domenica 4 ottobre 2015

NAPULE E AMMORE, SEMPE CU MME - di Pietro Zurlo





Nun so’ scrittore nun tengo titoli,
’nu piezz' ’e carta da fa vvalè;
si so’ ppueta e scrivo ’e vierze
io nun ’o ssaccio, ll’it’appurà.

Ve pozzo dicere ca m’emoziono
si sento Napule doce cantà;
sulo canzone, chelle ’e ’na vota,
chelle ca ’o sango fanno squaglià.

’A ggente dice: tu sì ppugliese
c’ha fatto Napule pe te ’ncantà?
So’ state ll’uocchie de ’na bbrunetta
ca m’hanno cuòveto ’nfin’a schiantà.

M’ha dato ’a morte, ’na morte doce
m’ha dato ’ammore sultanto a mme;
e io l’aggio amata, l’aggio spusata

Napule e ammore sempe cu mme.-

4 commenti:

  1. Ti ho messo Nicola Arigliano perchè è pugliese come te, e il grande chitarrista Franco Cerri è milanese come me. Quindi ho pensato che fosse un regalo a tutti e due.
    Ciao

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  2. << Il difficile è riuscire a conciliare la forma, cioè un bel ritmo, una bella musicalità, magari abbellita anche dalla rima, con il contenuto, cioè un testo ricco di ispirazione, di immagini, di felice scelta delle parole.
    Ma questa è materia che non si può insegnare: poeti si nasce (raramente), oppure si diventa, leggendo i grandi (quelli veri!) e provando, provando e ... riprovando, nel senso di avere anche il coraggio di buttare via quello che non è bello e non è all'altezza delle cose migliori di cui siamo capaci.
    Meglio riuscire a fare pochi, piccoli gioielli (al nostro livello, si capisce), piuttosto che fare quintali di "versi", che poi versi non sono e sicuramente non lasceranno il segno! >>.
    ( Mario Macioce, da L'Alfieri, rivista letteraria dell'Accademia V. Alfieri di Firenze ).
    Non so se l'Amico don Pietro sia o sarà un grande Poeta.
    Fatto sta che di quando in quando ci delizia di liriche imperdibili.
    Come questa, inappuntabile, ariosa, sbarazzina, giocosa, piena di sentimento.
    La bontà di una lirica si assaggia subito alla prima lettura: senza inutili analisi semantiche, così a pelle.
    L'Amico comune Franco parla di musicalità e riduzione in canto.
    Ma per esperienza la cosa è difficilissima.
    Occorre un tema musicale acconcio, che incorpori il testo e ne faccia un tutt'uno.
    Ma dove trovare un simile musicista?
    Gli stessi cantautori della prima ora superarono l'impasse impersonando e canzone e testo.
    Laddove un tempo musica e parole viaggiavano separate, abbisognando poi di abbinamento e amalgama.
    E bisogna stare attenti: se le due cose non si compenetrano, ne esce una ciofèca...
    Come sempre, bravissimo.
    SIDDHARTA

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  3. Grazie Franco...bontà tua, si, Nicola Arigliano è stato per me un grande cantante, ed è senz'altro bravo il musicista Franco CERRI. Ma io sono schietto e le cose le dico come le penso: preferisco un sottofondo ad una poesia sempre e solo di mandolini. Ma questo è un mio gusto personale, altri magari apprezzeranno. Riguardo alla poesia di cui sopra, vi dirò:
    è una delle primissime che ho scritto da quando andando in pensione cominciai a scrivere, la LEI in questione è l'attuale mia metà, che conobbi a Napoli dove andai trasferito nel 1967 e, quindi, da allora """Napule e Ammore Sempe cu mme""""
    Grazie come sempre all'amico Siddharta-EPITTETO-Cinico Cratete- Barabba e Fra Salimbene.
    Deve sapere che conservo tutti i suoi commenti alle mie liriche sotto il nome:
    IL MIO AMICO IN FACEBOOK - Devotamente Pietro.

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  4. Lo so che preferisci i mandolini, ma era tanto per cambiare, ma soprattutto volevo approfittare dell'occasione per sentire un po' di musica buona.

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