martedì 29 marzo 2016

IL RIFUGIO DI RAISA di Matteo Vajani - racconto


Il centro storico di Ruino era un monumento al silenzio.
La casa del Barbieri se ne stava aggrappata a metà della via — l’unica via del borgo, che arrancava in salita facendosi spazio tra una manciata di edifici sghembi; i pesanti scuri serrati, una mano d’edera allungava le dita ad accarezzare il muro di sinistra.
Era stato un attimo trovarla e adesso il commissario la studiava attentamente, senza fretta, e ne corteggiava a passi lenti il perimetro.
Lancia un’occhiata all’orologio: neanche mezzogiorno. Si accende una sigaretta e aspetta. Aspetta una faccia, un movimento, lo scostarsi di una tendina dentro una qualsiasi di quelle case addormentate. È tutto il paese a dormire, e il commissario non si decide a bussare per paura di svegliarlo. Eppure li avverte, gli sguardi, non li vede ma ne sente il peso.
A destra della casa, un terrazzino in porfido con ringhiera si affacciava sulle pance verdi e rigogliose dell’Oltrepò Pavese. Lontano, all’orizzonte, striature più luminose davano al cielo un senso di mare. Il retro dell’edificio si tuffava dritto in uno strapiombo, un salto di almeno dieci metri che non concedeva vie di fuga.

lunedì 28 marzo 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/18 - Siddharta



A – I tempi cambiano.
Una volta con Mussolini si dichiarava la guerra ai nemici in piazza, via radio, tramite ambasciate.
Oggi siamo in guerra in Libia, dicono, non si sa bene perché, con chi, contro chi e quasi non ce lo hanno fatto manco sapere…
Mi viene il dubbio che non lo sappiano neppure quei quattro gatti al vertice che l’hanno avviata o cercano di avviarla alla chetichella e in violazione della Costituzione.
O forse, come parrebbe, l’hanno dichiarata altri Stati per conto nostro… 

venerdì 25 marzo 2016

NUOVA VIA CRUCIS IN METROPOLITANA DI PAOLO RICCIARDI (Augusto Benemeglio)

NUOVA VIA CRUCIS 
IN 
METROPOLITANA 
DI PAOLO RICCIARDI

1.     Emily Dickinson.
E’ un libretto di 36 pagine , più le 4 di copertina, non di più, note comprese, dove si annidano, - come ama dire Fabrizio Centofanti,- sempre delle verità nascoste , o delle vere e proprie perle, tipo L’”io credo , io spero, io amo” di don Mario Torregrossa , l’omelia sulla Madonna di San Bernardo (“seguendo lei non puoi smarrirti”) , o i versi di Emily Dickinson: “Come se il mare separandosi/svelasse un altro mare,/ questo un altro, ed i tre/ solo il presagio fossero/ d’un infinito di mari/ non visitati da riva / – il mare stesso al mare fosse riva - / questo è l’eternità” . A prima vista ti dà l’idea del classico opuscolo “devozionale” che ha preso il posto dei santini di una volta. Lo prendi, lo sfogli, lo leggi, così, un po’ per curiosità, e per passare un po’ di tempo lungo il tragitto , che percorri ogni giorno, sulla Roma-Lido , una vera e propria “Via Crucis. E invece no. Se tu lo leggi sul serio , questo libretto, non trovi magari l’America del Karl Rossman kafkiano, che hanno dirottato (teatralmente) anche su questi itinerari, ma puoi trovare le chiavi per entrare in altri spazi, in altri lidi, in altri cuori, in altri mondi, chissà, magari le “chiavi del tuo paradiso” . Sto parlando della “NUOVA VIA CRUCIS IN METROPOLITANA” di don Paolo Ricciardi, il parroco di San Carlo da Sezze, fermata Acilia, zona sud di Roma, linea B della metro, che porta al mare, che , mescolato al sole, è forse l’eternità. Lo disse perfino uno come Rimbaud, quando vide il mare per la prima volta.

giovedì 24 marzo 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/17 Siddharta

A – Per 600 anni.
La Bibbia è un libro eticamente immorale e socialmente violento.
Per questo la Chiesa cattolica per ben 600 anni ( 1200-1800 ) ne ha proibito non solo il possesso ma anche la lettura ai fedeli.
A pena d’Inquisizione.
Essa Bibbia si spiega solo nell’ottica di una società terrena poggiata sulla cieca repressione
per poter sopravvivere, come d’uso.
Quindi, per chi crede, nessun riferimento al divino, impossibile altrimenti a giustificarsi.

mercoledì 23 marzo 2016

Un libro sul comodino - OCEANO PADANO di Mirko Volpi (frame)

Oceano padano

Acqua
Il vero abitante dell’Oceano Padano non ama il mare salato, non lo capisce, se ne tiene alla larga. “Cosa me ne faccio?”, pensa davanti a quella spaventosa massa dal colore estraneo. Dall’odore sospetto, che al posto di scorrere, rifluisce, ripiega lamentosamente su sé stessa, innaturalmente da avanti e indietro senza costrutto sulla riva. “Cosa ci adacquo? Ci irrighi i campi, con questa…”, torna a ripetersi l’uomo agricolo, l’archetipo eterno della Bassa: e si allontana da sabbia e alghe e conchiglie – elementi oscenamente sterili – come covando nel cuore un segreto sgomento.
Lui ama solo le rogge, i pesci di fosso, le polle d’acqua sorgiva, gli infidi canali ombreggiati dai filari di ontani, le increspature dei fili d’erba delle verdissime distese: e nella sua mente – mentre riposa al tramonto con uno stelo di fiore in bocca – vede tutto ciò tramutarsi in foraggio, concime, latte, formaggio. Lavoro. Ricchezza.


lunedì 21 marzo 2016

Una questione di interpretazione - Rubrus - racconto

Quando l'SMS arrivò in lussuoso studio legale di Manhattan,  Frederick Corbett stava spiegando ai suoi clienti perché non dovevano preoccuparsi troppo della class action intentata contro di loro.
«Prima avete spiegato ai lettori perché il mondo sarebbe finito il 21 dicembre 2012, poi avete spiegato loro perché il mondo non sarebbe finito il 21 dicembre 2012. Avete tirato su un bel po' di quattrini, ma avete offerto loro la libertà di credere o no e la libertà è il valore fondante di questa nazione... anche se tu, Harry, potevi evitare di chiamare Age of Aquarius la tua catena di pescherie. In ogni caso non si può parlare di abuso della credulità popolare e...».

venerdì 18 marzo 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/16 - Siddharta

A – Udienza storica.

Il 27.2.2016 in Vaticano la prima udienza storica di Confindustria in 106 anni di vita dell’Associazione, con settemila imprenditori presenti e loro famiglie.
Nella Sala Nervi.
Baci e abbracci.
Poi tutti gli intervenuti sono ritornati alle loro belle case.
Certamente papa Francesco saprà ricevere anche i rappresentanti degli sfrattati e dei diseredati che dormono in macchina, nei garages, roulottes, ecc., aprendo loro, dopo il capitale, anche le migliaia di abitazioni sfitte di sua proprietà.
Per una Chiesa povera per i poveri.

giovedì 17 marzo 2016

Blogroll di casaframe- "Da Eco a Scalfari, sopravvalutati e maestri (pochi) dell'Italia di oggi" intervista con Alfonso Berardinelli su:


In Italia si scrivono molti gialli.
«C'è solo da ridere. Non c'è un magistrato in Italia che non mediti di diventare scrittore. Pensi a Carofiglio. Gli editori non sanno più come smerciare libri e vanno dietro il successo di Andrea Camilleri. Il giallo è un'etichetta molto utile per vendere. Il lettore medio non è in grado di capire da solo di che cosa parla un libro. Se invece gli viene venduto come romanzo erotico o giallo o giallo-erotico o giallo-storico, allora si tranquillizza e lo compra. Per il libro valgono le regole del marketing come per qualsiasi prodotto: se sull'etichetta c'è scritto dolce, il cliente lo sentirà dolce, se c'è scritto amaro, lo sentirà amaro. Da solo il lettore non capisce che sapore ha un libro».


E la poesia?
«È un caso disperato. Sono decenni che il 90% della poesia che si pubblica non è né brutta né bella. È nulla. Nessuno potrebbe leggerla, per questo non ha lettori! C'è poco da lamentarsi. Il Novecento tra ermetismo e neoavanguardia ha fatto danni irreparabili. Si scrive a caso, senza orecchio, senza tecnica e non sapendo cosa scrivere. La poesia è diventata il genere letterario di chi non sa scrivere. Una delle cose peggiori è la fame di identità, di auto-identificazione. Si vuole essere romanzieri e poeti e non si accetta di scrivere soltanto il poco che si ha veramente bisogno di scrivere. Anche i migliori scrivono troppo, lo fanno per non farsi dimenticare. Il meglio anche di autori come Calvino o Pasolini non supera secondo me le due-trecento pagine. Invece nei Meridiani hanno avuto ognuno una decina di volumi».


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martedì 15 marzo 2016

il Salotto: da Augusto De Angelis a Scerbanenco... e tutti gli altri.

“C’è qualcuno che ancora non ha capito che Milano è una grande città… Non hanno ancora capito il cambio di dimensioni, qualcuno continua a parlare di Milano, come se finisse a Porta Venezia, o come se la gente non facesse altro che mangiare panettoni o pan meino. Se uno dice Marsiglia, Chicago, Parigi, quelle sì che sono metropoli, con tanti delinquenti dentro, ma Milano no, a qualche stupido non dà la sensazione della grande città, cercano ancora quello che chiamano il colore locale, la brasera, la pesa, e magari il gamba de legn. Si dimenticano che una città vicina ai due milioni di abitanti ha un tono internazionale, non locale, in una città grande come Milano arrivano sporcaccioni da tutte le parti del mondo, e pazzi, e alcolizzati, drogati o semplicemente disperati in cerca di soldi che si fanno affittare una pistola, rubano una macchina e saltano sul bancone di una banca gridando: Stendetevi tutti per terra come hanno sentito che si deve fare”.

A parlare è Duca Alberti, il protagonista di Venere rubata, e Traditori tutti, entrambi del 1966, e degli altri due gialli che Scerbanenco avrebbe pubblicato prima della sua prematura scomparsa.
A giudicare dal numero degli scrittori che hanno scelto di ambientare le loro storie noir a Milano, direi che l’antifona l’hanno capita, eccome! Sono tanti, difficile fare un elenco completo.

Paolo Roversi, Hans Tuzzi, Sandrone Dazieri, Gianni Biondillo, Renato Olivieri, Andrea Pinketts, tanto per citare alcuni tra i più famosi, ma senza dimenticare il capostipite, un certo Augusto De Angelis (1888 – 1940) che da molti è ritenuto in assoluto il primo giallista moderno italiano. Infatti il suo primo romanzo con il commissario De Vincenzi protagonista fu Il Banchiere assassinato (1935). La Rai negli anni settanta gli dedicò una serie con la l’indimenticato Paolo Stoppa nei panni del commissario meneghino.
(frame 2016)

Intermezzo : Metafore e proverbi con gli animali che passione! (Salotto 2013)




Parlare per metafore a volte può essere molto divertente, ma le frasi fatte, i modi di dire e le figure retoriche vecchie e scontate quando si scrive sono da evitare rigorosamente. Lo sostengono i letterati ma è anche una questione di buon gusto, tuttavia in ogni settore della società, dalla politica al calcio, dai sindacalisti ai coatti di periferia, si fa un uso massiccio di parole e modi dire che normalmente non si usano.

sabato 12 marzo 2016

Lenti passano i giorni - Serenella

Lenti passano i giorni
inesorabili procedono
macinano i minuti

così insignificanti

sembra

ma, poi, portano via
con sé
tutta l'immagine di te

con i mutamenti dei momenti

d'ira?
d'amore?

Ma è sempre il cuore
che dà
l'emozione?

e la malinconia…?

E' la dieta-mania
dimmi che mangi, ti dirò chi sei.

mercoledì 9 marzo 2016

il Postit di Rubrus - The Big Rip



Secondo le più recenti ricerche, lo spaziotempo di questo Universo è destinato a dissolversi per espansione e massima entropia entro 2,8 miliardi di anni. Per chi volesse approfondire ecco il link http://scienzenotizie.it/2016/03/03/fine-delluniverso-un-ricercatore-calcola-quando-avverra-il-big-rip-0513982 oltre alla solita wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Big_Rip. Il fenomeno è detto "Big Rip" - Grande Strappo - in contrapposizione al Big Bang e al Big Crunch (teoria che prevede un universo che si distrugge e si ricrea). Abbiamo comunque tempo per prepararci. Nel frattempo, c'è una tenue speranza che impariamo a non mettere su teorie scientifiche un cappello tessuto con convinzioni morali o fideistiche (o immorali e ateistiche) confezionato in modo da aderire alla nostra capoccia nel miglior modo possibile.    

martedì 8 marzo 2016

il Salotto di casaframe 2016 - 8 Marzo


8 Marzo

Marzo è pazzo per definizione, ma quello di quest’anno lo è in modo particolare. Questa pianta sgangherata è ancora carica di olive, metà delle quali sono ancora verdi. L’ulivo, nonostante sia a pochi metri dalla finestra di casa mia non mi appartiene, perché da queste parti anche i confini sono bizzarri. Subito dietro un pruno (questo invece sì che mi appartiene) ha già terminato la fioritura. Sullo sfondo un arcobaleno e un cielo da apocalisse, e sulla terra soltanto quattro gocce asfittiche. Oggi è l’otto Marzo, la festa della donna e la stupenda mimosa del mio vicino è già sfiorita da un pezzo. Peccato. Non si capisce più niente! In ogni caso, viva le donne, che sono le colonne dell’amor. Chi se lo ricorda ancora Nino Ferrer, quello che voleva la pelle nera e cantava Donna Rosa? Io sì.

domenica 6 marzo 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/15 - Siddharta

A – Passi da gigante.

L’informatica, l’Ai, la robotica, la nanotecnologia, ecc. hanno fatto passi da gigante e non finiscono di stupire.
Se solo pensiamo ai moderni calcolatori in grado di compiere milioni di miliardi di operazioni al secondo.
Contro quelli lenti, grandi come case, con stuoli di tecnici adibitivi, tanto che nel secondo dopoguerra il presidente dell’IBM ebbe a dichiarare sfiduciato che nel futuro < al mondo non vi saranno più di sei computer… >.

venerdì 4 marzo 2016

Una poesia al giorno - Loretta Zoppi


Per coltivare la vecchia mia passione
In un cassetto ho tutto l'occorrente
Carta, cuore e tempo per la mia pensione
Che serata strana, cosa mi viene in mente!

Ora me ne sto avvolta sul divano
Dopo una giornata piena di lavoro
Il sugo per domani cuoce piano
Tra poco apro un libro, mi ristoro.

mercoledì 2 marzo 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/14 - Siddharta

A – Il pensiero visibile.
A breve, più presto di quanto s’immagini, il nostro pensiero verrà visto, letto e ascoltato direttamente mediante uno smart-aggeggio.
Grazie alla tecnologia di consumo a prezzi sempre più bassi ed agli algoritmi sempre più millesimati.
Lo dice Peter Gabriel, cantante, compositore, attivista, scienziato illusionista britannico.
In altre parole non ci sarà più bisogno di estrinsecare verbalmente le nostre idee.
Così potremo sapere del prossimo vis-à-vis ( e viceversa ) in tempo reale, senza lo sforzo di un linguaggio estrinsecato, calibrato e comprensibile.
Restano però alcuni problemi.
Occorrerà sempre una lingua mentale veicolare ( es. inglese ) per rapportarci coi popoli diversi.
Sarà possibile muovere macchinari solo con comandi mentali senza applicazione di forza corporea.
Standocene comodamente in laboratorio, potremo guidare veicoli spaziali avvalendosi di UFO robotizzati.
E così via.
Effetti indesiderati?
Il nostro coniuge verrà a giorno di scappatelle con questo o quella… Il nostro Capo ci licenzierà leggendo cosa si pensa di lui.
Saremo in guerra continua cogli altri non potendo rifugiarci nelle cortesie di rito.
Proseguendo all’infinito.