venerdì 9 ottobre 2015

il Salotto 2015 - (frame) BUON FINE SETTIMANA

STOP a “Letteralmente”

Ho dato l’addio definitivo all’ultima rubrica, anche se per la verità, poverina, è morta senza emettere un vagito. Peccato! L’idea mi pareva buona, forse ci voleva molto più tempo per svilupparla meglio. Ma il buongiorno si vede dal mattino, e se una cosa non funziona, meglio liberarsi senza rimpianti della zavorra.



Senza contare che in queste acque del web, dove tutti fanno cick ciack sull’acqua per attirare l’attenzione generale, il vero interesse di ciò che avviene sulle altre sponde è molto relativo e ci si limita a mantenere le buone relazioni, finché conviene. Diversamente basta un click per togliere gli indesiderati di torno. Non c’è più buona creanza nemmeno con le moderne lettere, mi riferisco alle email; se non vuoi rispondere fai finta di non averla ricevuta e buona notte al secchio. Un tempo non rispondere ad una missiva era segno di guerra e grande affronto, oggi chi se ne frega, quando il silenzio non funziona, basta una scusa qualunque. Non avevo la connessione! La tua email? Sarà finita nella Spam, è da un secolo che non apro il PC. Non c’è più nemmeno bisogno di ricorrere al morbillo del bambino e al decesso prematuro del bisnonno.  
Del resto, il bombardamento di notizie e le cose da fare periodicamente nel tempo libero sono molteplici: alla televisione, la radio, il quotidiano e le riviste, si aggiungono Facebook, WhatsApp, Twitter,  il sito, il blog, le email e il telefono… Cazzo sì, c’è anche quello per fortuna.
Che mi sono dimenticato ancora? Ah sì, gli hobby da coltivare, i figli e i nipoti da accudire, le nuore e le suocere da sopportare. Poi c’è la palestra, il dentista, il dottore e lo specialista. Per qualcuno anche l’orto, l’amante, il giardino, le bocce, il tressette, la pittura e il ricamo. E la parrocchia dove la mettiamo? E non dimentichiamo i concorsi letterari: il red carpet ci reclama! Non possiamo mancare altrimenti senza di noi la macchina organizzativa si inceppa e la cerimonia di premiazione perde di spessore. E infine c’è l’Editore che ci ricorda che sugli scaffali giacciono invendute molte copie della nostra ultima fatica letteraria, e se non ci diamo da fare... Inimmaginabili conseguenze ci aspettano. Si va dalle percosse, al famoso dimenticatoio. Nooo, fatemi tutto, ma il dimenticatoio proprio no!
A questo punto Voi capite bene come in questa situazione qualcuno di noi si trovi costretto a fare delle piccole rinunce; le scelte si impongono, anche dolorose ma inevitabili, altrimenti non resterebbe più il tempo per scrivere capolavori di letteratura che resteranno, ci potete giurare, scolpiti nella pietra e impressi nella memoria di Google, per secoli e secoli e secoli ancora.
Buon fine settimana.
(frame 10.10.2015)

Quasi senza parole
Le due notizie parlano da sé, non ci sarebbe bisogno di una spiegazione, e non deve meravigliare nessuno: è la pura legge del mercato. Quando un premio Nobel viene assegnato, immediatamente le vendite si concentrano sul vincente di turno e il prezzo degli altri vincitori illustri del passato, anche più recente,  precipita. Sì, ma questa volta il risparmio è doppio, perchè per il momento non mi passa lontanamente dal cervello di acquistare un libro della fortunata scrittrice bielorussa, che tra l'altro non conosco affatto, e approfitterò del calo dei prezzi, per prendere qualcosa che mi era sfuggito. Insomma, premio assegnato, risparmio assicurato.

PREMIO NOBEL ASSEGNATO 


Svjatlana Aleksievic, giornalista e scrittrice bielorussa, ha vinto il premio Nobel della letteratura. Aleksievic è una dissidente politica che ha scritto reportage e libri sul disfacimento del comunismo sovietico e sulle guerre russe del vecchio e nuovo secolo.
font:  huffingtonpost 
RISPARMIO ASSICURATO 


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“Presto compreremo su carta solo i libri nuovi, mentre quelli che ci siamo persi li scaricheremo dal nostro negozio digitale preferito.”

Le ultime parole famose o un profezia?
Il confronto acceso tra chi legge solo su carta e quelli che difendono il Kindle, talvolta assume toni grotteschi. Questa la mia opinione e a quanto pare anche quella di Marco Drago, che oggi su il Giornale.it. scrive:
Tra le due fazioni è tutto uno scambio d'accuse reciproco. «Risparmio di spazio, di alberi e velocità massima di acquisto» dicono gli uni. «Il tatto, l'oggetto, il frusciare delle pagine e l'odore della carta!» rispondono gli altri. E nel mentre gli uni accusano gli altri di essere snob. Se fossimo interessati agli aspetti di costume, la domandona definitiva sarebbe: «È più snob leggere solo libri di carta o solo ebook?».

Bella domanda! Non vi propongo una scelta di campo, anche perché questa disputa ormai è stucchevole e serve un po’ anche a quelli del settore per scrivere articoletti e riempire la pagina web, ma la soluzione proposta da M.D. è interessante e sta racchiusa, dice lui, in questo concetto semplicissimo: differenziazione.

Differenzazione
Un libro di carta non sempre riesce a raggiungere gli scaffali di una libreria e nel giro di un mese o due è destinato a essere sostituito da un suo omologo appena uscito mentre la versione ebook - piaccia o no - è sempre disponibile. Presto compreremo su carta solo i libri nuovi, mentre quelli che ci siamo persi li scaricheremo dal nostro negozio digitale preferito. Vedremo anche che presto il dilemma «carta o ebook» non ce lo porremo più perché certi titoli li troveremo solo in un modo o nell'altro.
(leggi l’articolo intero)


RACCONTI d’AUTORE – Sole 24 ore  -  2° Serie

Caratteri di stampa troppo piccoli


La Domenica con il sole 24 Ore continuano le nuove pubblicazioni iniziate a maggio che raccolgono l’eredità dei Racconti d’autore della prima serie.Rispetto alla prima serie, senza voler entrare nel merito dei titoli e della scelta degli autori, la veste grafica è forse più moderna, ma il carattere di stampa è indecente, tanto è piccolo. Toglie la voglia di leggerlo anche a coloro che non hanno problemi di vista. Ho provato con il cannocchiale e va molto meglio, adesso però invece degli occhi, a stancarsi sono le braccia.  Resta il fatto che il prezzo vale la candela, ma che te ne fai di un libro se poi per leggerlo ci vuole la lente d’ingrandimento, perché non bastano i comuni occhiali da vista?

13 commenti:

  1. E pensare che mia moglie li sta raccogliendo e se li sciroppa settimana dopo settimana.
    Certamente perchè il racconto si legge più velocemente di un romanzo e le donne di casa si sa non hanno tempo da sprecare...
    Purtroppo, dice, poca roba si salva e tanto è invece da buttare.
    Sui caratteri di stampa.
    Mio figlio usa uno smartphone affollato di minisimboli e vi si destreggia bene.
    Non è che con l'età la vista si fa più piccola?
    Sid



































































































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  2. Ma scusami tanto, caro Sid, invece di domandarti di quante diottrie io difetta, perchè non prendi in mano un libro di quelli che tua moglie legge ogni settimana, così ti rendi conto di persona della grandezza del carattere?

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  3. Ecco svelato il busillis.
    La mia adorata Santippe mi ha fatto presente che per alcuni racconti i caratteri sono effettivamente molto piccoli.
    Invece per molti altri sono di grandezza naturale.
    Parrebbe che il fatto sia da ascriversi alla lunghezza o meno del racconto che deve contenersi nelle 80/90 pagine.
    Sid

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  4. Ecco! Lo supponevo.
    Però che sfiga, quelli che ho io sono tutti così. Sì ma pazienza, io li leggo lo stesso. Inforco gli occhiali da lettura e poi ce la faccio a leggere.

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  5. Sugli e-book.
    Non se ne può più: entriamo nel futuro e basta!
    Siddharta

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  6. Da quando nel 2009 il Nobèl per la pace fu assegnato a Barack Obama non credo più nemmeno ai Nobèl per la letteratura.
    Obama, che pochi mesi dopo raddoppiò le truppe americane in Afghanistan!
    Chissà che il Nobèl alla Svetlana non poggi su partigianerie politico-ideologiche...
    Siddharta

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  7. STOP a “Letteralmente”
    Peccato, io lo trovavo interessante.
    Perché non lo lasci in deposito aggiungendo con tranquillità quello che man mano ti pare interessante, dopo potrai decidere. Ci vuole sempre un po' di rodaggio all'inizio.

    Per quanto riguarda i Nobel forse all'inizio potevano essere dati seriamente, ma oggi, specie quello alla letteratura e quello per la pace, mi sembrano politicizzati. Ricordate quando nel 1994 il premio venne dato ad Arafat insieme a Peres e Rabin? Uno dei membri della giuria si dimise per questa attribuzione.
    In seguito gli avvenimenti continuarono come sempre fra attentati e uccisioni. Rabin, però, lo meritò quel premio: un anno dopo fu ucciso da un estremista sionista contrario agli accordi di pace che Rabin aveva firmato proprio ad Oslo.

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  8. < Letteralmente >: che è successo?
    Non ho capito bene la situazione.
    Chi doveva scriverci sulla rubrica?
    Perchè Franco ti sei arrabbiato?
    Ricordo che tutti scriviamo contemporaneamente da più parti e soprattutto amiamo i siti che ci incensano...
    Resto in attesa di delucidazioni.
    Sid

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  9. Caro Sid tranquillizzati,
    non è successo nulla.
    Ho semplicemente chiuso una rubrica che evidentemente era di troppo.
    Tutto qui e non ce l'ho con nessuno. Tirem innanz :-)

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  10. Anch'io sono rimasta perplessa, leggendo il tuo "accorato" articolo, per quanto concerne la rubrica Letteralmente. Dovresti, però, convenire che la lista, nella quale esponi le varie giustificazioni adottate, contiene un principio di verità. Dalla varietà dei siti da seguire alla, molto più importante, questione del tempo a disposizione. Condivido il consiglio suggerito da Serenella, non avere fretta ad eliminarla. à bientòt. Teresa

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  11. Il tempo... Troppe cose da seguire.
    Sto pensando che potremmo essere noi, o meglio, anche noi, a segnalarti qualche opera che ci ha convinti, poi tu, a tuo insindacabile giudizio, potresti sempre pubblicarla o no.

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  12. Caro Franco, seguendo il consiglio di Serenella, ti suggerirei per < Letteralmente > il racconto < La paura > di Federico De Roberto sulla Grande Guerra.
    L'Autore all'epoca bellica ( 1915 ) aveva 54 anni e non vi potè partecipare neppure come giornalista/cronista.
    Eppure la storia sembra un reportage dal vivo.
    Per non dimenticare la pazzia degli scontri armati.
    Scaricabile da internet.
    Sid

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  13. Caro Sidd, ti ringrazio per il suggerimento.
    Lo scarico e poi lo leggo certamente per conto mio.

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