domenica 25 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani (45) - Siddharta

A – La Fondazione.
Anni fa partecipai ad un anniversario presso una Fondazione religiosa per lungodegenti privati.
Retta da un sacerdote in piena autonomia decisionale, come unico proprietario.
Bella la struttura, la cappella, la biblioteca dai soppalchi in legno pregiato, all’antica.
Tutto andò bene, quel giorno, fino a quando mi punse il ghiribizzo di chiedergli lo statuto della Fondazione ed il bilancio annuale delle entrate e delle uscite.
Subito calò il gelo ed il rettore non mi rivolse più la parola.
E più nol vidi…


B -  Al solito.
Poeta, dal verbo greco < poiéin > = fare.
Come semplice amanuense, artigiano, operaio.
Poi coi secoli la parola è andata nobilitandosi con significati metafisici: il vate, l’invasato, l’ispirato, il veggente, fino ultimamente ad anticonformista, ribelle, eccentrico, ecc.
Se potesse, il poeta dell’oggi cingerebbe in pubblico non solo la corona d’alloro, ma anche una veste che lo rendesse immediatamente riconoscibile alla massa, come un tempo il grembiule ed il berretto pel pittore.
Purtroppo, nel modernismo odierno il poeta si atteggia a uomo dell’apparire, in armonia al prototipo dei media.
Fuggendo la figura dell’artista riservato, anonimo, non esibizionista.
Guardatevi attorno: un’orgia di presenzialismo ovunque e a tutte l’ore, fino alla nausea.

C – La dipartita.
Ecco, mi piacerebbe dipartire da questa terra durante uno stato confusionale senile ( marasma ), senza la tortura della vigile coscienza ostaggio dello spirito di conservazione. 

SIDDHARTA
22.10.2015


6 commenti:

  1. Poeti e scrittori presenzialisti?
    Oddio, scrittori forse sì: in televisione e sulle pagine culturali dei giornali c’è abbastanza spazio per alcuni di loro, ma per i poeti in generale è ancora notte fonda. Io non li vedo in giro e non ne sento parlare. Se domandi all’uomo della strada il nome di tre poeti moderni credo che moltissimi avrebbero difficoltà a rispondere.
    Ma forse tu ti riferivi al teatrino che va in scena su Facebook. Bè, molto dipende dal fatto che nella nostra cerchia di conoscenze abbiamo troppi cosiddetti “poeti e scrittori”. Io stesso mi cimento indegnamente in queste discipline e farlo con modestia e con garbo è sempre difficile. Ma su Facebook la discrezione è bandita, non esiste proprio, quello è un mondo fatto così. E del resto, se la tua poesia al concorso di Vattelapesca si è classificata prima, dove lo vai dire, se non su Facebook? Io li sopporto a fatica, tuttavia li capisco. Andarsene da Facebook? Be’, non sarebbe una cattiva idea, io ci sto riflettendo, da sempre per la verità.

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  2. AL SOLITO....
    I poeti…quanti poeti…tutti poeti…bisognerebbe coniare un nome, un epiteto diverso dal distinguere il VERO POETA da uno che scrive i propri pensieri per diversificare la giornata.
    Sul mio sito “Gli Amanti del Vernacolo” ho istituito un concorso ON LINE per farli confrontare e dare il meglio di loro stessi, e per fare questo, ho pregato 5 amici, (i 4/5 virtuali) separatamente, amanti della poesia, bravi lettori e commentatori, di leggere e dare un punteggio alle liriche in assoluta segretezza. La somma del punteggio dato, designa una classifica di merito.
    Ebbene, trovi sempre quello/a che classificandosi in fondo alla classifica ha sempre qualcosa da ridire contro i giudici che non hanno saputo apprezzare la loro lirica.
    Per non annoiarvi propongo solo questa mia quartina, di una lirica che ho composto di conseguenza, evidenziando il malumore degli stessi giudici da me scelti:
    (il nostro Epitteto ci rinunciò da subito a fare parte della cerchia dei giudici)
    “””Chi avrà da lamentarsi son gli amici…
    persone degne di ogni fede e dotti;
    che fremeranno nel sentir di “mici”…
    il miagolio, NON di “aristogatti”!!!”””
    -Pietro...uno dei tanti!!!

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  3. A - La Fondazione
    Perché papa Bergoglio ha scelto il nome che ha scelto? Papa Francesco ha cominciato da subito a combattere contro l'avidità di una certa Chiesa ed è soprattutto per questo avversato in taluni ambienti vaticani.

    B - Non ci vedo nulla di male che si esibiscano, basta non la facciano troppo lunga. Lasciamoli divertire e, poi, non è forse vero che: "Lava più bianco, lava più bianco", ripetuto all'infinito, alla fine lava più bianco?

    C - La dipartita
    Hai mai pensato Sid, invece che durante uno stato confusionale senile, morire tranquillamente durante il sonno, e in perfetta lucidità fino all'ultimo istante, per la gioia e il godimento di chi ti sta intorno?

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  4. C) Penso che dipartirai tra una trentina d'anni (intorno ai centoventi), non nel sonno ma mentre sei preso a brontolare con foga contro qualcuno o qualcosa, in preda alla più irriducibile lucidità mentale... eh, mi dispiace dirtelo ma, invecchiando il carattere peggiora, una volta ho detto il contrario ma mentivo!

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  5. Penso che Ganimede abbia proprio ragione, brontolare con foga contro qualcuno o qualcosa credo ti si addica molto di più. ;-)
    Un abbraccio caro Sid.

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  6. B)-Mah, credo che l'orgia di presenzialismo non sia retaggio unicamente da addebitare nell'ambito dei soliti scrittori-giornalisti che vogliono battezzare la propria creatura ed immetterla nel circuito editoriale, ma soprattutto sta dilagando, in forma emorragica grave-acuta, in quell'accozzaglia di mungitori-mestieranti che sono i ns politici, con tutte le loro innumerevoli comparsate nei vari talkshows. Certo, adesso ci si mettono pure anche gli chef...
    C)-Credo sia il desiderio di tutti...sperare in una morte veloce e indolore, una volta si diceva "morire d'un colpo". Ma non lo sai, caro Sid, che l'erba cattiva non muore mai?! E tu lo sei...a volte!

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