martedì 15 marzo 2016

il Salotto: da Augusto De Angelis a Scerbanenco... e tutti gli altri.

“C’è qualcuno che ancora non ha capito che Milano è una grande città… Non hanno ancora capito il cambio di dimensioni, qualcuno continua a parlare di Milano, come se finisse a Porta Venezia, o come se la gente non facesse altro che mangiare panettoni o pan meino. Se uno dice Marsiglia, Chicago, Parigi, quelle sì che sono metropoli, con tanti delinquenti dentro, ma Milano no, a qualche stupido non dà la sensazione della grande città, cercano ancora quello che chiamano il colore locale, la brasera, la pesa, e magari il gamba de legn. Si dimenticano che una città vicina ai due milioni di abitanti ha un tono internazionale, non locale, in una città grande come Milano arrivano sporcaccioni da tutte le parti del mondo, e pazzi, e alcolizzati, drogati o semplicemente disperati in cerca di soldi che si fanno affittare una pistola, rubano una macchina e saltano sul bancone di una banca gridando: Stendetevi tutti per terra come hanno sentito che si deve fare”.

A parlare è Duca Alberti, il protagonista di Venere rubata, e Traditori tutti, entrambi del 1966, e degli altri due gialli che Scerbanenco avrebbe pubblicato prima della sua prematura scomparsa.
A giudicare dal numero degli scrittori che hanno scelto di ambientare le loro storie noir a Milano, direi che l’antifona l’hanno capita, eccome! Sono tanti, difficile fare un elenco completo.

Paolo Roversi, Hans Tuzzi, Sandrone Dazieri, Gianni Biondillo, Renato Olivieri, Andrea Pinketts, tanto per citare alcuni tra i più famosi, ma senza dimenticare il capostipite, un certo Augusto De Angelis (1888 – 1940) che da molti è ritenuto in assoluto il primo giallista moderno italiano. Infatti il suo primo romanzo con il commissario De Vincenzi protagonista fu Il Banchiere assassinato (1935). La Rai negli anni settanta gli dedicò una serie con la l’indimenticato Paolo Stoppa nei panni del commissario meneghino.
(frame 2016)

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