lunedì 19 ottobre 2015

The world in a glass, the corks in the world - NADIA RIZZARDI - (testo di Ignoto Uno)

Mongolpera 2013 - Tempera 120x60

The world in a glass

2° parte
Nooo, il bicchiere di clausura no! Gridò spaventata Calicina. Lasciatemi piuttosto al mio destino, voglio vedere il resto del mondo prima di morire.
Non c’è niente che valga la pena di essere visto, lontano da questo bicchiere disse tra sé il Sire. Ma se proprio se ne vuole andare aggiunse mettetela sulla prima Mongolpera, prima che la frignona cambi idea.
Calicina salì in cielo di prima mattina. L’ascesa fu facilitata da grandi sospiri di sollievo dei castellani in festa, solo la regina madre, sua altezza imperiale Kristal di Boemia in persona, versò una stilla sincera di Lacryma Christi del Vesuvio d’annata, che aveva conservato gelosamente per le grandi occasioni.
La principessa aveva da poco abbandonato il bordo del bicchiere, quando fu assalita in volo da un moscone, attirato dal nettare delle pere.
Togli quelle zampacce dalla mia frutta gli intimò Calicina chissà da dove vieni e cosa hai toccato prima.


Ollallà… che caratterino, protestò il dittero Con chi credete di parlare? Lasciate che mi presenti, sono messer Sambuca Molinari. La mosca più famosa e nobile al mondo. Ma voi chi siete e dove andate su questa strana fruttiera.
Dove mi porta il vento, signore, vengo dal castello di Caerlaverok in Scozia e vado alla ventura.
Lasciatevi servire, e non abbiate paura, prima di sera saremo nella capitale. Non vedo l’ora anch’io di tuffarmi nella bianca schiuma di un bel boccale?
Un boccale di che?
Ma di birra, signorina, e di cosa sennò.
Birra? esclamò sconvolta la principessa  Ne ho sentito parlare e… Oddio mi sento male. E svenne la sciocchina… (segue)

6 commenti:

  1. Non me ne intendo molto e pertanto non saprei dire se è più vicino alla pittura metafisica di De Chirico oppure al surrealismo di Magritte, forse tutte e due le cose messe insieme, ma potrei anche sbagliarmi. In ogni caso il titolo nasconde un’ironia che me la vedere sotto un altro aspetto, molto più vicino al mio modo di sentire. Peccato per il testo, ma dai… messer Sambuca Molinari, ma non si possono sentire certe cose…
    No, no questo ignoto Uno s'ha da cambiare. Con il prossimo ti prometto qualcosa di meglio. Ma per carità… mai fidarsi degli amici.

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  2. Invece io ci vedo qualcosa di surreale, al limite della creatività.
    Non dimentichiamo il successo di certe strisce dai contenuti immaginifici, molto vicine alla pancia di ampie fasce di lettori di bocca buona.
    E allora per carità, lasciate che il tutto proceda secondo natura...
    La storia coinvolge e perchè in fondo siamo tutti bambini nell'animo e perchè sprofonda in un tecnicismo lessicale molto aggiornato.
    Questi voli pindarici sono il frutto di una mente vivace, ironica, in rotta con le convenienze letterarie.
    Interessante anche il binomio Nadia/Ignoto Uno, dalle prospettive sorprendenti.
    Siddharta

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  3. La seconda parte è proseguita sui buoni binari della precedente, sia come disegno che come favola col suo "tecnicismo lessicale", frutto di una mente vivace e adeguata alla modernità.

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  4. Eh eh! Non esageriamo con i nomi altisonanti, non vorremo far rivoltare nessuno nella tomba! Però effettivamente sono dell'idea che si potrebbe parlare di corrente neo-surrealista valsabbina, eh?! Ah ah!
    Quanto alla trama geniale della storia, ne sono totalmente assorbita e dipendente ormai; c'è aria di futuro cult, anzi, voci di corridoio sembrerebbero alludere al fatto che i fratelli Coen meditino giá di farne un film.... i casting sono aperti! Con il benestare dell'uomo del mistero, s'intende...

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  5. D'accordo con Serenella, su tutta la linea. La tempera, non so perché, a tratti mi ricorda anche certo iperrealismo e il segno sottile e determinato dei fiamminghi.

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  6. Concordo con Claudia sull'iperrealismo modernista con inserimenti posticci.
    Il pericolo è l'inflazione che farebbe perdere il gusto dela novità.
    Sid

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