domenica 11 ottobre 2015

Un libro sul comodino: PER COSA SI UCCIDE di Gianni Biondillo

Sto leggendo questo romanzo di Gianni Biondillo e mi va di parlarne ancora prima d’averlo finito, perché non è da un giallo che si giudica uno scrittore. So che G. B. scrive anche per la televisione e fa tante altre belle cosette, ma di lui non sapevo quasi nulla, e di suo avevo letto soltanto il racconto lungo “Nelle mani di Dio”. Bello tra l’altro.  Le notizie raccolte sul web mi dicono che fa parte del collettivo del blog Nazione Indiana, che è ancora giovane, che è laureato in architettura e da un paio d’anni insegna  “all'Accademia di Architettura di Mendrisio: Elementi di psicogeografia e narrazione del territorio.” Bestia che roba!
Il suo ispettore Ferraro è un tipo senza grande personalità, abbastanza insignificante come il suo cognome. Se almeno finisse con una i, si lamenta lo stesso riflettendo sulle sue origini, sarebbe Ferrari, sputaci sopra; con una e nel mezzo diventerebbe Ferrero, davvero niente male;  ma con una a finale sarebbe il massimo. Un Ferrara importante, infatti, a parte l’omonima e illustre città, lo trovi ovunque.


A ben vedere è anche poco simpatico, molto separato, incasinatissimo, non arriva mai puntuale, non è uno sciupafemmine, insomma esattamente il contrario di Montalbano o del commissario Ambrosio. Ma tutte queste sfighe messe insieme fanno di lui un personaggio molto interessante, umano, assolutamente imprevedibile, molto attuale e realistico. Insomma, Ferraro è un poliziotto cresciuto nella melma di periferia, che conosce come le sue tasche la sua zona di competenza. Un uomo che deve fare i conti con un principio di pancetta da salumiere, con un matrimonio fallito alle spalle, e una figlia nel cuore ferito alla quale non può dedicare il tempo e le attenzioni che vorrebbe. Lo potreste incontrare in un bar qualunque di Quarto Oggiaro o nelle vicinanze di Baranzate, e non vi accorgereste di avere accanto uno sbirro, ma probabilmente lo riconoscereste da come si veste e per le scarpe che scricchiolano. Secondo me ha pure la faccia da terroncello, un mimetismo perfetto da quelle parti, ma su questo particolare non ci giurerei. La sua zona di competenza, quasi sempre la stessa, va dalla periferia nordest di Milano, diciamo Arese, e forse non arriva a Viale Certosa. Non ostante le parolacce, (oddio, il minimo sindacale) e un po’ di sesso ruspante da bar dello sport, mi pare valga la pena d’essere preso in considerazione. Non fosse altro per l'ironia, per la simpatica goffaggine di alcuni personaggi, e per certe battutacce che mi hanno fatto sghignazzare in piena notte.

(frame 11.10.2015)

4 commenti:

  1. Interessante, lo presenti bene. Lo cercherò.

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  2. Di Biondillo ho letto questo e "Con la morte nel cuore" nonchè la raccolta di racconti "Strane storie".
    A me piace.

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  3. Ma come si fa a leggere tutto?
    Grazie comunque della segnalazione.
    Chissà, col tempo...
    Sid

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  4. A me ispira molto la copertina PULP, è vero che un libro non si giudica dalla copertina ma c'è anche l'altro detto "l'occhio vuole la sua parte" e poi è vero che l'hai presentato bene ed io riguardo ai gialli mi faccio volentieri consigliare perchè conosco poco il genere...

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