lunedì 30 novembre 2015

4 HAIKU - di Chiara Taormina



Orto di stelle
Come foglie lucenti
lassù nel cielo






Luce dorata
Foglie come grappoli
al crepuscolo






L'inverno ha voce
Canta l'onda del mare
come sirena








Perdo la luna
sul sentiero del sogno
Cade una stella

12 commenti:

  1. La luna, le stelle e il sole, il cielo e il mare sono gli elementi di questi bellissimi e indovinati haiku.
    Non si è fatta mancare nulla la nostra simpatica Chiara. Un gradito ritorno il tuo.

    ps : orto di stelle è un'immagine che fa breccia nella mia fantasia. Cinque sillabe che aprono la mente e il cuore, proprio ciò che si chiede a un haiku. Bravissima

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    1. Grazie Franco. Mi fa davvero piacere tornare sul tuo splendido blog. Lo trovo stimolante e accogliente. Ti ringrazio anche per l'associazione delle immagini che trovo azzeccate. Alla prossima

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  2. L'haiku, benchè occidentalizzato, non è facile da interpretare ed ancor più interiorizzare a causa dell nostra natura speculativa letteraria.
    Rappresenta, al di là della rigidità della forma, un'immagine fulminea della natura a specchio di una sensazione altrettanto subitanea.
    Cosa non facile nella nostra cultura.
    Se mi si consente l'irriverenza del paragone, ricorda la folgorante veridicità epigrammatica o aforistica delle nostre plaghe.
    Una concisione sentenziosa da noi, un sentimento sensoriale per le derive dal Sol Levante.
    Non so se gli haiku mi piacciono: di certo mi conforta la brevità strofica e del verso.
    In conclusione, temo la differenza di lunghezza d'onda interiore tra l'Autore ed il lettore.
    Siddharta

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  3. Caro EPI.SIDDHARTA, ricordati che mi hai sconsigliato di scriverli...e non è che erano peggiori di questi della pur brava Chiara Taormina!
    Amichevolmente Pietro.

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  4. Non c'è niente di più soggettivo di un haiku. Se arriva al punto giusto, se fa vibrare la corda più sensibile che sta tra il cervello e il cuore, allora produce un sconquasso interiore, diversamente lascia indifferenti. Un po' come tutta la poesia in genere, ma con gli haiku, vista la loro brevità, il giudizio è ancora più difficile. Gli haiku sono come le gemme, e non tutte le ostriche nascondono una perla.

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  5. Caro don Pietro, e sono contento del consiglio che a suo tempo ti ho dato.
    Degli haiku giapponesi nemmeno la forma siamo in grado di copiare.
    Il nostro andamento sillabico ( 5-7-5 )non esiste colà, ove invece si privilegiano le more ( pause ).
    Inoltre la cultura nipponica affonda le radici in saperi millenari a noi del tutto sconosciuti.
    Infine la significanza letterale ed emotiva degli haiku originali è del tutto impossibile da tradurre e rendere in altre lingue.
    Per esempio lo < stramass > ( materasso ) delle mie parti non significa solo materasso.
    Ma nella tradizione locale si arricchisce di ulteriore significato: corredo su cui non solo si dormiva, ma si stramazzava dalla fatica enorme di quei tempi dopo una giornata greve di lavoro.
    Il bisogno e la sopravvivenza avevano selezionato uomini forti, adusi a sudori inimmaginabili alle odierne merdine tutte comodità e pretese.
    Dunque gli haiku degli Autori nostrani non mi convincono.
    Forse uno scimmiottamento, forse un tentativo di far diversa poesia per rendersi e sentirsi originali.
    Sid

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  6. Caro Pietro per una volta non dare ascolto ai consigli di Epitteto!

    Fregatene di tutti i suoi sofismi, sono sottigliezze da intellettuale annoiato e cinico.
    Divertiti e scrivi gli haiku alla tua maniera. Che ci frega a noi se non rispettano lo spirito primordiale, ormai si sono diffusi in tutto il mondo ed esiste una scuola occidentale con le sue regole e i suoi nuovi canoni.
    Che ti frega attè di queste sottigliezze stilistiche, ma lascia perdere, ma vuoi essere un purista a tutti i costi? Per fare che, e che cosa? devi vincere il Nobel?
    Anzi fai una bella cosa, mandami cinque haiku dei tuoi che te li pubblico volentieri.
    Con buona pace di Siddharta che vedrai non si arrabbia, anzi, e lì che se la ride sotto i baffi. Vuoi scommettere?

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  7. Caro Franco...ne ho fatto pochi e come hai saputo fui sconsigliato.
    Mi volli misurare anch'io, ma non è il mio stile; poi c'è stato il consiglio del maestro ed ho desistito dal farne ancora. Ma oramai, il guaio era fatto ora li vado a pescare e te li mando.

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  8. Pietro, mi sono sbagliato, aveva ragione Siddharta.

    Se i tuoi Haiku sono come quelli che ho letto su frameblog di fb, be'... sono tutta un'altra storia. Con gli haiku veri non hanno proprio niente a che fare. però come ti ho detto dall'altra parte, sono diversi è hanno una carica ironica che potresti sfruttare. Però scusami se sono sincero, non li puoi proprio paragonare a questi di Chiara. Gustiamoci piuttosto una tua poesia in napoletano, lì sì che sei tanto bravo. Sto ancora spettando che tu e il maestro vi decidiate a mandarmene una. Forza, che ci vuole, vi fate anche pregare? Ah...ah...ah...

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  9. Ragazzi, mi sa che ho aperto una discussione spinosa.. beh ognuno, secondo me, deve seguire il proprio iter e come dice Franco non si deve essere per forza puristi del genere. I grandi maestri sono grandi proprio perchè i loro componimenti erano parte di una realtà totalmente differente dalla nsotra, in un ambito culturale avulso dal contesto occdentale, ma niente vieta che uno possa amare il tipo di epsressione e farlo proprio senza emulazione che risulterebbe davvero insensata.

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  10. Carissima Chiara,
    in pochissime righe di commento non si può esplicitare per intero il proprio pensiero.
    Eccomi dunque ad aggiungere dei distinguo.
    In poche parole, pause incluse,l'haiku condensa tutta la profondità del sentire.
    Non basta quindi leggerlo attentamente, ma abbisogna che sedimenti pel tempo dovuto.
    Soprattutto richiede sintonia di sensazioni tra Autore e lettore, non sempre possibili per i diversi stati d'animo in momenti diversi.
    Per quanto mi riguarda, raramente questo momento magico lo realizzo subito, distolto come sono dall'ambiente, dalle preoccupazioni dell'istante, dal possibile incombente malumore interiore per fatti esterni.
    Gli haiku, come i detti sentenziosi, abbisognano di metabolizzazione mentale, il che magari avviene in condizioni e momenti successivi.
    In conclusione, stante la complessità e delicatezza di lettura, penso che la proposta di un solo haiku ( e non a raffica ) effettivamente valido sia sufficiente per un'acconcia corrispondenza d'intenti.
    Siddharta

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  11. Bé, non mi intendo di haiku, ma so distinguere un pensiero delicato ben espresso e posso dire che questi di Chiara hanno una delicatezza sognante che si fa apprezzare.
    Il mondo giapponese, coi suoi ciliegi e tutto il loro mondo molto vicino alla natura ed all'apprezzamento di ciò che le concerne, senz'altro può avere una suggestione difficilmente raggiungibile dal nostro essere, però, la sensibilità penso sia trasmissibile non importa da dove provenga.

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