giovedì 29 ottobre 2015

The world in a glass, the corks in the world - NADIA RIZZARDI - (testo di Ignoto tre)

Sole 2014 - acrilico 100x100
La principessa, fuori dal pub fu avvicinata da un tipo alto, allampanato e biondo, un certo Glen Grant col piglio dell’ attore.
— Ehilà, abbiamo alzato il gomito, signorina?
— A te ti conosco — disse Calicina, ormai ciucca persa — ho visto la pubblicità in televisione. Riconosco la voce, però non ti facevo così biondo.
— No, quello che dici tu è Jhonny Walker, quel pusillanime scozzese; adesso è invecchiato e gli pende anche l’etichetta, io invece ce l’ho doppio e sono come il prezzemolo.

A sentir quelle parole, Calicina imitò Dita Von These dentro le bolle di un’immaginaria coppa, e con l’unghia laccata del dito indice prese a grattargli un’etichetta.
Se vieni con me ti faccio provare la mia collezione di tappi di sughero- disse provocatoria.
Fico rispose Glen visibilmente eccitato un poco fetish e un poco bondage, tipo Gran Riserva.
Eh? disse Calicina, che come tutte le donne ci aveva marciato più di quanto avesse mai esperito. La verità è che ne sapeva di sesso quanto un monaco trappista, ma non voleva darlo a vedere.
Perciò disse: Tu dammi solo un attimo per ricordarmi dove ho mollato la Mongolpera e in men che non si dica andremo a festeggiare fra i fasti e i tini e i luppolini.
La Mongolpera? Tu intendi quella Mongolpera? Chiese Glen indicando l’inconfondibile pallone che veleggiava tra i cumulonembi in direzione Nord.
Per tutti gli shottini disse Calicina chi sono quei cialtroni? E perché diamine stanno buttando la mia scorta di pere?
Sono gli AmaroMontenegro, sapore vero rispose Glen un gruppo di veterinari maniaci del gilet con i taschini e del Pronto soccorso animale. Stanno buttando le tue pere per guadagnare in velocità e far posto alle loro scorte di bevanda carburante.
Sono del ladri! piagnucolò Calicina, la Mongolpera era mia, la devo riprendere… Oh Glen, come farò?
Don’t worry Calicina, forse ho un’idea di dove siano diretti…e so anche come raggiungerli.
E di grazia, come?- disse lei imitando l’O’Hara.
Useremo la passapozzanghera.
La passapozzanghera?
Glen annuì e presala per mano, la condusse tra vicoli e vicoletti fino al 307 di Portobello Road, dove il declivio naturale del pavè ospitava la pozza permanente altresì detta passapozzanghera.
Non tutti sapevano come servirsene, e infatti Calicina vide più di un soggetto catapultarcisi dentro e venire prontamente respinto.
Non sopporta i sobri le confidò Glen, i consumatori di tisane al cardamomo, e i fissati dell’ora del tè. Quindi noi saremo i benvenuti.


Ciò detto la strinse più saldamente e, presa la rincorsa, ci si tuffò. (Continua)

11 commenti:

  1. In questo quadro, dal titolo che non ti aspetti, più che nella pozzanghera è nei lastroni grigi della strada che si apprezza la tecnica e la cura maniacale dei particolari. Ho fatto acquerelli per tanti anni, senza risultati di rilievo per la verità, e le strade bagnate sono un soggetto tra i più classici. Insomma conosco le difficoltà, senza condividerne in pieno le soddisfazioni.
    Ignoto tre invece ha una bella ironia, e ancora diversa dai primi due. Senza l’aiuto di Wikipedia, quella battuta con la Dita e qualcosa, non l’avrei afferrata. Sono rimasto indietro… che ci volete fare.
    Comunque, complimenti ad entrambi.

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  2. Una puntata super avvincente che, di certo, non delude la matrice fantasiosa della storia; la dignitosa uscita di scena della Mongolpera fa da sfondo ad una caratterizzazione dei personaggi quanto mai pittoresca e viziosa; geniale la passapozzanghera spazio-temporale, sí sí sí, i miei complimenti a ignoto tre!
    Ma Franco, come fai a non conoscere the queen of burlesque? :-D

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  3. Ignoto tre ha ripreso quota.
    Per la gioia degli etilici, che pare abbondino in letteratura.
    Brava, Siddharta.

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  4. Molto vivido il quadro. Sarà il parlare di pub ma mi è venuto alla mente il "Nessun dove" di Gaiman.

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  5. Non sempre commento, però leggo assiduamente questi piacevoli racconti dal tipico gusto effervescente...che non "pizzica" solo le narici ma anche le meningi.

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  6. Lo so, è imperdonabile ma della regina del burlesque ne avevo sentito soltanto parlare, il nome però non mi diceva nulla. Pietà, abbiate pietà di un povero ignorante di campagna e ditemi quanti pateravegloria devo recitare per espiare parzialmente la colpa e tante scuse ancora.

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  7. É che tu Franco sei troppo intellettuale per queste frivolezze! :-) Io invece, per esempio, non avevo mai sentito parlare di "Nessun dove" e sono andata a dare una sbirciata su Wiki, sí impara sempre qualcosa insomma...

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  8. A Gaminede.
    Per me Gaiman è uno dei più grandi scrittori fantasy, non mancano anche libri per ragazzi.

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  9. Ah ecco Elisa, buono a sapersi; sono super appassionata di fantascienza ma ho poca familiarità con il genere fantasy: ho letto solo cinque o sei delle saghe più note ai cultori del genere e, ad essere sincera, un paio di queste le ho anche piantate in asso a metà (con grande sdegno delle amiche da cui mi erano state consigliate... :-))

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  10. Ahahah! Molto animata questa puntata, che non manca certo di originalità; inoltre la suspence c'è tutta.
    Alla prossima con grande piacere, dunque!

    Ero mancata per i morti (non in senso letterale eh!), ora eccomi qua a risalire in apnea.

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