martedì 2 febbraio 2016

LONTANA VISIONE - Teresa Frasca


In  ginocchio,
col  mio  spirito
ai  Tuoi  piedi,
le  braccia
verso  Te  alzerò  e,
con  tutto 
il  mio  ardente  amore,
piangendo  di  gioia,
il  Nome  Tuo  soave,
invocherò.

S’illuminerà lo  sguardo  Tuo
ed  un  ampio  sorriso
sulle  Tue labbra  sante,
sfolgorerà.

Lentamente,
con  tutta la  Tua
regale  Maestà,
su  me,  piccola  creatura,
Ti  chinerai e,  sollevandomi,
al  Tuo  Cuore
mi  stringerai.
Le  mie braccia piccine,
il  collo  Ti  cingeranno
e  di  baci d’amore  e
 gratitudine  ricolmi,
il  Tuo  Volto,
sì  lungamente  ricercato,
ricoprirò,  mentre,
il  cuore  saturo
d’incontenibile  gioia,  impazzirà.

Non  rimarrà  soverchiata,
l’anima  mia
rifatta  bambina, ma,
dolcemente  cullata, si assopirà,
per  la  potenza  del  miracolo

dell’eterno Tuo  Amore,  per me.                               

4 commenti:

  1. Più che una preghiera mi sembra un atto di fede nell’amore eterno e misericordioso di Dio.
    “Dammi la forza di amare sempre ad ogni costo”, diceva Gibran Khalil nella sua preghiera, io aggiungerei, Dammi la forza di credere sempre ad ogni costo. Però la fede non è una cosa che si trova sulle bancarelle. È una conquista e anche un privilegio, ne vorrei anch’io una bella fetta, credo che aiuti molto nella vita.
    In ogni caso Teresa sono arcicontento che tu abbia scelto queste pagine per pubblicare la tua poesia, Grazie.


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  2. In questa poesia è contenuta, e traspare, tutta la grazia della fede.
    In questo la trovo davvero bella nella sua pura ed infantile trasparenza.
    Brava Teresa che sai rendere così bene le tue convinzioni.

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  3. Qui siamo di fronte non ad una poesia, ma ad un atto di fede della più dell'acqua.
    Una visione d'insieme a simiglianza dei mistici d'ogni credo e latitudine.
    Talmente assoluti costoro da affrontare impavidi anche il martirio.
    Naturalmente da agnostico secolarizzato non posso non richiamarmi alla scienza biologica che vi vede un'alterazione neuronale del cervello prefrontale, ove si giocherebbe tutto il trascendente.
    Di mio aggiungo che di quello che davvero ne conosciamo non sono altro che ombre cinesi.
    Capita poi, come in questo caso, che l'immaginario venga in soccorso dell'operatore spirituale a sua tranquillità, donandogli una parvenza di significato reale sotto forma di sacro e religioso.
    Come ho già detto altrove, provo una sorte di ammirazione e invidia a cotanta convinzione a fronte della mia perenne incrdulità e insoddisfazione interiore.
    Molto brava, Siddharta.

































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  4. E chi lo smonta il pensiero del nostro Siddharta!!!!!

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