martedì 26 gennaio 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/05 - Siddharta

A – Inflazione.
In un certo periodo della sua vita mio figlio, giovane rampante, ebbe a percorrere il solito cammino dell'autosuggestione formativa.
Al fine di confortarsi di valere come individuo sociale, si era lanciato in una ridda di colloqui lavorativi al solo scopo di sentirsi dire che era bravo, intelligente e preparato.
Poi saturo delle lodi e soddisfatto, è rientrato nei ranghi comportandosi da persona normale e matura.
Lo stesso accade in letteratura, segnatamente in Poesia.
Pur di sentirsi lodare, troppi Autori si spingono ad una produzione frenetica, anche partecipando a raffica ai mille concorsi mini e maxi, inalberando orgogliosi i frutti delle vittoria.
Gli scrittori seri limitano la propria produzione per non inflazionarla, per non ripetere rimasticature del già troppo detto.
La Poesia è come la moneta: quando c’è inflazione, quella cattiva scaccia quella buona.
Quali le soluzioni?
Per me semplicemente: limare, limare, limare, mettere in un cassetto, far depositare, riprendere asciugando, asciugando, asciugando.
Orazio consigliava di pubblicare solo dopo otto anni dalla stesura ( nonum prematur in annum ), affinchè il tempo facesse rilevare le imperfezioni alla mente calma e riposata.
Occorre diffidare delle poesie scritte di getto: per lo più non resistono al tempo e all'uomo.
Infine: prima che se stesso, si preferisca leggere e valutare le proposte degli altri competitor.
Hai voglia di rilevarne pochezze o valore...


B - Infamia.
Per questo il Poeta è inascoltato
quando move virtute e conoscenza:
bestia rara, infame sospettato
di nullo valor e troppa reverenza.

C – Valenze.
Un valente autore/lettore delle nostre parti lamentava di aver creduto ingenuamente ad una leggenda metropolitana passata su faceboook.
La cosa non stupisce: quanto più è gigantesca la panzana tanto più facilmente attecchisce all’intorno.
Ne sa qualcosa la furba istituzione religiosa quando imbesuisce milioni di fedeli con l’assunzione in cielo di umani in carne ed ossa oppure maternizza divinamente fanciulle rimaste miracolosamente vergini prima e dopo il parto.
Ai tempi, la monarchia ricorreva alla formula < Re d’Italia per grazia di Dio e volontà della Nazione >.
Quando l’Uno mai s’era sognato un unto di Dio e tanto meno poteva esistere la volontà di un popolo da sempre sottoposto allo strapotere violento di un regime autoritario.
Similmente dicasi del noto imprenditore dello Stivale che per vent’anni ha condizionato milioni di elettori al grido < Risanerò l’Azienda Italia: i poveri diventeranno ricchi! >.
Poi sappiamo tutti com’è andata a finire…

SIDDHARTA
24.1.2016


4 commenti:

  1. Inflazione
    Ma per carità, speriamo che nessun poeta colga il tuo consiglio e che le vetrine del web possano risplendere sempre della luce di questi “capolavori” dell’ingegno umano. Diversamente ci troveremmo tra i piedi una lunga schiera di commentatori e critici sfaccendati, annoiati, depressi e in crisi di astinenza, i quali senza più poesie da commentare chissà che si inventerebbero pur di farsi leggere.

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  2. Be'... Orazio aveva un - anzi IL - Mecenate che lo foraggiava.
    Avesse dovuto campare di quel che scriveva e pagare le bollette (o l'equivalente dell'epoca) suppongo sarebbe stato un po' diverso.

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  3. PS: spesso un critico è solo un autore fallito, in ossequio al detto che chi sa fa, chi non sa insegna. Purtroppo, tra l'altro, capita anche che si pensi che stroncare il lavoro altrui sia sintomo di intelligenza. In questi casi lo stroncatore, sentendosi dire come è severo e intelligente, vede gratificato il proprio ego e il cerchio si chiude.

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  4. Il critico serio, preparato e non prevenuto motiva sempre le proprie ragioni a conforto o dissenso di un testo in lettura.
    Poi c'è la marea di scribacchini di cui anche i siti dedicati farebbero volentieri a meno.
    I peggiori sono quelli che amano sentirsi dire che sono bravi e belli, nutrendo odio per chi non si accoda alla claque plaudente.
    Ma dico io, non è possibile che degli analfabeti soprattutto di ritorno scendano in campo appestando in massa l'area letteraria.
    Ci vuole un pò di misura.
    Mi si dirà: e tu non leggerli, come faccio io...
    No, non la penso così.
    La mia battaglia è sloggiarli, tagliare loro la cresta, ridurli al silenzio.
    Tanto di bravi/bravissimi Autori ne son piene le fosse, e nel mio piccolo combatto anche per loro.
    Sid

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