lunedì 15 febbraio 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/10 - Siddharta

A – Il pollo.

“ Il poker si gioca in quattro,
oppure in tre col morto,
o anche meglio in tre col pollo ”.
( Stefani Benni, Bar Sport Duemila , 1997 ) Camilla Baresani, critica gastronomica, già attiva sul Sole 24Ore e poi ivi scomparsa per disavventure culinarie…, narra che in una crociera ebbe a giocare tutta notte a poker con altri appassionati apparentemente tra loro sconosciuti e lì per caso.
Affascinata dal tavolo da gioco, tanto da non accorgersi del battesimo dell’Equatore, si ritrovò al mattino ben bene spennata.
A me il rischio capitò una sola volta da giovane: ma accortomi dell’imboscata , me la sfilai alla chetichella con una scusa.
Da allora non ho più giocato a poker con gli estranei…


B – Promesse.
Suor Faustina Kowalska ( 1905-1938 ) nel suo Diario ci partecipa di esser stata in spirto in Paradiso, Purgatorio e Inferno, di aver goduto di Dio, di aver parlato con Gesù, Maria, Angeli e visto diavoli.
Con una diffusione di particolari commovente.
Ricordo di una suora ( Caterina Capitani – 1946/2010 ), guarita miracolosamente dal Papa buono ( che però seccato ebbe a dirle < questo miracolo me l’avete proprio strappato dal cuore >… ), la quale promise solennemente, una volta morta, di tornare sulla Terra per aiutare l’umanità tutta.
E così altri.
Ma nessuno s’è più fatto vivo: se ci fosse un alt dall’Alto, peggio ancora non esser stati preavvertiti.
Il perché a me pare ovvio.
Di Là non c’è niente, è solo una proiezione dei nostri neuroni cervellotici, non risolvendosi l’uomo a sparire per sempre nel nulla.
Ma le cose purtroppo stanno così.

C – Grafomani.
Con Michel Tournier ( 1924-2016 ), scrittore francese recentemente scomparso, vincitore del Prix Goncourt, < soffro di una malattia spaventosa: posso scrivere solo se ho qualcosa da dire >.
E sempre più stupito m’avvedo della marea di grafomani in buona salute che mi circonda e m’annega.
Autori non di best-seller, ma solo di long-seller, raramente short a salvaguardia della salute mentale pubblica…

SIDDHARTA
15.2.2016



1 commento:

  1. A) ormai le cosiddette "ludopatie", spesso determinate e/o aggravate dalla diffusione delle macchinette e del gioco on line, sono un vero problema sociale. Solitamente chi ne è affetto neppure se ne accorge o, se se ne accorge, non vuole ammetterlo. E lo stato ci guadagna. Di fronte a questo, i pokeristi d'antan rischiano di fare loro la figura dei polli. Io non ho mai giocato (a soldi, poi...) perché detesto perdere. E a quel tipo di giochi, come anche alla maggior parte delle lotterie, avuto riguardo al calcolo delle probabilità, si perde sempre.

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