mercoledì 2 dicembre 2015

Il post - it di Rubrus: la sindrome del trenino nuovo.


Mi è capitato di vedere lo spot di una nota compagnia telefonica che inizia mostrando dei bambini che giocano con degli smartphone ultimo modello. A fine spot si scopre che si tratta di adulti "rimbabiniti" (neologismo che uso al posto del meno gentile "rimbambiti").
A mio parere, da questa reclame, possono trarsi due considerazioni.
La prima è che si tratta di un modo per indurre, più o meno apertamente, a considerare lo smartphone un oggetto per bambini, non senza dimenticare che i bambini sono molto attenti alla pubblicità. Insomma, piccoli consumatori crescono.
La seconda (non so quanto voluta) è che essenzialmente lo smartphone non serve a un tubo (e, in effetti, se si pensa a quante funzioni inutilizzate ci sono e a quanto poco si utilizzino quelle che, tuttavia, si usano...). Serve soprattutto per giocarci. (e lo sappiamo che fine fanno i giocattoli dopo pochi mesi dall’acquisto: io la chiamo la sindrome del trenino nuovo...). Però vale un sacco – sia l’oggetto sia tutte le funzioni e applicazioni. Insomma, ci dicono "adesso compra una roba che non userai se non in minima parte, che costa un botto di soldi e che prenderai giusto per capriccio, salvo scordartela (di fatto) poco dopo".  E noi la compriamo.  Io ci trovo qualcosa di assurdamente, tragicamente sublime.    

7 commenti:

  1. eugenio gambardella2 dicembre 2015 13:32

    Questo dimostra come siamo facile preda della pubblicità che indirizza e condiziona i gusti della gente a proprio piacimento. L'analisi di Rubrus mi sembra molto veritiera. Il bello è che anche noi adulti non siamo insensibili al richiamo del...trenino nuovo.

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  2. Per Rubrus: il solito refuso ( réclame ).
    Per Franco: non possiedo nemmeno uno straccio di telefonino.
    Ormai i miei sodali sono tutti morti.
    Non mi telefonano più e viceversa...
    Tanto le bollette c'è chi me le ficca comunque sotto la porta!
    Sid

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  3. E ci hai ragione, anche quelli che hanno superato gli anta da un pezzo non restano insensibili alle diavolerie elettroniche.
    Io stavo tanto bene con il mio Nokia da venti Euro, lo conoscevo come le mie tasche e lo tenevo sempre in saccoccia. Qualche volta squillava pure e una carica da dieci euro mi bastava per tre mesi. L'anno scorso mi hanno regalato uno smart di ultima generazione, dopo sei mesi non ci avevo ancora capito una mazza. Adesso pago regolarmente dieci euro al mese che non consumo e lo uso quasi esclusivamente come navigatore. Il fatto è che è troppo ingombrante e troppo prezioso per portarmelo in campagna, ma dico io, perchè non si possono avere due telefoni con lo stesso numero? Uno per la domenica e le feste comandate e l'altro per tutti i giorni, come si usava una volta per le scarpe o per l'abito. E che diamine.

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  4. Eh.... per ora i morti non telefonano :-)
    Non sono sicura di aver capito di quale pubblicità si tratti (forse quella con la Marcuzzi?) ma le ipotesi mi sembrano azzeccate: fare leva sui bambini da una parte,sfruttando subdolamente la consapevolezza che i genitori spesso non badano ai programmi televisivi a cui si attaccano i minori, fregandomene di fasce orarie ecc. (perché la pubblicità in questione può anche essere parzialmente indirizzata ai bambini ma non credo che la trasmettano durante i cartoni animati) e sulla sindrome di Peter Pan dall'altra.
    Poi beh, a volte certe pubblicità sembrano stupide e inefficaci ma dipende sempre dalla fascia di utenza a cui sono rivolte; personalmente sono ben altre le categorie di mercato che contribuisco a mantenere floride (non meno frivole di quella della telefonia) perché ho un telefono semplicissimo di tre o quattro anni, lo uso per telefonare e non ho neanche imparato come si fa a fare le foto; starete pensando che sono lo zimbello degli amici. E infatti è così. :-)

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  5. Penso che, sia stata adottata la stessa scuola di pensiero, applicata (qui meritoriamente) alle scuole delle squadre di calcio per giovanissimi, i cosiddetti "pulcini" per alimentare il vivaio delle squadre nazionali. Nella notoria pubblicità del gestore telefonico, sia i pubblicitari che i loro committenti, hanno pensato bene d'allargare il target della loro clientela, cominciando il lavaggio del cervello dai più piccoli e, complice anche, di una rammollita educazione, impartita dalla nuova generazione di genitori, che non sanno più rispondere un semplice "No".

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  6. Ehmm... Franco, basta sapere sostituire le sim. Io conosco un tale che si è comprato una ventina di anni fa una serie di telefoni, tutti uguali, che fanno solo da telefono, e quando si rompe un pezzo di uno usa gli altri pezzi di ricambio.
    Sid. è che non mi ricordo mai quale sia l'accento acuto e quello grave...
    Eugenio. E anche se lo fossimo, sarebbero i piccoli a chiederci perchè non lo compriamo.
    Ganimede. Non esistono face orarie per la pubblicità e i bambini guardano la tv a tutte le ore (io mi ricordo quando ancora in alcune ore del pomeriggio la TV non c'era: iniziava alle cinque). Almeno finchè non hanno un cellulare in mano.
    Teresa: eh sì: "lasciateceli per un po' prima che abbiano sette anni e saranno nostri per sempre"

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  7. Lo so, lo so... ma per risparmiare ho tagliato la vecchia Sim per adattarla al nuovo apparecchio, e ormai non la posso più utilizzare in altro modo.
    Sono stato mal consigliato. In ogni caso non è un grave problema. Ho odiato il telefono, per tutta la vita mi ha perseguitato, adesso è uno strumento con il quale ho fatto pace.

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