giovedì 17 dicembre 2015

Salotto di casaframe - Dicembre 2015

    
TURBAMENTI
 -di Epitteto Eubulide-

Apparsa quando tutto il Sé idealizza,
acceso fui di subito tormento:
e giorno e notte tal sembianza attizza
il foco ardente che nel cor mi sento.

Ma io pur veggio il guardo distaccato
col quale sfiori queste mosse incerte
e tal freddezza mi fa corto il fiato,
doloran aspre le ferite aperte.

Lungi presto sarai, e col mio canto
del dolce sogno inseguirò l'ebrezza,
ed offrirò all'amore questo pianto
disciolto nel fiorir di giovinezza.


font: facebook
reblog del 16.12.2011

10 commenti:

  1. Errata corrige:
    Le numerose trasposizioni nel tempo hanno corrotto il testo pubblicato.
    Tale invece è la poesia correttamente da leggere:

    TURBAMENTI
    di Epitteto

    Apparsa quando tutto il Sé idealizza,
    acceso fui di subito tormento:
    e giorno e notte tal sembianza attizza
    il foco ardente che nel cor mi sento.

    Ma io pur veggio il guardo distaccato
    col quale sfiori queste mosse incerte
    e tal freddezza mi fa corto il fiato,
    doloran aspre le ferite aperte.

    Lungi presto sarai, e col mio canto
    del dolce sogno inseguirò l'ebrezza,
    ed offrirò all'amore questo pianto
    disciolto nel fiorir di giovinezza.

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  2. Una poesia dettata dal cuore: si sente tutta la tristezza di un cuore giovane tradito nelle sue aspettative. Scritta in maniera impeccabile, molto classica, secondo i canoni del tempo. A me piace, anche se immagino le cautele che potrebbero impedirti di pubblicarla sul Club dei Poeti.

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  3. La tecnica è impeccabile,
    lo stile consono alle tue idee, ormai note al web intero,
    il testo è chiaro come il sole,
    il titolo lampante…
    Che altro resta da dire?
    Dico che leggere queste poesie è un po’ come guardare una bella macchina d’epoca.
    Ecco, mi fa lo stesso effetto di una Bugatti degli anni ruggenti.
    E’ ancora bella, sì, ha ancora il suo fascino intatto, anche se oggi viaggiamo in altro modo, forse molto più comodi e più sicuri. Ma vuoi mettere una Bugatti?
    Anche le strade sono diverse, più lisce, più scorrevoli e più facilmente percorribili. Insomma se mi consenti la facile allegoria, oggi tutti possono permettersi una macchinetta da quattro soldi, mettersi al volante, viaggiare, e con molto meno fanno la loro porca figura. Ma c’è ancora un sacco di gente che preferisce l’ebrezza d’altri tempi, c’è persino chi andrebbe in giro ancora col calesse. Ora, io non sono uno scavezzacollo modernista, ne capisco anche poco di poesia, quindi non m’indigno, né mi permetto di criticare. Semplicemente prendo atto del tuo poetare, in fondo non è nemmeno una questione di gusti, bensì di scelte letterarie e, quando le son scritte ‘osì bene, le meritano solo rispetto. Complimenti.

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  4. Malinconico e nostalgico sonetto, si snoda in rima alternata senza ammiccamenti a sdolcinature , esprimendo invece, tutta la particolare sobrietà dell'universo maschile, nell'idealizzata passione adolescenziale/giovanile verso una leggiadra fanciulla, del cui amore, purtroppo, non è ricambiato.
    Condivido la giusta scelta di postare i tuoi amorosi versi nell'ambito di questo sito, anziché sul CdP, onde evitare accapigliamenti accademici-letterari, inutili ed infruttuosi.

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  5. In verità l'autore del misfatto dev'esser stato don Pietro Zurlo, amico carissimo di fb e in questo blog.
    Personalmente non sarei mai arrivato a tanto...
    Un abbraccio affettuoso, Sid.

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  6. A onor del vero, il nostro Sid non ne sapeva nulla. Gli ho voluto fare una piacevole sorpresa.
    E' stata una mia iniziativa. Sì, anch'io sono del parere che non sia prudente navigare certi mari con questo tipo di attrezzatura, meglio frequentare porti e scogliere più sottovento.

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  7. Bellissimo questo sonetto non tanto per il tema trattato, un amore non corrisposto e la sofferenza che ne deriva, ma per lo stile, la musicalità dell'endecasillabo che lo impreziosiscono. Chi ha detto che questo è un modo sorpassato di fare poesia? Io credo che questo sia il solo modo di fare poesia, soprattutto di parlare d'amore. Non ne conosco altri. Complimenti.

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  8. Colosio Giacomo17 dicembre 2015 17:17

    La mia prima ed antica passione: poesie in rima alternata o baciata, rigorosamente in endecasillabi. Questa è davvero buona, non c'è un verso che tradisca la purezza dell'endecasillibo, sicché ne viene una costruzione scorrevole ed altamente musicale, armoniosa. Bello anche il contenuto, amore sognato, o perduto, o non corrisposto: la più alta forma, secondo Schopenauer, almeno mi pare, ma potrei sbagliare.
    Io oggi non ne scrivo più, o quasi, ma mi piacciono sempre, anche se gli ultimi premi Nobel come la Szymborska scrivono ormai in forma prosastica, colloquiale, ed a me piace molto questo modo diretto di esprimersi in versi. Questa poesia ha anche un altro pregio: quello di non cadere nel tranello della metafora scontata e nella rima tre per due, cioè le solite in offerta...invece queste sono originali, pertinenti e mai scontate...insomma una poesia da conservare. ciaociao.

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  9. Solo adesso, per via del tempo mi accorgo di questa lirica postata dal nostro Franco, infatti, mi sono meravigliato che Epitteto si mettesse in mostra...lui non lo fa mai. Io si invece, quando mi gira le riesumo e le espongo in vetrina...liriche così, non possono restare per sempre...sepolte!

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  10. E' una poesia bellissima di quelle che leggendole ti lasciano nel cuore un sorriso e in bocca l'amaro.Cristallina, dotata di musicalità, è stato un vero piacere leggerla più volte e ad ogni lettura mi è apparsa sempre più bella.

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