venerdì 26 febbraio 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/13 - Siddharta



A – Ai.
Su internet è tutto un proliferare di mirabolanti e suggestive notizie sugli alieni.
Al di là delle loro fantascientifiche conquiste tecno-spaziali, mi son convinto di una cosa.
Che anch’essi, come noi miseri umani terrestri, sono soggetti al destino della morte.
E come tali sottomessi, se coscienti, a tutte le miserie, paure e limiti conseguenti.
E quindi per nulla invidiabili.
Naturalmente tutto il discorso cade se, come parrebbe logico, gli equipaggi degli UFO in avanscoperta siano costituiti solo da robot Ai autoreplicanti e quindi indistruttibili.


B – Etica laica e religiosa.
Prendiamo Andreotti.
Faceva la comunione tutte le mattine, eppure è accreditato di nefandezze infinite.
Prendete il sesto dell’umanità, più di un miliardo.
Millenni di frequentazioni chiesastiche, predicazioni, comunioni, rare esemplarità, ecc., tuttavia i fedeli han sempre continuato e continuano a scannarsi a vicenda.
E allora?
Alla malora la/le religioni.
L’uomo probo, quando tale, può e deve vivere serenamente anche con un’etica laica virtuosa.
Se non altro finalmente in pace con se stesso, senza involgere la coscienza in compromessi metafisici portatori di paure ed interessi di parte.

C – Badando al sodo.
A ben guardare, nell’arco della vita tra nascita e morte l’esistenza si trascina tra i due poli del mangiare e dell’evacuare.
Due tappe miliari di fronte alle quali cedono e passano in second’ordine tutti i sogni di gloria dell’individuo.
Chi non se ne capacita, si ricrederà alla sua prossima spedalizzazione importante.

SIDDHARTA

25.2.2016

6 commenti:

  1. Aaahh! E, di grazia, in base a quale illuminazione divina ti sarebbe arrivata questa rivelazione?.
    Allora. PARTE I
    Innanzi tutto, i confini tra via e morte sono molto più incerti di quanto si pensi.
    Pensa a un batterio. Riproduce se stesso all'infinito. Potenzialmente, non muore mai; non più di quanto muoia una cellula del nostro corpo, subito sostituita da un'altra uguale. Il suo DNA si riproduce identico a se stesso nei secoli.
    La morte come la intendiamo è sopravvenuta solo ad un certo stadio del processo evolutivo, insieme con la riproduzione sessuata e, direi, l'individualità – il tutto circa dopo un miliardo di anni dalla comparsa delle prime forme viventi.
    Mi dirai che i batteri non possono viaggiare nel cosmo… ma a parte il fatto che non è vero (possono farlo molto meglio di organismi più complessi) hai parlato di “alieni” e gli “alieni” proprio in quanto alieni non è detto che debbano rispondere ai nostri parametri biologici. Insomma, non è detto che la evoluzione debba necessariamente procedere attraverso la riproduzione sessuata.
    Possiamo tranquillamente immaginare un essere unicellulare e intelligente che si riproduce per clonazione (magari un essere unicellulare collettivo, come gli Yrr di cui parla Franz Schatzing ne “Il quinto giorno” o una creatura come quella che ho ipotizzato io in “Sassi” , un racconto che trovi trovi qui – un essere con caratteristiche in parte minerali, in parte animali).
    Sembra roba da fantascienza, ma gli “sciami” di creature non sono qualcosa di poi così diverso da così.
    Tra l'altro questo esser avrebbe il vantaggio di una vita potenzialmente immortale in cui ha accumulato millenni di conoscenza – sempre che ovviamente il termine “conoscenza” possa essere applicato ad una creatura siffatta.

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  2. PARTE II
    E ancora. Ipotizziamo, così, per amor di discussione, che i nostri alieni siano simili agli “omini verdi” di marziana memoria – tra l'altro ormai sono ingrigiti… sarà l'età o l'inquinamento?. Be'comunque immaginiamo i nostri omini verdi e immaginiamo, ma sempre per amor di discussione che posseggano sentimenti simili ai nostri, quali la paura della morte e la sete di conoscenza. Ammesso, ma non concesso, perché una mente aliena, proprio perché aliena, funziona per definizione secondo parametri che non sono umani. Potrebbero essere pluricellulati con riproduzione sessuata (o qualcosa di simile alla riproduzione sessuata), ma senza desiderio di conoscere né paura della morte (io ho scritto un romanzetto in cui compare proprio con una razza così).
    Le distanze nello spazio sono qualcosa di incommensurabile. La luce impiega all'incirca 180.000 anni per attraversare la galassia… e stiamo parlando solo della nostra galassia. Dovremmo immaginare una tecnologia in grado di superare questo problema (sì lo so, in teoria ci potrebbero essere i ponti di Enistein – Rosen, ma a questo punto mi sa che sono trafficatissimi… peggio della Bologna – Rimini la vigilia di Ferragosto).
    Questo sforzo richiederebbe risorse immani e c'è da dubitare che una razza le abbia o sia disposta a spenderle.

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  3. E non è finita. PARTE III
    Di questa esplorazione meccanica la nostra ipotetica razza aliena non si farebbe assolutamente nulla.
    Ci sarebbe infatti il non piccolo problema di ri-trasmettere al punto di partenza le informazioni ottenute viaggiando. E, ovviamente, anche queste informazioni dovrebbero viaggiare a velocità superiore a quelle della luce – il che moltiplicherebbe i già astronomici costi.
    Se le informazioni non viaggiassero a velocità superiori a quelle della luce, l'ipotetico pianeta degli omini vedi che si trovasse a mille anni da qui riceverebbe i dati trasmessi oggi tra mille anni … quindi, se ci fosse qualche omino verde ancora vivo a riceverli, sarebbero più inutili e inattendibili del giornale vecchio con cui avvolgi le uova.
    Quindi i nostri omini verdi spenderebbero uno sproposito di risorse, sempre che le abbiano, per mandare nello spazio cercatori di dati che non riuscirebbero a raccogliere o ritrasmettere e che, se raccolti e ritrasmessi, sarebbero inutili.
    Più che una razza aliena, una razza di deficienti.
    Lasciala perdere internet, dammi retta.
    Leggiti un buon romanzo di fantascienza, questo sì. Ma sappi che è solo un romanzo.

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  4. Caro Rubrus, persino il Vaticano ci ha due specole ( taluno dice tre ) per scrutare l'infinito e prepararsi teologicamente allo sbarco alieno...
    Il tuo scetticismo in materia è pari al mio religioso.
    Epperò non mi hai convinto.
    Dicono che gli alieni siano cattivissimi, distruggeranno la Terra e l'umanità, forse a partire proprio da te...
    In un prossimo pezzo ti narrerò ancora di loro, per ammorbidire le tue posizioni e forse consentirti una via d fuga...
    Sid

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  5. No no, un momento.
    Non ho detto che gli alieni non esistono.
    C'è addirittura una formula detta "equazione di Drake" o "formula di Green Banks" che calcola la probabilità della loro esistenza (https://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake).
    Considerato il numero di corpi celesti nello spazio, che esistano, o che siano esistiti, o che esisteranno, è pressoché certo, anche perchè il numero di esopianeti simili alla Terra si sta rivelando più alto di quel che pensavamo anni fa.
    Io credo che esistano. Penso che esistano forme equiparabili ai microrganismi terrestri, forme equiparabili ad animali e vegetali terrestri, forme dotate di qualcosa che definiremmo "intelligenza". E penso che siano radicalmente diverse da quello che pensiamo. La stessa varietà di forme di vita sulla terra lo suggerisce. Una creatura intelligente, per esempio, deve avere organi di senso, cervello, possibilità di manipolare l'ambiente. Un polipo intelligente, da questo punto di vista, potrebbe essere una "forma" aliena possibile. Se poi pensiamo a esseri ancora diversi, come gli insetti sociali, possiamo ipotizzare forme ancora differenti. E se ipotizziamo creature basate su una chimica diversa, per esempio sulla chimica del silicio, anziché su quella del carbonio, possiamo supporre forme di vita e di intelligenza ancora più diverse da noi.
    Quello a cui NON credo è siano nello spazio prossimo, o che vengano a visitarci, o addirittura interagiscano con noi. Non credo che gli ufo siano navicelle aliene.
    La riprova del fatto che non esistono QUEGLI UFO è data dal fatto che sono simili a noi, si direbbe a nostra immagine e somiglianza. Addirittura esitano raffigurazioni di razze aliene (gli esperti li chiamano "i nordici") che sembrano prese dalla copertina di Vogue. Suvvia... - ed è persino superfluo che l'onere della prova spetta a chi afferma, non a chi nega.
    Ora. Se me se ne fornisse una spiegazione teologica sarei più possibilista... ma dato che si ammanta il tutto di scientificità, esigo una prova scientifica della loro esistenza.
    E quella non c'è
    Se invece mi si parla di istanze fideistiche come giustificazione in quella credenza allora entriamo nel campo della fede - esiste addirittura una religione che mette al centro gli alieni, mi pare si chiami rastariana - e lì non resta altro da fare che rispettare il credo altrui senza rompere le scatole al prossimo.




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  6. Caro Epi, mi diletto moltissimo nel leggere i tuoi pensieri cosiddetti "cinici" che mascherano volutamente ed egregiamente una marcata propensione alla meditazione, esponendoli con quella grazia faceta, che ti è consona. Si, anch'io pensò ci siano altre forme di vita intelligente che, come tale ha un inizio
    ed una fine. Noi terrestri, però, siamo gli unici privilegiati a possedere l'anima, e quella è immortale; ma siamo anche "carne", per cui abbiamo l'insopprimibile necessità

    d'alimentarci e quella molto più prosaica, d'evacuare. È una conditio sine qua non per farci rendere conto dei ns limiti, preservandoci dal cadere nel luciferino tranello. Andreotti si comunicava tutte le mattine? Ebbene, è molto facile fare una bella figura dinnanzi al mondo, imbrongliandolo, solo Dio non si può ingannare. Non vorrei essere nei suoi panni.

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