lunedì 30 novembre 2015

Pensieri cinici quotidiani (54) - Siddharti

A – Urti.
La poesia tende ad esprimere una certa tensione intellettuale oltre che stilistica, urtando talora il lettore perché gli complica la visione del mondo e sconvolge le sue certezze…


B – La linea.
< Linea recta brevissima >: la linea retta è la più breve di tutte.
Anche la natura, pare accertato dagli scienziati ( Cartesio, Fermat ), agisce sempre per la via più breve pur tra ostacoli frapposti.
Chissà perché certi pseudo-letterati per esprimere i loro concetti scelgono sempre di fare delle solenni sbrodolate!

C – Tappabuchi.
Con le continue scoperte scientifiche, anche se percentualmente modestissime, Dio appare sempre più messo all’angolo, cioè in ritirata, destinato a scomparire.
Un Dio tappabuchi, secondo il teologo luterano tedesco Dietrich Bonhoeffer – 1906/1945 ).

SIDDHARTA

30.11.2015

2 commenti:

  1. B) perchè esistono le geometrie non euclidee - come per esempio quella reimanniana (https://it.wikipedia.org/wiki/Geometria_riemanniana) - che sono più utili di quella euclidea per descrivere taluni aspetti dello spaziotempo. Non dobbiamo andare a scomodare chissà quali mondi, tra l'altro - la geometria di Reimann è utile per descrivere certi aspetti della sfera. Sulle geometrie non euclideee, per un primo sommario approccio v. https://it.wikipedia.org/wiki/Geometria_non_euclidea

    C) a proposito di buchi. Tutto quello che possiamo sapere dello spazio tempo si arresta sul c.d. orizzonte degli eventi. E' quel punto dello spaziotempo prossimo ai buchi neri dove non vale nulla di ciò che sappiamo; non solo: la nostra mente appare semplicemente strutturalmente incapace di capire ciò che accade oltre tale orizzonte dove molte grandezze appaiono infinite. I fisici saggi, quindi, si fermano lì - o al massimo formulano delle ipotesi. I fanatici ci si buttano dentro per affermare delle verità, positive o negative.

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  2. A)

    Io ci convivo con l'incertezza, direi che è il mio stato normale, pertanto sono rari i sussulti davanti a una poesia. Semmai sono quelle sempliciotte e deliziose, quelle che sanno di ottocento, tutte ricamate, perfettine e vestite a festa, con tutte le rime e le sillabine al posto giusto, tutte in fila come le tabelline che mi fanno girare... ma neanche tanto. Appena appena...

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