venerdì 2 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani


A – E’ la fine.
Secondo i sociologi sapientoni, l’evoluzione dell’uomo si è arrestata: successo planetario della specie, più nessun territorio da colonizzare, tecnologia avanzata, ecc.
Tenderei  a dar loro ragione.
Soltanto ad osservare la poesia contemporanea, si ha subito il senso dell’evento.
Dopo migliaia di anni di sperimentazione,  progressione e successi, la vecchia Musa ispiratrice pare essersi arrestata e mummificata.
Col dilagare di un modernismo sfacciato avvitato su se stesso.


B – I miti.
Nel Tereo di Sofocle, il re di Tracia violenta la cognata Filomele  e le taglia la lingua perché non denunciasse il fattaccio.
La vittima rivela però quanto patito alla sorella in lacrime Procne, ricamandolo con la spola su un tessuto.
Non vi dico le atroci vendette che ne seguirono…

C – L’ouverture.
A Sulmona durante l’occupazione nazista, i tedeschi istituirono all’ hotel < Traffico > tanto di bordello per i loro camerati.
Allietati da un trio da camera ( violino, violoncello, pianoforte ) che suonava in sottofondo l’ouverture del Califfo di Bagdad di Boïeldieu…   

SIDDHARTA

3.10.2015

14 commenti:

  1. ci provo...Pietro.

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  2. B).Purtroppo, non bastava tagliargli la lingua...ma anche le mani...ma forse in fondo sarebbe stato meglio eliminarla, se voleva stare tranquillo!!! Pietro.

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  3. Lett.A: Caro EPI...con tante cose serie che ci sono al mondo da scoprire e migliorare tu ti accanisci ""caparbiamente"" su noi poveri poetucoli senza pretesa che scriviamo solo per passatempo!!! La vuoi capite che a parte qualcuno che si autodefinisce POETA tutti gli altri non pensano minimamente di esserlo???
    Il tuo allievo Pietro.

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  4. Ma Pietro, tu lo sai benissimo a chi mi riferisco.
    Su un prestigioso quotidiano nazionale leggo sempre la rubrica < Poesia d'oggi > , spazio letterario culturale.
    Ebbene, tra testo e commento non ci si capisce una mazza!
    E allora inveisco contro questo poetare odierno del tutto illeggibile, che riesce anche a trovare chi lo critica entusiasticamente.
    Certo, v'è anche tra noi poverelli taluno che pubblica con errori marchiani di italiano.
    Non basta a giustificarli il fatto che abbiano fatto solo < il quarto elementare >...
    Sid

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  5. E allora, scrivi al direttore di quella rubrica il TUO disappunto sui poeti e sulle poesie che pubblica...a proposito del quarto elementare, io ho fatto la 5^ ALIMENTARE...dovrei essere superiore?????
    Tuo devoto allievo!!!

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  6. C'è gente autodidatta di valore in giro.
    Che ne sa più dei laureati.
    Sulle lamentele letteraarie a chi di dovere: a dir la verità si rischiano risarcimenti miliardari...
    Sid

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  7. Saperne di più di un laureato, di questi tempi, non è poi così difficile.
    La differenza però, nel nostro campo, la fa il liceo classico. Te lo dice uno che, ahimè, non l'ha fatto.

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  8. Cari Siddharta...e allora, lasciali cuocere nel loro brodino. Come i polipi, che si cuociono nella loro stessa acqua.
    Pietro

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  9. Ma caro Franco, il liceo classico mi ha insegnato delle cose, e di tante altre forse più utili mi ha lasciato a digiuno. Ecco, forse il liceo scientifico m'è sempre parso il più completo di questi tempi.
    Poi, sai, ho imparato molto di più coll'esperienza di vita che non con la scuola.
    Sid

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  10. Serenella Tozzi4 ottobre 2015 13:16

    E' la fine, caro Sid, lo credo anch'io.
    Il processo di sviluppo dell'uomo è stato un processo lento, e credo che per quell'essere semplice che era, giungere all'attuale, molto più complesso, abbia significato portarsi alla confusione più totale.

    "Mala tempora currunt" lo diceva già Cicerone, ma la cosa non mi consola.

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  11. B
    Lo spunto mi ha ricordato il suo correlativo al contrario, ossia le storie tragiche in cui "la calunnia" di una donna incasina la vita di tutti. Ne è un caso lampante la Fedra dell'Ippolito, tragedia di Euripide che è in parte andata perduta.
    Fedra, matrigna di Ippolito e moglie di Teseo, s'innamora perdutamente del figliastro che, per farla breve, non ne vuole mezza e la ripudia. Lei, regina oltre che sposa, viene dilaniata da un conflitto interiore: da un lato vorrebbe farsi Ippolito, dall'altro lato vuole mantenere quella regalità e quella dignitas che sono proprie del suo ruolo e del suo rango. Quindi alla fine della festa s'impicca, lasciando però una lettera indirizzata al marito nella quale accusa il figliastro d'averla insidiata. La calunnia porterà come prima conseguenza la morte di Ippolito per mano di Poseidone, invocato da Teseo. Il ragazzo verrà smembrato mentre viene trascinato dai cavalli imbizzarriti.
    Il tema fedrico, molto complesso e dal punto di vista simbolico e da quello narrativo, verrà recuperato dopo essere stato messo all'indice per molto tempo, in quanto la tematica affrontata era considerata tabù (non tanto per il carattere incestuoso della storia, quanto per la caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo il dualismo di Fedra e l'ambiguità di genere di Ippolito) per poi essere recuperata e accorpata per analogia alla storia della "moglie di Putifarre".
    Anche lì abbiamo la calunnia, ma le due storie sono profondamente diverse.

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  12. Sti ffemmene...(Fedra),che tte sanno cumbinà!!!!
    Alquanto sgomento della storia...Pietro

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  13. Serenella Tozzi5 ottobre 2015 19:06

    Le donne sanno essere feroci nella vendetta, ma forse oggi non siamo più così sanguinarie da pretendere la morte del reo; oddio, guardando Lorena Bobbit non ne sarei poi così sicura. Tuttavia nella contemporaneità esistono gesti più vendicativi, basti pensare a certi alimenti miliardari pretesi in caso di separazione.

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  14. E FU LA FINE...
    Caro Epitteto-Siddharta...a furia di dire che la poesia non si scrive più, che oramai tutto è stato scritto e che di veri poeti non ne nascono più...hai fatto allontanare la mia Musa Ispiratrice, verso altri lidi. Meno male che come tanti animali che vanno in letargo, ho accumulato tanto di quel grasso (poesie) che fin che vivo posso vivere di rendita!
    Tuo allievo Pietro!

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