mercoledì 28 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani - Siddartha

A – Cattiva letteratura.

Taluni pensatori ipotizzano che il declamare e cantare i poemi epici abbia favorito l’aggregazione sociale degli umani del tempo.
Oggi parrebbe tutto il contrario.
La lettura di certi testi pubblicati sembrebbe più dividere che unire la collettività: che per caso si tratti di cattiva letteratura?



B – Libri.
Fabio Franceschi e Stefano Lorenzetto: < L'Italia che vorrei >, ed Marsilio.

«Ogni giorno in Italia escono 170 nuovi libri, il 35-40% dei quali non venderà neppure una copia, segno che persino i parenti più stretti sono disinteressati a conoscere ciò che taluni scrittori hanno da dire. Nello stesso giorno, 109 libri vengono ritirati dal commercio dopo una permanenza media sugli scaffali di un paio di mesi, e nessuno ne parlerà più o se li ricorderà. … il 68% dei connazionali non può comprendere ciò che legge, essendo analfabeta oppure semianalfabeta, in possesso della sola licenza elementare o media.

Per il 29% degli italiani Montalbano è un personaggio dei Promessi sposi.
E per il 36% il Decamerone è un vino rosso.
Invece I Malavoglia per il 28% sono un gruppo di studenti alla vigilia della Prima guerra mondiale.
Statistiche vere, eh».
( font: internet )

Chi ha orecchie da intendere, intenda!

C – Le riforme.
In questi mesi i media ci stanno riempiendo la capa con la parola < riforme >, d’ogni tipo e qualità.
Secondo un attento osservatore politico ( Mario Ricciardi, docente universitario ), le riforme sono uno strumento tecno-giuridico per cambiare taluni settori della società senza ricorrere alla violenza della rivoluzione.
Tutto bene, ovviamente, se non fossi sospettoso a che i rimedi siano peggiori del male.
Senza tener conto, come taluno opinionista sostiene, che l’Italia è < retta sostanzialmente da cretini >.


SIDDHARTA
27.10.2015

6 commenti:

  1. Si è vero, il nostro è un paese di scrittori. E che dire di tutti questi editorialisti, corsivisti, elzeviristi, opinionisti della televisione, della carta stampata, e dei media social? Tutta gente che sa come va il mondo, cosa è bene, cosa è male. All’elenco aggiungiamo gli storici e gli storicisti, senza dimenticare, i recensionisti, i maghi, le fattucchiere, gli astrologhi, i frati indovini, quelli che leggono i tarocchi, le carte, le mani, le nuvole, i fondi del caffè, la sfera di cristallo, i nutrizionisti che sanno quello che non devi mangiare, gli igienisti che invece sanno cosa devi mangiare, gli economisti che non sanno da che parte stare, ché un giorno ti dicono una cosa e il giorno dopo un’altra, e tutti i critici in genere.
    E sopra a tutto, lo dice la parola stessa, mettiamoci il tuttologo, cioè il fortunato, l’eletto, il vate, il giusto che ha sempre le idee chiare, che sa tutto di calcio, di cucina, di cinema, di libri, di storia, di scienza, di vini, di politica, d’amore, di sesso, di macchine e di sport. Di questi sapientoni in giro per il web, e persino per strada ce n’è un esercito intero, ma se le cose vanno come vanno, o raccontano balle, oppure non se li caca nessuno.

    RispondiElimina
  2. O parli o ascolti.
    Si possono aggregare gli ascoltatori (i lettori è già più dura, si legge da soli). I parlanti, o scriventi, quasi mai.
    Se qualcuno vuole posso impegnarmi a non parlare e a non scrivere utilizzando lo stesso tempo per ascoltarlo o leggerlo. Sulla tariffa possiamo discutere.

    RispondiElimina
  3. B)
    Credo che la questione, limitatamente al paese "Italia", sia molto complessa.
    Ritengo che,di base, le indagini statistiche dovrebbero premettere una serie di dati sociali abbastanza fondamentale per l'obiettività delle stime, e cioè:
    - numero di cittadini naturalizzati italiani o cittadini di seconda e terza generazione. Questi cittadini, le cui famiglie di origine provengono da svariate parti del mondo, hanno retaggi culturali differenti dal nostro e forse non si riconoscono, se non in parte, nella produzione letteraria autoctona, o, viceversa, non hanno, tra le fila degli scrittori, ancora prodotto esponenti in grado di raccontare le loro realtà.
    - fenomeno della "fuga dei cervelli". Con questa definizione abbraccio sia i professionisti che, definitivamente, si sono trasferiti in un altro Paese, sia gli studenti che per costruirsi un futuro hanno scelto di spostarsi in Europa (o in altro continente) e la cui maggioranza, con buona probabilità, una volta terminato l'iter di gavetta non tornerà al Bel Paese. Queste persone costituiscono sicuramente una fetta consistente dell'esigua percentuale dei lettori, ma con buona probabilità i loro acquisti sono multitasking, riflettono cioè la loro scelta (volontaria o obbligata che sia) di essere cittadini di un mondo globalizzato.
    - Nonostante l'incremento di popolazione, l'Italia rimane uno sputo di Paese, dove la sproporzione tra fattore demografico e territorio sembra direttamente proporzionale alla sproporzione tra domanda e offerta nella produzione libraria
    - il mercato editoriale marcia sulle copie invendute. Alcune microaziende (anche una casa editrice è un'azienda) guadagnano sul riciclaggio della carta proveniente dalle copie mandate al macero.
    - c'è una sorta di volontà sotterranea, abbastanza evidente per gli addetti ai lavori, di mantenere la spaccatura tra una presunta letteratura di qualità e una letteratura "di massa e di mercato", cosa che di certo non offre paideutici vantaggi per un incremento del popolo dei lettori o per una sua eventuale "alfabetizzazione". C'è un compiacimento, invece, nel tenere separati i vip dell'intellighenzia dal popolino bue. Della serie che anche qui, come nel cinema, non siamo capaci di normalizzare un sistema e di renderlo credibile e capace, con le sue sole forze, di un allargamento dalla base.
    -c'è una forte resistenza al nuovo. Una volontà di dimenticarsi che la lingua è uno strumento costantemente in fieri. La lingua diventa, non è. La responsabilità dei 35-40% dei non letti deve rispondere forse di una serie di mancanze evidenti nel prodotto. Una lingua che non parla e non rispecchia i tempi di chi legge è una lingua che non ha presa, non offre risposte e non viene, per questo, pagata.
    E tanto altro ancora...

    RispondiElimina
  4. Molto bene Claudia, molto bene.
    Sid

    RispondiElimina
  5. B) c'è anche il business della movimentazione del cartaceo. Hai delle copie invendute, quindi devo venire a prenderle, portarle in magazzino, smaltirle ecc. Ma spesso la società che esegue tutti questi lavori è controllata dalla stessa casa editrice che con questo sistema può guadagnare anche più che sul libro stesso.

    RispondiElimina
  6. Un mondo, una società italiana e non, composta irrimediabilmente da persone logorroiche che, ponendo se stesse come centro dell'universo, parlano e scrivono credendo, illusoriamente, di possedere la Scienza infusa e, di conseguenza, potere elargire la (propria) Verità.

    RispondiElimina