mercoledì 11 maggio 2016

LE PAROLE DEL WEB 2.0 (secondo frame)

CLICK BAITING

Click-bait (esca digitale o specchietto per le allodole)

Click è una parola entrata nell’uso comune anche in italiano, per cui non è necessario dilungarsi troppo, mentre baiting deriva da bait e indica l’esca, usata per esempio per pescare o per uccidere i ratti.
Quando si uniscono le due parole e il contesto è quello dei social network, il click-baiting si riferisce invece alla pratica di scrivere post e titoli spesso correlati a immagini il cui obiettivo è quello di attirare un gran numero di click facendo leva sulla curiosità degli utenti ma senza fornire loro informazioni dettagliate rispetto al contenuto dell’articolo sul quale cliccare.”
Nel 2014 Facebook dichiarò guerra ai link “acchiappa-click”, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. A me capita ancora troppo spesso il trovare link di questa fatta: “Clicca qui per vedere cos’ha rischiato questa ragazza mentre stava…”, oppure “Incredibile, non crederai mai a cos’è successo a questo signore!”.

Se sia più o meno lecito accendere la curiosità degli utenti con questi mezzucci è un problema che non mi appassiona e non ne farei nemmeno una questione morale. Credo sia soltanto una faccenda di buon gusto, e che andrebbe regolata semplicemente con un po’ di buon senso. Le persone cosiddette normali, adulte e vaccinate, sul web ci vanno per passare il tempo (leggesi cazzeggiare), e il più delle volte abboccano all’esca consapevoli di incappare in quella che a Roma chiamano “sola”. Mentre la stessa cosa non può ledere in nessun modo al “professionista”, che in quanto tale è in grado di difendersi da solo da questi “specchietti per le allodole”.  In fondo basta indossare il paraocchi e non cedere alla propria curiosità e il problema è belle che risolto.


PROVIDER

È un fornitore di servizi a privati e aziende che a pagamento consente l’accesso a internet. Chiamati anche ISP (Internet Service Provider), oltre alla possibilità di accedere a internet, offrono spazi Web per costruire un sito e registrare il proprio dominio.

Il provider di questo sito, tanto per fare un esempio, è GoDaddy. Com - per il dominio di acasadiframe la tariffa è di circa 9€ all’anno.
In alcuni casi, poi il provider è un'organizzazione senza fini di lucro che opera gratuitamente (esempio: Wikipedia), anche se poi si sostenta grazie alle donazioni ricevute dagli utenti più volonterosi. Molti Provider offrono prestazioni gratuite di posta elettronica (Alice, Tiscali, email, hotmail ecc…)  Non sono aziende benefattrici, lo scopo è quello di rompere le scatole a scadenze fisse, con la pubblicità dei loro servizi a pagamento. 


BANNARE

Bannare equivale al nostro “Bandire”, cioè escludere un utente da una comunità virtuale quali forum, chat, giochi ecc, impedendone l'accesso. È uno dei termini più usati e conosciuti nel web, pertanto non necessita di ulteriori spiegazioni, tuttavia è bene precisare che il termine ha lontane origine gotiche: bandwjan: dare un segno.












SHIFTARE

Ho scoperto di recente che nella lingua comune si usa per dire di scalare di un posto: “Dovreste shiftare tutti di un posto a sinistra. Ma anche scalare una marcia con la cloche. In elettronica invece significa spostamento di un bit. Oppure far scorre il cursore sullo schermo.
Io mi accontento di queste definizioni ma se volete approfondire su wikipedia, alla parola shift vi spiegheranno che è un'operazione aritmetica e che consiste nello spostare verso destra o verso sinistra la posizione delle cifre di un numero, espresso in una base qualsiasi, inserendo uno zero nelle posizioni lasciate libere.

font: qui e là nel web.



IPERTESTO


La definizione tecnica è, documento elettronico contenente un insieme di informazioni di natura per lo più testuale e grafica, ma anche integrabili.

Il più noto esempio di ipertesto è quello di un sito web, dove è possibile saltare da una pagina all'altra senza un ordine preciso. Basta cliccare sulle etichette della banda di destra, oppure sulle fotografie, insomma su tutto ciò che è cliccabile e il gioco è fatto. Esistono anche ipertesti su altri supporti, come i CD-ROM. E in fondo qualunque enciclopedia multimediale, Wikipedia tanto per citare la più famosa, può essere considerata un ipertesto.


HASHTAG ( # )


Il simbolo # (cancelletto) unito e senza spazi ad una parola serve a indicare un argomento e a facilitarne la ricerca. In pratica serve ad etichettare qualunque cosa vi passi per la testa. Le televisioni lo stanno usando alla grande, del resto nelle trasmissioni TV si dà molto spazio al cosidetto “social”.  Oddio… bisogna dire che ormai si applica su tutto e non evidenzia proprio nulla, ma su Twitter e Istagram soprattutto fa ancora tendenza. Adesso ne lancio uno anch’io e vediamo che succede: #acasadiframe






SITOGRAFIA

E’ un neologismo della lingua italiana. Deriva da bibliografia e indica un elenco di siti internet che vengono citati al termine del testo. Adesso sono gli stessi docenti i primi a consigliare gli studenti che devono preparare una tesi a compilare, non solo la bibliografia, ma anche la sitografia, secondo molti indispensabile per la ricerca. Di questo nuovo termine, francamente, non se ne sentiva il bisogno. E' orribile. Trovo che "font" sia più semplice e molto più esplicativo, oltretutto sostituisce anche l'obsoleto bibliografia..



ZIPPARE -(comprimere)

Si tratta di un termine che deriva da zip, sì, proprio il tipo di cerniera che abbiamo normalmente sui vestiti o pantaloni. Pensa alla sua funzione: tirando la zip si tirano delicatamente le due estremità del vestito per comprimere leggermente il corpo al suo interno e riuscire a chiudere il tutto.
La stessa cosa accade ai file zippati: si usa un programma apposito in grado di “comprimere” il file ma senza forzature di sorta, altrimenti il vestito rischia di rompersi o chi lo indossa di soffocare, no? 😉

Font : http://tecnologia360.it/come-zippare-un-file/



SCROLLARE – SCROLLING
Scrollare una pagina sullo schermo non significa prenderla per il collo e strapazzarla, bensì farla scorrere, di solito agendo sulla rotellina del mouse. Lo scorrimento laterale e orizzontale può avvenire agendo sulle apposite barre (scrollbar). Esistono scorrimenti cosiddetti dolci che avvengono in modo automatico e tante altre diavolerie che permettono al lettore di esaminare una pagina più grande dello schermo senza doverla rimpicciolire. 


HACKER:
Esperto informatico - Persona capace di introdursi senza autorizzazione in reti protette di computer o di realizzare virus informatici. Nella forma dispregiativa diventa “Pirata informatico” o “Craker”.  Un acker abbastanza famoso in letteratura è Radeschi, il giornalista freelance sempre in sella alla sua Vespa gialla del ‘74, amico del vice commissario Sebastiani della Questura di Milano. Se non sapete di cosa stia parlando, allora è arrivata l’ora di leggere un libro di Paolo Roversi.
(segue)








CLICCARE:


Termine onomatopeico. Fino ad una decina di anni fa il termine clic sui vocabolari indicava "rumore secco di un interruttore, di un grilletto o di un congegno metallico che scatta".
I dizionari relativamente recenti, invece, danno come equivalenti clic e click e ovviamente includono il significato legato al mouse. Doppio click, due colpetti in rapida successione aprono una cartella, un file.



CRAK o CRACK
Da non confondere né con la sostanza stupefacente derivata dalla cocaina, né con i Cracker, biscotti asciutti, sottili e croccanti. Se qualcuno vi dice che sono simili alle gallette militari vuol dire che non ha mai indossato l’uniforme oppure non capisce niente di biscotti. In informatica invece il crack è un programmino furbo che riesce a violare la protezione di un software per renderlo utilizzabile liberamente. Se non sapete cosa sia un software trovate qualcuno che ve lo spieghi. Fate attenzione al cric che è strumento meccanico, il crac è un crollo finanziario e Cric e Croc, nientepopodimeno che Stanlio & Ollio negli anni Trenta.


CRACCARE o CRAKKARE:

Craccare significa violare la protezione di un software utilizzando un crack. Altra definizione: “scaricare illegalmente un programma sul web”.
Tale operazione però presenta molti rischi, soprattutto se non si dispongono difese efficaci contro i virus informatici. Insomma, se non lo sapete fare lasciate perdere, potreste combinare un bel patatrac!
(segue)

Font: varie dal web

(frame di marzo 2016)

12 commenti:

  1. Di Roversi ne ho letti un paio, tutti e due con protagonista Radeschi, e mi sono piaciuti.

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  2. Caro Franco, meno male che asserivi d'intendertene poco di computers e che avevi ricevuto solo qualche "dritta" informatica da parte di tuo figlio...Complimenti, ti sei ben applicato alla materia ed i risultati sono evidenti!

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  3. Sono bravo a copiare. Raccolgo le informazioni, anche quelle che già so, e poi le pubblico nella speranza di ricordarmele. :-) In ogni caso, col tempo e l'applicazione, anche se non si è nativi digitali, qualcosina impara.

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  4. Ah! Sono convinta che se mi funzionasse bene io sarei un asso con il computer… ;-))

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  5. "Font", per me, è dove si riempie la "borracc" quando si va in "montagn".
    Basta dire "fonti" senza stare a pensarci troppo... ma anche bibliografia non va male. Nel 2016 sappiamo che i libri non sono solo quelli fatti di carta, quindi a mio giudizio si può usare senza problemi.
    "Sitografia" invece dà l'idea di una disciplina che studia dove si collocano, concettualmente, (perchè "realisticamente" non stanno da nessuna parte), i siti nel web, mentre qui si fa riferimento ad un semplice elenco di luoghi virtuali da cui si è tratto il materiale.

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  6. Ah... Fonti sul tipo di Boario, San Pellegrino, Abano Terme eccetera?
    Urca a me vanno benissimo. Sitografia mi dà l'idea di un esame clinico o di una terapia in loco.

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  7. Non ti nascondo Franco che sono pressocche' ignorante in materia, pero' mi piacerebbe sapere e soprattutto capire il meccanismo che muove il mondo digitale. Intanto imparare questi nuovi termini sarebbe per me un grande passo , quindi tentero' di memorizzarli. Le vignette che accompagnano I tuoi interventi sono proprio simpatiche .:-)
    Loretta

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. HASHTAG ( # ) Ho provato, Franco. Ho cliccato su cancelletto ma non succede niente; invece ho provato sulla dizione "elimina" per il mio commento e lì funziona perfettamente. :-)))

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  9. Quando ho sentito un tale dire "lanciamo un hastag" ho pensato ad un invito a partecipare alle HolimpiadiG

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Scusate, pensavo di correggere per aggiungere CLICK (per far capire a quale argomento mi riferissi) e invece ho cancellato.

      CLICK
      Dicevo: anche a me succedeva, ma ho capito presto l'antifona, così appena mi accorgevo che il click portava oltre chiudevo la pagina e amen. Ora, invece, so subito riconoscerli e non clicco neppure.

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