divertenti soprattutto grazie alle vignette che aggiungono ulteriore ironia, semmai ce ne fosse bisogno! Mi è anche venuta in mente quella dell'anima che rimarrebbe per sempre separata dal corpo nel caso in cui un sonnambulo venisse inopportunamente risvegliato... Un'altra delle tante!

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  17. Fica! Se non è nelle cento tavole, dovresti suggerirla ad Agata Matteucci, scrivendole sulla sua pagina facebook!
    :)

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  18. Io mi sono ricordata: "se fai così (o non fai così), fai piangere la Madonnina.
    Al che mi torna in mente la battuta di Nino Manfredi nel film "Per grazia rievuta" quando lui bambino sbotta con: "Ma com'è che tutto quello che piace a me dispiace alla Madonnina?".

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