venerdì 22 gennaio 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/04 - Siddharta


A – Antropofagia medievale.
Henri Charrière nel suo Papillon ( 1969 ) ci racconta la fuga di un galeotto dalla Cayenne francese.
Con scene di antropofagia per ragioni di sopravvivenza.
Il fenomeno appare anche nella medievalistica storica.
Quando uomini e donne consumavano carne umana per le ragioni più varie: 
terapeutiche, rituali ecc., specie in periodi di grande carestia.
Spesso parafrasando le cerimonie religiose del corpo e del sangue di Cristo ingeriti nel banchetto eucaristico.

B – Miracoli dell’oggi.
Sembra incredibile, ma ancora oggi nell’anno tremila assistiamo a credenze miracolistiche individuali e di massa dal sapore superstizioso.
Magari sostenute teologicamente.
Donde il mio invito ad un maggior razionalismo, a cautela di esaltazioni metafisiche.
Per contenere forme di disperazione esistenziale o di arroganza fideistica.

C – Consigli.
Tecnica narrativa e consapevolezza stilistica sono tra le qualità indispensabili per lo scrittore.
Forse oggi, con l’abbassamento qualitativo delle opere di massa, sarebbe oltremodo necessario frequentare un programma di creative writing per scrivere almeno con decoro e un poco di grazia.
Non si può impugnare la penna ( oggi la tastiera) come una cazzuola…

Siddharta
21.1.2016


8 commenti:

  1. A- Vidi il film quando uscì nelle sale dei cinema e tanto mi bastò. Disgraziatamente i casi antropofagia non si sono limitati nei secoli scorsi, purtroppo è riaccaduto una trentina d'anni fa: a farne l'infame esperienza furono quegli sventurati che, a causa del solito malfunzionamento del velivolo di turno, precipitarono sulla cordigliera delle Ande, ad oltre 4000 metri d'altezza e, per la necessità ancestrale della sopravvivenza, dovettero mangiare la carne dei compagni deceduti, per non morire a loro volta. Questo conduce la sopravvivenza della carne che, prima o poi, perirà in qualunque caso.
    Ben altro discorso, invece, quando ci si riferisce al Banchetto Eucaristico: nel quale si riceve il Corpo ed il Sangue di Cristo, che mantiene in Vita spiritualmente l'Anima creata immortale, destinata ad un destino di gioia oppure di dolore, in base alle scelte effettuate dalla carne (i ns istinti). Perchè taluni percepiscono aridità, freddezza,
    irrequietezza entro se stessi, nonostante materialmente, siano ricolmi di tutto e di più delle cose materiali e non sussiste un cenno di Speranza? Se noi stacchiamo un fiore, un frutto, un ortaggio dal terreno, può continuare a vivere, a produrre a sua volta oppure appassisce, marcisce? E' proprio vero che, siamo Uomini di dura cervice e che, il numero dei giorni che ci viene assegnato su questa Terra, per prepararci al giorno più importante
    della stessa: la Morte, il trapasso da una vita all'Altra, non riesce ad insegnarci alcunchè, trovandoci sempre, all'occasione, impreparati perchè volontariamente staccati dall'Albero della Vita, la cui Linfa ci mantiene in quell'esistenza spirituale che ci diversifica totalmente, da quella degli animali.

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  2. A) antropofagia. E' vecchia quanto l'uomo e la sua portata è stata esagerata perchè il tabù è diffuso e radicato in ogni cultura. Nella mitologia classica, per esempio, troviamo la figura di Licaone, archetipo dei lupi mannari, che ammannisce a Zeus le carni dei propri figli. Di qui la sua degradazione a bestia. Ci sono due forme di antropofagia, tendenzialmente: quella cultuale e quella alimentare. Nella prima non ci si nutre dell'altro per fame, ma per assorbirne la forza o qualche altra caratteristica - tanto che solo alcune parti del corpo, solitamente, vengono consumate. I cannibali delle isoli tropicali praticano questa forma. L'antropofagia alimentare è un fenomeno le cui dimensioni sono state ampiamente esagerate. Dato che il cannibalismo portava alla dannazione è possibile che si cercasse di salvarsi in corner con qualche rito blasfemo (che "rovescia" ricopiandolo il rito normale). In realtà ci sono più dicerie, che prove, buone per storie del terrore. In tempi moderni, senza più il terrore del sacro, gli uomini che hanno dovuto ricorrere al cannibalismo alimentare si sono giustificati, quando ne hanno sentito il bisogno, ricorrendo alla scienza: darwinisimo estremo, legge del più forte ecc. Più spesso però si sono giustificati dicendo semplicemente "dovevamo sopravvivere". Ricordiamo il caso della Spedizione Donner (che viene citata in "Shining"), della squadra di calcio sudamericana precipitata sulle Ande (v. il film "Tabù", anche se a dire il vero l'antropofagia venne praticata solo su soggetti già morti) e quello della baleniera Essex, da cui Melvlille trasse ispirazione per il suo "Moby Dick" senza però menzionare gli episodi di antropofagia, verificatisi dopo lo speronamento e il naufragio. Come mai interessato a un argomento così macabro?

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  3. Dimenticavo.
    Ci sono poi i casi di psicopatici come Dahmer o Chatilo e altri (anche donne), ma qui entriamo nella psicopatologia criminale.
    Sul cannibalismo e, curiosamente sui fuori illuministici, specie suscitati da Robespierre, ruota l'ultimo romanzo di Fred Vargas, "Tempi glaciali", giudicato uno dei migliori dell'anno passato.

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  4. Rubrus mi chiede il perchè mi sia avventurato nell'antropofagia.
    Ma perchè il rito simbolico dell'Eucarestia , propinatoci fin dall'infanzia, mi ha sempre frastornato.
    Che bisogno c'è di introiettare sangue e carne di un defunto, credendo di potersi appropriare delle virtù e del valore dell'estinto?
    Il cristianesimo sotto tanti punti di vista è truculento e non stupisce il copiare dei suoi uffici in altri riti sacrileghi e propiziatori.
    Con l'occasione rammento l'aneddoto politico dei comunisti che mangiavano i bambini.
    Una trasposizione filtrata negli anni del socialismo reale, legata alla grande carestia degli anni 1958/1961 che falcidiò oltre trenta milioni di cinesi in pochi anni.
    Quando effettivamente ci si ridusse a mangiare topi et simiia, financo carne umana.
    Sid

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  5. Eehh, caro Sid è una risposta così lunga che quanto dico non può che essere preso con beneficio di inventario. Io credo che il rito dell'Eucaristia (attenzione: per cattolici e ortodossi non è simbolico, mentre lo è per i protestanti il credente mangia davvero la carne di Crito) si regga su due gambe.
    Quella di cui parli tu è quella del "cannibalismo rituale" che vede l'Eucaristia come una forma simbolica (lasciamo perdere per il momento le credenze religiose, concentriamoci sul piano antropologico), appunto, di antropofagia; credo che la definizione, che è molto di impatto e ha successo anche per questo, risalga a circa cento anni fa, forse alla scuola freudiana.
    In realtà l'altra gamba è altrettanto solida, se non di più. Per millenni gli uomini hanno fatto sacrifici agli dei e il sacrificio più nobile era quello umano, per la qualità della vittima. Il sacrificio umano è sparito dal Mediterraneo abbastanza presto; credo che l'ultimo di cui si abbia traccia storica sia stato proposto, e forse praticato, nella Roma repubblicana per tenere lontane le armate di Annibale, ma già allora era un relitto storico, praticamente scomparso da secoli. Il sacrificio umano era stato proibito dalla Bibbia molto presto. In effetti, la storia della Salvezza inizia con Abramo, il primo patriarca. Egli sta per sacrificare Isacco quando Dio in persona lo fa fermare. Da allora, il dio degli Ebrei esigerà solo sacrifici animali. Con il cristianesimo la prospettiva ruota di cento ottanta gradi: il dio dei cristiani non esige sacrifici nè umani nè animali, ma si sacrifica lui e anzi il sacrificio che compie è quello estremo, ancestrale, di cui sembrava essersi persa la memoria, cioè quello cannibalico. Il dio dei cristiani si fa uomo e si fa divorare lui.

    A proposito di antropofagi famosi, ma stavolta letterari, mi ero dimenticato di citare Hannibal Lecter. Egli è un gourmet dell'antropofagia e si ciba delle sue vittime non per nutrirsi neppure simbolicamente - è troppo colto e troppo intelligente per farlo - ma per puro gusto estetico, per il piacere di mangiare un piatto eccezionale ed esclusivo. Una forma di dandysmo, di estetismo estremo in cui ogni dimensione che non sia il proprio piacere scompare. In un certo senso, fa sacrifici umani a se stesso.

    Avevo accennato sopra al licantropo, ma conclusivamente accenno ai vampiri, figure dell'immaginario terrifico con tratti cannibalici forti, ma nascosti, perchè la nutrizione passa simbolicamente attraverso la suzione del sangue.



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  6. Precsazione perchè una frase, sopra, è scritta male: il credente cattolico deve credere di mangiare davvero carne e sangue di Cristo

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  7. Comunque, checchè se ne dica, per me quello religioso è puro cannibalismo, ancorchè rituale.
    Per questo, quando ne ebbi coscienza, cessai dal comunicarmi.
    Sid

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  8. Ne deduco che per te l'ostia non è solo pane, ma, conformemente al credo cattolico, altro...
    fosse semplice pane, accostarsi ad essa sarebbe del tutto indifferente (sono sicuro che un sacco di gente che si comunica durante le ricorrenze come i matrimoni o i funerali considera il rito una semplice mascherata, che non fa loro nè caldo nè freddo; il tuo atteggiamento è molto più rispettoso).

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