sabato 12 marzo 2016

Lenti passano i giorni - Serenella

Lenti passano i giorni
inesorabili procedono
macinano i minuti

così insignificanti

sembra

ma, poi, portano via
con sé
tutta l'immagine di te

con i mutamenti dei momenti

d'ira?
d'amore?

Ma è sempre il cuore
che dà
l'emozione?

e la malinconia…?

E' la dieta-mania
dimmi che mangi, ti dirò chi sei.

16 commenti:

  1. Enigmatica!
    Così mi sembrava dopo una prima e troppo veloce lettura. Troppi punti di domanda, pensavo, ma rileggendola ho rivalutato il finale e ho intuito la chiave ironica che cambia il senso e dà nuova luce a tutta la poesia. Ma certo, sono sempre i sentimenti all'origine della poesia, altro che la dieta a punti. Anche a me non piacciono molto i poeti che si piangono addosso, però la poesia rimane pur sempre il regno dei sentimenti, la forma migliore per esprimere le nostre emozioni, ira, malinconia, amore, speranza eccetera. Ovunque è così, tranne che al club dei poeti... ma questo è un altro discorso. Bella poesia complimenti.

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  2. Il tempo passa e l'uom non se n'avvede.
    Un vechio adagio trasposto nei primi versi in lettura, con la sua carica di ovvietà, di vuoto, di storia vissuta.
    Una scusa per parlar di sentimenti, forse d'amore, chissà...
    Intanto anche qui la poetica continua ad esplorare vie nuove, sovente difficili, alla ricerca di una propria identità e dimensione nel contemporaneo.
    Inutile disperarsi, bisogna prenderne atto.
    Come le oche d'ingrasso, ingozzate a forza.
    Siddharta

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  3. Come sono fatte, come funzionano le poesie?
    In questo caso sarebbe meglio chiedersi: che cosa vuole dire?
    Bè, Sid, in questa io voglio semplicemente prendere un po' in giro i sospiri romantici o filosofici, ossia la retorica di cui sono spesso imperniate.
    Ecco il perché dell'inizio (che, fra l'altro non ritengo affatto banale) con il suo andare meditabondo. Poi, naturalmente la filosofia porta a porsi delle domande, e dalle domande si arriva a proporre risposte: risposta che qui approda oggettivamente al nocciolo della questione.
    E' il cibo che ci forgia: è assodato che una persona messa a dieta diventa irascibile. O no?
    Eccoci quindi alla modernità della forma, con una conclusione realistica scevra di sentimentalismi.
    In conclusione il messaggio può essere letto come un invito a non prenderci troppo sul serio, ad accettare anche un po' di leggerezza. :-)

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  4. Più mi inoltro nella poesia sperimentale, più mi convinco che il testo dovrebbe essere accompagnato obbligatoriamente da note esplicative dell'Autore.
    Per evitare carenze interpretative stante l'aggrovigliato pensiero noto solo a chi pubblica.
    Anzi, come ho detto altrove, forse basterebbe solo l'autocommento, col che si potrebbe soprassedere a postare poeticamente.
    Naturalmente il mio è solo lo sfogo di un novantaduenne superato dai tempi.
    Sid

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  5. Gli è che avevo sperimentato il testo leggendolo a Nonna Pina che si è fatta immediatamente una bella risata trovandolo spiritoso. Allora mi sono rincuorata a pubblicarlo.

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  6. Eh, nonna Pina...
    Tutti la citano, ma chissà quanti la conoscono di persona.
    Mi dicono che sia centenaria: che sia ancora viva e vegeta?
    Mi fa ben sperare.
    Se poi è anche a giorno dei testi arzigogolati dei poeti modernisti, non può che farmi piacere, avendo ancora tempo per adeguarmi.
    So di Serenella come di una persona spiritosa, per cui confido nella sua benevolenza a che io abbia tutta la possibilità di ricredermi sulla poetica dell'oggi.
    Sid

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  7. Si, in fin dei conti noi siamo quello che mangiamo ed il mangiare condiziona un po' tutto, umori e stati d'animo. Io sono per la poesia "lineare" quella che non trasgredisce e certi "esperimenti" mi disorientano, come è capitato anche all'amico Sid. Poi per fortuna è intervenuta lei, l'autrice birichina, e tutto si è risolto. Beata te, nonna Pina, che invece avevi capito tutto e subito!

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  8. “La Poesia non ha confine, nessun limite, nessuna restrizione; la Poesia non può essere confinata, forse non può nemmeno essere definita.”

    È lo slogan di un concorso di poesia che ha per tema la “POESIA SENZA CONFINE” e che, guarda caso, ho trovato nella posta di stamattina.

    Non ho mai partecipato ad un concorso di poesia ma questi chissà perché insistono nel volermi invitare. Avranno il loro tornaconto altrimenti non si capisce.
    Personalmente preferisco le poesie con testi espliciti, chiari, dal significato palese e non nascosto. Non ci provo nessun gusto ad arrovellarmi su testi complicati e di difficile comprensione. Tuttavia non credo si possa parlare ancora di sperimentalismo, semplicemente la poesia moderna rifiuta ogni regola o restrizione ma ormai è una tendenza consolidata e non credo che si possa tornare indietro. La poesia classica non corre nessun pericolo, avrà sempre i suoi estimatori e non capisco perché le due correnti di pensiero non possano convivere senza farsi la guerra. Anche la musica, tanto per fare un esempio, si evolve e cambia con il passare del tempo, senza che nessuno gridi allo scandalo. Mio padre suonava il mandolino e i suoi gusti si fermavano a Luciano Taioli, mentre io ascoltavo i Beatles e i Rolling Stones, e mio nipote adesso ascolta Fedez, e chissà che sentiremo alla radio fra dieci anni. E meno male che cambia, altrimenti sai le palle con Vecchio Scarpone e la bella Gigogin tutto il giorni nelle orecchie?

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  9. Ahahah! Franco, hai esplicitato alla perfezione il mio pensiero a proposito del dualismo moderno-classico. Anch'io rimango legata alla poesia classica, ma ciò non toglie che ci possa avventurare, magari trovando anche proposte (guardate che non mi riferisco a quanto da me postato, eh!) meritevoli di essere studiate per capirne la valenza.

    @Sid, sì, nonna Pina è una donna eccezionale che il 13 luglio compirà 100 anni; molti del Club Poeti hanno avuto modo di conoscerla durante i raduni a Roma.
    Io vado spesso a trovarla e posso confermare la sua capacità di ancora entusiasmarsi per le cose attorno a lei: è vivace e partecipe e le sono davvero grata per l'amicizia che mi mostra.

    Grazie a tutti per l'attenzione. Mi piace la partecipazione alle discussioni, mostrano la vitalità che dovrebbe animare tutti noi;
    in fondo si può considerare una forma di unione umana capace di allargare le nostre vedute.

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  10. Eugenio e Franco, ciascuno per il suo verso, hanno ripreso il mio pensiero, ampliandolo.
    Appellandomi alla citazione di Feuerbach < l'uomo è ciò che mangia > ( “der Mensch ist was er isst” ), a cui fa cenno Eugenio, rammento che un tale capoccione ( che più non ricordo )sosteneva l'errata traduzione semantica di < essen > al riguardo.
    Ponendola in una luce prettamente filosofica anzichè metabolica.
    Mi aveva convinto.
    Chissà che taluno dei nostri avveduti lettori/autori sappia riprendere quel discorso, richiamando il presunto vero significato del verbo tedesco riferito al testo citato.
    Nonna Pina: fa ben sperare anche per me.
    Comunque sappiate che statisticamente io ho più possibilità di arrivare ai cento anni che non voi alla mia età...
    Già vedo i vostri gesti scaramantici!
    Sid

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  11. La scienza medica sta facendo passi da gigante, Sid, tu resisti e noi faremo del nostro meglio. :-)
    "Essen", certo però attenzione a quel che si mangia. A volte è meglio poco ma buono.

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  12. Questo è un bel dialogare sulla poesia della sorniona Serenella che sa tendere, con i versi, un'esca di riflessione, un boccone dolceamaro da ruminare bene, prima della soluzione finale. Buono il senso dell'umorismo spruzzato "a velo"...

    un saluto a tutti

    Zannabianca

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  13. Oggi a Roma è una bellissima giornata, dopo aver visto il passaggio di Zanna Bianca mi appare ancora più godibile.

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  14. La pesantezza di un vivere lento e' ben marcato nel titolo e nei primi tre versi ma poi tutto si diluisce nei quesiti ormai logori ,ripetitivi...eppure stramente e' stata la parte che piu' mi ha incuriosito( se non fosse stato per quei punti di domanda non mi sarei soffermata a meditare su quello che di me resta dopo la macina del presente opulento) Sono il risultato delle mie scelte, letture , amicizie ,vivande.
    Da un po'di tempo non scrivo piu' poesie difficili da definire, anche I piu' duri quesiti alle volte si oscurano...mi ispiro al pratico e generoso quotidiano,forse anche per consolarmi dei propositi mancati e consolarlo.Sempre interessante leggere Serenella (siamo dunque quello che scriviamo? )

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    Risposte
    1. Avevo dimenticato di firmare! Sono Loretta

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    2. Ciao Loretta, hai letto bene. ;-) Grazie.
      Ho sempre ritenuto che la pesantezza del vivere lento vada stemperata giocandoci su.

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