mercoledì 14 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani (42) - Siddharta

A – Pseudo opposizioni.
Da sempre scienza e filosofia sono state in rotta di collisione.
L’una ancorata alla ricerca concreta ed alla spiegazione dei fenomeni fisici, l’altra povera e nuda ferma al palo della speculazione esistenziale.
Ed ancor oggi i due rami del sapere si fronteggiano, ma in cerca di convergenza.
Ad esempio le scienze neurocognitive si avvalgono di studi e indagini a tutto campo, dalla medicina alla sociologia, psicologia, linguistica, matematica, arte, filosofia, ecc.
Si è concordi cioè sull’impiego sinergico di tutte le branche del sapere, dal fisico al semantico, alla ricerca del perché dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, financo alla ricerca della sede dell’anima…


B – I misteri della luce.
Viviamo in un mondo di luce, la luce è conoscenza.
Dagli atomi e particelle varie all’universo delle galassie che ci illuminano dallo spazio.
L’invenzione del laser, luce purissima che riduce le dimensioni spaziali da chilometri a millimetri, risale solo a poco più di cinquant’anni fa.
Il 2015 è stato proclamato dall’ONU anno internazionale della luce e delle tecnologie basate su di essa.

C – La dittatura della democrazia.
Il XXI° secolo ha inventato la dittatura della democrazia.
Non mette in galera gli oppositori, tollera il dissenso, concede la libertà d’opinione, di aggregazione politico-sociale, ecc.
Ma con la tecnica dello sfinimento polemico svaluta ogni critica individuale e collettiva al regime.
Escludendo e lasciando cuocere nel loro brodo le aree dissenzienti, emarginandole.
Salvo, come al solito, manganellare i gruppetti riottosi che disturbano il manovratore.
Anziché recuperarli ad un dialogo costruttivo.

SIDDHARTA

12.10.2015

8 commenti:

  1. a) Recenti studi propenderebbero per una collocazione dell'anima tra il pancreas e la cistifellea, a lato del duodeno; poiché sensibile all'insorgenza di calcolosi, per mantenerne le ottimali funzionalità, si consiglia di bere almeno due litri di acqua al giorno.

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  2. Volevo ben dire...

    Da quando mi hanno asportato la cistifellea, un sacco di anni fa, non oso pensare dove sia stata ricollocata la mia anima, anche se un sospetto ce l'ho.

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  3. viviamo in un universo di luce"?? Il tuo amico (e anche mio, lo stimo assai) Piero Angela ti direbbe di no. L'universo è buio. La luce non esiste. E' solo una vibrazione elettromagnetica che il cervello percepisce in un certo modo - esattamente come percepisce i colori.

    Testualmente " C'è una cosa strana e sconcertante e riguarda il rapporto dell'uomo con il Cosmo e che non viene praticamente mai detta ed è il fatto che L'UNIVERSO E' BUIO, NON C'E' ALCUNA LUCE, LE STELLE NON BRILLANO, IL SOLE NON E' LUMINOSO, LA LUNA NON RIFLETTE I SUOI RAGGI! TUTTO E' NERO, SPAVENTOSAMENTE NERO! PERCHE'? Perchè la luce esiste solo se ci sono degli occhi e un cervello capaci di trasformare delle onde elettromagnetiche in segnali luminosi come fa appunto il CERVELLO UMANO! Le onde elettromagnetiche di per se non generano luce!..Si può dire che il Cosmo si accende solo quando appare l'uomo che sa, non soltanto vedere queste luci, ma interpretarle!...Il motivo per cui noi percepiamo queste onde elettromagnetiche è dovuto al Sole. Il Sole emette radiazione elettromagnetica piccata sui 500 nanometri, cioè quello che corrisponde al visibile (per inciso il colore giallo).

    Se fossimo nati in prossimità di una stella che emetteva nell'ultravioletto, la nostra banda del visibile sarebbe stata spostata verso frequenze più alte, con una massima efficienza di visibilità nell'ultravioletto. Se (ipoteticamente!) fossimo nati in prossimità di una sorgente che emetteva raggi X, avremmo visto in una banda centrata sui raggi X. La visibilità per noi è intesa come onde elettromagnetiche che riusciamo a percepire e che il nostro cervello interpreta tramite il segnale acquisito dall'occhio. Quindi tutto è relativo, dipende essenzialmente dalle condizioni in cui ci siamo formati e soprattutto dalla stella da cui provengono la maggior parte delle onde elettromagnetiche.

    Questa radiazione è comparsa in un momento ben preciso: circa 380mila anni dopo il Big Bang - che quindi è stato "buio" e silenzioso".

    Fonti "astronomia.com e "tredici miliardi di anni" di P.Angela.

    Che la luce sia conoscenza è espressione con valore solo poetico.

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  4. A – Pseudo opposizioni.
    Anticamente ci si chiedeva "perché" e dai perché si è giunti al "come". Filosofia e scienza sono strettamente legate, ognuna con le sue incertezze. Einstein stesso sintetizzava in un aforisma sulla matematica: «Nella misura in cui le proposizioni della matematica si riferiscono alla realtà, esse non sono certe, e nella misura in cui sono certe, non si riferiscono alla realtà».


    B – I misteri della luce.
    Personalmente sono per un uso moderato della luce, tutto a vantaggio di una chiara visione delle stelle.
    Mi annovero anch'io fra gli estimatori di Piero Angela e ammiro molto la sua voglia e capacità di divulgamento.



    C – La dittatura della democrazia.
    Io, guarda un po', sono preoccupata per il processo di democratizzazione avviato in Cina: con la battaglia alla corruzione e la lotta all'inquinamento si potrebbe produrre nel breve termine un serio arresto della sua avanzata economica, capace di produrre conseguenti gravi ripercussioni sull'economia mondiale, e in questi momenti ciò non sarebbe certo auspicabile.

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  5. Su pensieri cinici: la luce.

    Più frequento i salotti dell'astrofisica, più aumenta il bailamme.
    Einstein ( ...una pietra ) ci spese una vita a cercare se esistesse il tempo, senza riuscirvi.
    Per altri avremmo un sistema di più universi, come tante bolle di sapone sospese a grappolo, sui bui neri non parliamo, sulla quantità delle stelle della nostra galassia si danno i numeri a miliardi, ecc.
    Lasciamo che nell'anno mondiale della luce il cosmo si illumini alquanto, almeno la nostra mente..
    Sid

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  6. C-
    Condivido e di riflesso penso (slittando la peculiarità dell'argomento su un piano più generico e antropologico) a quanto ha scritto Vonnegut in Galapagos: " Ai nostri giorni non è facile credere che la gente potesse far sfoggio della brillantissima doppiezza di cui dava prova James Wait. Allo scopo di persuadercene è indispensabile tener presente come a quel tempo tutti i soggetti adulti, o quasi, fruissero di un cervello del peso di quasi tre chili! Non c'era limite alle trame perverse che una macchina del pensiero di siffatte,soverchie proporzioni era in grado di concepire e di tradurre in atto. Di conseguenza sollevo il seguente quesito, sebbene non veda nessuno intorno a me in grado di rispondere: è possibile mettere in dubbio il fatto che a suo tempo tre chili di cervello abbiano rappresentato un difetto quasi determinante nell'evoluzione della specie umana? Un secondo interrogativo: in quel lontano passato,qual era, a eccezione del nostro complicatissimo sistema nervoso, la fonte dei mali che vedevamo o dei quali sentivamo parlare praticamente dappertutto?
    Ecco la mia risposta: non esistevano altre fonti. Una volta esclusi quei grossi cervelli, il nostro era un pianeta del tutto innocente".

    Naturalmente il romanzo è distopico. Il narratore fa riferimento ad un milione di anni prima, quando parla dei grossi cervelli, e cioè al 20° secolo (più precisamente al 1986). Per tornare al tema, quindi, e nell'ottica sarcastico-antropologica di Vonnegut, quella della dittatura della democrazia non sembra forse l'ennesimo parto di un cervello troppo pesante per se stesso e per l'esistente?

    :)

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  7. Eh... Sid. Non per aumentare la tua confusione, ma Einstein giunse alla conclusione, poi dimostratasi sperimentalmente vera, che il tempo non è una costante, ma varia a seconda della velocità, sicchè non è concepibile come grandezza autonoma, ma solo assieme allo spazio - tanto che sarebbe più corretto parlare di spaziotempo.
    Quella che Einstein cercò, senza riuscire a trovarla, fu una "teoria del tutto" che unificasse le sue scoperte con la meccanica quantistica, che pure si dimostrava "vera" ma contraddiceva - e contraddice - quanto si sa dell'universo macroscopico.

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  8. Già, ma dovette riiegare sul binomio spazio-tempo.
    Cioè legare il tempo allo spazio.
    Morì col cruccio di non sapersi spiegare l'esistenza autonoma del tempo.
    E del perchè pare si proietti nel futuro senza mai tornare indietro.
    Contrariamente allo spazio: se vado sulla Luna, poi posso riedere alla Terra.
    Sulla mia confusione: hai ragione Rubrus, essa aumenta come già detto altrove proporzionalmente al continuo accavallarsi delle sparate degli astofisici e affini in cerca di notorietà.
    Sid

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