mercoledì 21 ottobre 2015

Pensieri cinici quotidiani (44) Siddharta

A – Libero arbitrio.

I soloni delle scienze neurocognitive ne sono convinti.
Tutto si gioca nell’area motoria della corteccia cerebrale.
Ivi, poche frazioni infinitesimali di secondo avanti che noi decidiamo qualcosa, neuroni e sinapsi hanno già fatto la loro scelta: per cui noi saremmo solo esecutori di decisioni che ci anticipano.
Alla faccia del libero arbitrio!
Mi sa che questi scienziati non sappiano più cosa inventarsi.
A proposito, quanto sopra scritto non è per mia intrapresa volontaria…


B – Isteria mistica.
Propria di persone , specie donne, che hanno risolto misticamente le gravi crisi depressive di cui sono affette.
Scrive Platone in un celebre passo del Timeo (91c):

"Nelle donne la cosiddetta matrice e la vulva somigliano a un animale desideroso di far figli, che, quando non produce frutto per molto tempo dopo la stagione, si affligge e si duole, ed errando qua e là per tutto il corpo e chiudendo i passaggi dell'aria e impedendo il respiro, genera il corpo nelle più grandi angosce ed altre malattie di ogni specie".
Oggi le diagnosi si sono evolute, ma gira e rigira…
A proposito, mi viene in mente suor Faustina Kowalska, tanto seguita dal Papa.

C – Girolamo.
A proposito del neoeletto papa Sisto IV, nel 1472 il ventenne Girolamo Savanarola
scriveva nella canzone < De ruina mundi >:
“ Ne le man di pirata è gionto il scetro:
A terra va San Pietro;                                                              
Quivi lussuria et ogne preda abunda:
Che non so come il ciel non si confunda ”.

Apposta l’ebbero il 23.5.1498, sotto il pontificato di Alessandro VI, ad impiccare e poi abbruciare in Piazza della Signoria a Firenze…
Intanto il Papa dell'oggi chiede scusa per le schifezze in Vaticano...  

Siddharta

15.10.2015

7 commenti:

  1. Ma noi siamo qualcosa di diverso dai nostri neuroni?

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  2. B) Argomento davvero interessante, questo, se si pensa al legame tra le patologie isteriche femminili e certa ritualistica. Mi riferisco ad esempio al comportamento delle Baccanti durante le Antesterie o al ben noto fenomeno del Tarantismo.
    Alla base di tutte queste manifestazioni psicofisiologiche femminili, c'è l'emersione dell'irrazionale, volutamente guidata e consentita (per alcune festività) oppure estemporanea e vissuta come patologica. In entrambi i casi, a far prevalere l'insania sulla ratio, è un'insoddisfazione profonda della donna che può derivare da tutta una serie di fattori diversificatisi nel corso della storia e diminuiti con il progressivo riscatto della figura femminile nell'ambito della società.
    Di base, comunque, la risposta femminile a qualsiasi tipo di frustrazione (sociale, sessuale, interiore) sembra essere e rimanere intrauterina.
    Per chi non l'avesse mai visto e fosse interessato all'argomento, consiglio di vedersi Hysteria, un film di Tanja Wextler (2011).

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  3. A) concordo con Rubrus, non siamo che il risultato di impulsi elettrici in relazione, perciò caro Sid, è inutile che cerchi di scaricare le responsabilità delle tue posizioni! :-))

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  4. A Claudia.
    Recentemente una internauta di mezza età mi ha scritto che le sarebbe piaciuto farmi sedere nudo sulle sue tette, mentre mi recitava una poesia...
    Più nevrosi di così!
    Sid

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  5. Urca, a me 'ste fortune non capitano mai. Non mi dire che gli hai risposto picche, altrimenti anche tu non sei troppo registrato.

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  6. Caro Franco, a 91 anni il problema non è dire no, ma dire sì...
    Comunque ho sempre improntato la mia vita a non cercare guai, avendo la fortuna di non averne.
    E qui di guai in vista dovevano essercene tanti, troppi per il mio carattere sospettoso.
    Sid

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  7. Non ti stupire Sid, sono strane figure che imperversano sul web. Hai fatto bene a starne alla larga.

    Per quanto riguarda l'isteria delle donne, questa è stata studiata da Freud in maniera approfondita, anche se il pensiero di Freud sulle donne va rapportato al periodo, al contesto del momento: alle donne a fine 1800 era impedito di esprimere la propria sessualità, esse erano inibite dalla società e poste in condizione subordinata dai maschi.
    Freud si limita a prendere atto di questo stato di cose e dei disagi che ne derivavano alle donne, in ispecie quelle della buona borghesia, che costituivano buona parte della sua clientela. Le donne semplici erano raramente soggette a tali problemi.
    Ora la libertà dei costumi dovrebbe averle liberate da questo subordine; però, leggendo dai giornali dei numerosi femminicidi pare che i problemi si siano riversati sugli uomini.

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