mercoledì 9 dicembre 2015

BELLEZZA e SOFFERENZA - ... da 77 racconti lampo di Giacomo Colosio


Departure
 Siamo entrati nel cimitero di Montichiari per assistere alla tumulazione di Santina, conosciuta anni fa in casa di amici. È morta a Milano, dove abitava, ma è qui che è nata. Mentre il prete officiante dice le ultime parole di commiato e la bara sta per entrare nel loculo, sento una musica che commuove. Un violoncellista assai bravo, d'origine polacca, sta suonando Departure, dal film omonimo. Emozionante, diverso, bel modo di dire addio. La bellezza della musica nella tragedia della morte.

Bellezza e sofferenza
 Il gigantesco ippocastano era caduto e giaceva con il tronco appoggiato all'aiuola di rose. Le grosse radici avevano sollevato l'asfalto, ed il vento aveva avuto buon gioco investendo quella grande fronda. Ora il possente albero era lì, maestoso, quasi regale.  Avvertii un legame fra quelle radici che avevano vissuto per cento anni e più sotto terra, lottando per trovare uno spazio, soffrendo, e la bellezza dell'ippocastano. Bellezza e sofferenza, l'una generata dall'altra; quello avvertivo.

Bellezza e saggezza
 Un vecchio saggio gli aveva confidato una sua massima, in punto di morte, ed ora spettava a lui verificarla. A grandi linee la massima recitava: “ Le cose dell'universo, dalle più semplici a quelle più complesse, contengono la bellezza dell'aggregazione. Un atomo che non si associa non è niente, in sé. Nella bellezza c'è la gioia, e la gioia è l'ambasciatrice della felicità”.  Il giorno che vide una viola del pensiero sbocciare tra le crepe di un muro, capì.


10 commenti:

  1. Mi vengono in mente due famosi racconti brevissimi:
    L’ultimo uomo sulla terra sedeva nella propria stanza… qualcuno bussò alla porta! (Brown)
    “For sale. Baby shoes. Never worn.” (Heminghway)

    Quelli di Giacomo Colosio si fermano alla quinta riga. Non le ho contate, ma non arrivano alle classiche cento parole che tanto di moda andavano sul web. Il perchè di questa limitazione così rigorosa mi sfugge, in ogni caso hanno il loro fascino e la regola non facilita certo il compito all'autore. Mi domando però se non la danneggi. A giudicare da questi risultati direi proprio di no.

    Il primo racconto lampo di questa proposta parla da solo, non si presta a molte interpretazioni, è limpido, pulito, crudo e tagliente come un bisturi e allo stesso tempo dolcissimo e delicato. Essì, dolcezza e sofferenza, proprio il tema ricorrente in questi racconti, e senza contare che mi ha offerto lo spunto per mettere un po’ di buona musica.
    Nel secondo racconto lampo di Giacomo, mi colpisce la rivincita delle radici che premono per vedere la luce e la conseguenza è fatale. Sono condannate a restare sotto terra, nelle tenebre per far risplendere i rami che si protendono al cielo. La metafora è di quelle universali, ciascuno ci lavori sopra con la fantasia come meglio crede.
    Il terzo è molto più concettuale e bisogna amare la fisica per restare affascinati dal potere aggregante degli atomi. Il nesso con il fiore che spunta dalla crepa del muro è intrigante e mi lascia pensare.
    Benvenuto a casa di frame.
    Piaciuti.

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  2. Tra l'aneddoto e l'haiku narrativi.
    Dei flash, la cui brevità mi intriga.
    Il tutto in cinque righe come parrebbe dagli originali ( altrove departure senza la esse ).
    I riferimenti farebbero pensare che l'Autore sia bresciano.
    Persona di poche parole quindi, come i suoi conterranei, le quali depongono sull'essenza semantica e dei sentimenti.
    Siddharta

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  3. Chiedo venia, la esse l'ho aggiunta io.
    Pensavo ad un refuso.
    Il titolo del film mi ha tratto in inganno. Adesso è conforme all'originale.

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  4. Giacomo Colosio9 dicembre 2015 18:17

    Ho letto i commenti, assai lusinghieri, alcuni a mio parere sono più illuminanti che i racconti stessi, specialmente quelli di franco L. melzi. A Siddharta, molto attento lettore che nota come Montichiari sia in provincia di Brescia, e pertanto ipotizza che quelle siano le mie origini, rispondo che sì, sono bresciano. Anche se, contrariamente ai miei concittadini,non sono esattamente come ben fa notare lui...ecco le sue parole, giustissime ma che nel mio caso non valgono, essendo io un logorroico cronico..."Persona di poche parole quindi, come i suoi conterranei, le quali depongono sull'essenza semantica e dei sentimenti." Il racconto in cinque righe, ne ho scruitti 300, sono idea di un amico poeta, capitanucci Vincenzo, e mi sono serviti a limitare la mia oceanica vena grafomanica, coniando una nuova espressione. Grazie!....

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  5. Che dire... complimenti all'autore che ha saputo esprimere con sensibilità e grande sintesi sentimenti profondi.
    Bravo come sempre Franco a scovare e proporci pezzi di bravura.
    In quanto all'inveterato Sid, che dire... nulla gli sfugge... ma gliel'ho già detto :-)

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  6. Colosio Giacomo18 dicembre 2015 07:13

    Vedo solo ora il commento di Serenella, e la ringrazio; mi è piaciuto molto quella frase: " complimenti all'autore che ha saputo esprimere con sensibilità e grande sintesi sentimenti profondi." E' così, e questa eccessiva sensibilità è anche uno dei miei difetti di scrittore che fatica non poco a restare "freddo", come converrebbe ad una lucida narrazione. Ciaociao

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  7. Cercare la bellezza là dove gli occhi non riescono a vederla, oltre i canoni estetici e la logica schiacciante, è un messaggio di speranza per ogni uomo. Poche righe ma incisive, profonda riflessione su di una realtà che la mente rifiuta di accettare e gli occhi di vedere.

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  8. Colosio giacomo18 dicembre 2015 10:36

    Io rimango stupito da certi commenti: ti rendi conto Gabriela che c'è più bellezza nel tuo commento e più poesia che in tutti e tre i miei racconti?...grazie, me le metto da parte queste tue parole. ciaociao

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  9. Finalmente i baroni del sapere e della ricerca si sono accorti della necessaria multidisciplinarità nello studio del corpo umano, specie della mente e del cervello.
    Ecco allora la nascita delle scienze cognitive che accorpano più competenze dello scibile al riguardo: medicina, biologia, psicologia, sociologia, ecc., financo la filosofia...
    Assai gradito quindi, a mio giudizio, l'approdo al blog di Giacomo Colosio, versato professionalmente in materia scientifica e cultore letterario.
    Perchè la letteratura non può ormai fare a meno dell'apporto delle scienze, e viceversa, comparti purtroppo tenuti distinti fin dai tempi di Croce e Gentile.
    I due settori hanno entrambi da apprendere vicendevolmente, a tutto vantaggio della formazione e preparazione dei lettori legati ancora per forma mentis al solo settore letterario.
    Siddharta

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  10. Colosio Giacomo20 dicembre 2015 18:22

    Siddharta, ora capisco perché ti chiamano Maestro... il tuo commento è talmente pieno di verità, almeno tali io le ritengo, che risulta difficile aggiungere qualcosa ad una logica di pensiero tanto stringente. Di mio posso dire solo che la laurea in ingegneria e fisica mi è sempre andata stretta, se pur mi sia servita bene o male a portare avanti alcuni progetti di vita. Ma la passione giovanile è sempre stata altra, anche per indole, e quindi sento grande la mia ignoranza in materie che amo, letterarie in genere ma anche sociali, filosofia, psicanalisi, perfino giornalismo che è stata poi la mia prima professione dilettantistica...le mie carenze nella conoscenza del latino e del greco sono incolmabili, anche se cerco di aggiornarmi, e la mancanza di una formazione classica in età giovanile si fa sentire.
    Eppure la mia ricerca va in quella direzione, mi getto a capofitto nelle braccia della cultura umanistica, classica, portandomi dietro il piccolo scudo protettivo della conoscenza scientifica, per altro superficiale, nella convinzione che, come tu ben dici, l'unione delle discipline crei cultura, saggezza, completezza e anche originalità.
    Desiderio di conoscenza, questa è la mia malattia...ed è grave in quanto ti fa vedere con occhi obiettivi la tua ignoranza, così come uno specchio riporta ai mie occhi le rughe della vecchiaia, innegabili anche per una debole vista come la mia.
    Che dire di più: niente, non è possibile, se non che questo tuo commento mi ha commosso, e non ne capisco il motivo, se non che la vecchiaia sta regalandomi quelle vulnerabilità che non ho mai conosciuto. Ciaociao...e grazie.

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