martedì 15 dicembre 2015

Il post.it di Rubrus: Tetratricotecnotomia


Dicembre, tempo di libri che, se non letti , vengono venduti e comprati in maggiore quantità.
Quindi, è anche più facile imbattersi – a volte in modo del tutto casuale, come mi è pure capitato – in presentazioni.
Qualche sera fa, però, mi è accaduto di presenziare ad un incontro di una rivista antologica di fantascienza.


Ora, diciamocelo:  agli appassionati interessa discutere moltissimo dell’oggetto delle loro passioni, ma, agli altri, meno; il risultato è che l’estraneo osserva gli aficionados scuotendo la testa e chiedendosi, con una punta di angoscia, in quale gruppo di pazzi sia capitato.
Ci vuole effettivamente un pizzico di follia per stare  a discutere ore se, per esempio, Star Wars sia fantasy o fantascienza, ma una punta di follia aiuta a conservare l’equilibrio mentale e quindi lo spettatore può stare tranquillo.
Resta il fatto che simili disquisizioni presentano ben poca attrattiva per chi non è interessato all’argomento – questo per non dire che lo allontanano proprio.
Sono quindi giunto alla conclusione  che una corrente letteraria diffusissima nel nostro paese sia il mentalseghismo – il cui effetto è quello di generare circoli chiusi (e magari “alla carbonara”, ma senza la pasta) di gente che se la canta e se la suona (a volte ridendo di quei bizantini  che si interrogavano su quanti angeli potessero stare sulla capocchia di uno spillo).  
L’attività più praticata in questi circoli è la tetratricotecnotomia che sarebbe l’arte di spaccare il capello in quattro, ma, detta così, fa tutto un altro effetto.    

5 commenti:

  1. Bel post; condivido lo spirito di fondo anche perché proprio l'esempio del fantasy o fantascienza è molto calzante ed è un filone al quale, tra l'altro, non mi sono mai interessato se non per certi racconti super di Ray Bradbury, un vero innovatore nel genere fantascientifico. Vivo per parecchio tempo all'isola d'Elba, mia patria adottiva, e mi piace riportarti una definizione umoristica- gli elbani sono maestri in questo- di tetratricotecnotomane: Troncaceci....

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  2. Seghe mentali?
    Noi che frequentiamo siti letterari ci abbiamo fatto il callo, tanto che non ce ne rendiamo più conto, ma chi non è avvezzo all'ambiente e a questo linguaggio, leggendo certi commenti pensa giustamente che siamo tutti pazzi. Comunque, alle presentazioni dei libri e a questi convegni, se proprio ci si deve andare, meglio munirsi di occhiali da sole molto scuri, e fare come il commissario Mariani (Maria Masella) che di dormire dietro le lenti, era un vero maestro.

    15 dicembre 2015 1

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  3. La questione di presenziare in certe associazioni letterarie o il frequentare specifici blog, si basa proprio sull'esclusività dell'argomento agli "addetti al lavoro", i quali liberamente e, se profondamente interessati, decidono di farne parte. Esiste solo l'imbarazzo della scelta del contenuto in discussione e, voila', si accede nel famoso cerchio magico del numero chiuso dei disquisitori, che se poi, vogliamo pavoneggiarci usufruendo termini linguistici altisonanti, beh allora che ben venga il lemma tetratricotecnotomia (non male anche come scioglilingua...). Un modo come un altro per trascorrere del tempo, (forse) in maniera più intelligente.

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  4. In realtà questo vezzo di autocantarsela e autosuonarsela è comune a tutti gli appassionati di qualunque settore. Ci facciamo poco caso perché è una passione diffusa, ma se pensiamo ad un non appassionato di calcio (io non sono un appassionato di calcio, appunto) che si mette a riflettere un attimo su quanto tempo e quanta energia e quante ore sui media vengano spese per discettare di moduli, zone, tecniche, acquisti, classifiche ecc ecc, il succo del ragionamento non cambia. E' l'ampiezza dell'insieme di riferimento che cambia tutto.
    Però parliamo di narrativa, visto dove ci troviamo.
    Ora. Io penso di poter argomentare - e anche in maniera abbastanza convincente, credo, specie per chi non è del settore - sostenendo la tesi che Bradbury non è un autore di fantascienza, ma di fantasy, o weird (mentre sono autori di fantascienza, per esempio, Asimov, Clarke, Dick, su su fino a Gibson). Il punto non è questo, però.
    Il punto è che a chi il genere interessa poco, dire "non ti consiglio - o ti consiglio - il tal autore perché è o non è un vero autore di fantascienza" vuol dire non dirgli niente. Se poi mi metto lì a distinguere tra hard science, social science fiction, steampunk, ucronia, ecc ecc il poveretto scappa a gambe levate. E secondo me ha pure ragione.
    [a questo punto fatemi fare una precisazione e un inciso, però. non è che gli altri generi letterari siano immuni da vis tassonomica, anzi... e neppure la poesia si sottrae a simili bizantinismi].
    Ricordare che non è certo contro la legge coltivare simili piccole manie o passioni, però, non vuol dire scordare che questo atteggiamento ha ricadute non del tutto positive.
    Se ti mostri come un fissato, la gente ti evita, anche se sei innocuo. Puoi quindi frequentare solo altri fissati e, anche lì, tutto sommato e almeno finché non si superano certi limiti, nulla di male. E' però contraddittorio dolersi che i "non addetti ai lavori" continuino a starsene fuori.
    E poi io ho sempre il sospetto che dietro ci sia l'incofessata e forse anche inconscia ambizioni dei "troncaceci" - bella espressione, sì - di sentirsi Re Travicello di uno stagno che si fa sempre più piccolo.

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  5. Quando sintetizzi avec ironia sei mitologico.
    Credo che dopo questa frasetta da groupie io non debba aggiungere altro :)

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