venerdì 1 aprile 2016

’O CAPO ’E CASA ***di Pietro ZURLO**



So’ ’o cap’e casa e questo è risaputo,
tutt’a famiglia m’hadda rispettà;
aggia seccorrere a chi mme cerca aiuto
derezzanno quacche tuorto ca ce stà.

Ammetto che ogne tanto ’a faccia storta
cu quacche figlio pure l’aggia fà;
si nun ’o ffaccio chillo addereto ’a porta
me fa ’e pernacchie e se nne ride ’e mè.

Va bbuò so’ ’o cap’e casa s’è capito:
ma tu mugliè che vaje truvanno ’a mè?
Tu vuò ca vatto stu guaglione a friddo
ca sta jurnata t’ha fatto arraggià!

E sissignore, io l’aggi’adderezzà:
e chesto p’’o rispetto e ’a dignità.
"" Fermete delinquente, viene a ccà!
Pecchè a mammeta he fatto ’ncuietà? ""

E già p’’o vattere stevo aizanno ’a mana
quanno sentette ’a mamma già alluccà:
-Ma ch’è sì pazzo e tu fusse nu pate,
ll’educazzione nce ’a vuò dà accussì?

Guarda st’anema ’e Ddio comme ha tremmato:
viene a mammà, papà nun ’o penzà...
Sta storia è vecchia e ssaccio comme và,
pe’ chesto me sto zitto e ’aggia ’nguttà! *



*(essere di cattivo umore).

6 commenti:

  1. EPITTETO

    Poesia didascalica che ironicamente evidenzia l'inveterata < debolezza > educativa di noi genitori troppo accondiscendenti.
    Un poco il gioco delle parti, nel quale forse tutti ci riconosciamo...
    Con in più l'umorismo secolare della gente avvezza a sopravvivere ai disagi esistenziali del nostro tempo.
    Forse oggi più di ieri è difficile fare delle scelte comportamentali.
    Ai miei tempi imperversava il metodo Spock ( pediatra morto a 94 anni nel 1998 ), tutto permissività a oltranza.
    Poi di fronte allo sfacelo provocato da quella didattica, ci si leccò a lungo le ferite: ma ormai la frittata era fatta.
    Lo stesso guru citato ebbe più tardi a ricredersi.
    Ora siamo da capo: dare uno scapaccione educativo fa rischiare la galera.
    Di qui bullismo, prostituzione adolescenziale, arruolamenti nell'ISIS, ecc.
    Ma sì, sorridiamo alla sottile ironia del nostro Autore, che da par suo ha saputo tratteggiare sullo sfondo le difficoltà della famiglia dell'oggi.
    La forma è brillante, ariosa, gustosa nei vari passaggi, ammiccante, inappuntabile.
    Eh, ce ne vorrebbero di Poeti così!
    Ammirevolmente,
    Siddharta.

    * Commento postato dall'amministratore

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  2. Be'... che dire. Concordo con quanto dice Sid e ribadisco che in questo genere di poesie sei proprio bravo. Complimenti

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  3. Pietro Zurlo:
    Caro Epitteto...in Casa Frame non mi riesce più di commentare...per cui, lo faccio qui...Ciao e grazie di quanto fai.
    *********
    Una volta, il padre che usciva presto al mattino per lavorare e rientrava la sera all'ora di pranzo...se tutto andava bene, vedeva poco i propri figli; era incombenza della madre farli crescere sani e forti nei sentimenti. Ma quando per la disperazione non ce la faceva proprio a trattenere l'esuberanza dei piccoli quella povera madre, aveva la sua arma segreta: quella di dire o di minacciare: stasera racconto tutto a vostro padre e vi faccio picchiare! Solo allora, per timore e per rispetto (perché, prima c'era quel rispetto) si stavano buoni e zitti. Così, il padre, doveva accettare di fare la parte del cattivone...ma solo a parole; poiché se a queste univa i fatti, sempre la madre, interveniva, ristabilendo quell'affetto che era venuto a mancare, affinché si rinforzasse la sua autorità.
    Infatti, io da mio madre non ho mai preso uno schiaffo...ma tanti, tantissimi da mia madre. Risultato...siamo cresciuti con il senso del dovere, del rispetto per il prossimo, dell'onestà e della dignità, valori tutti ormai perduti!
    Grazie Amico Siddharta...di avere riesumato questa lirica che nelle serate di recitazione...anni fa, piaceva tanto alle donne madri, le quali si immedesimavano.
    Devotamente Pietro!

    Epitteto: Ma dai, don Pietro, anche noi come padri abbiamo fatto il massimo per i nostri figli.
    Che sono cittadini modello.
    Intanto sei un Poeta con la P maiuscola e l'età purtroppo non mi consente di seguirti in commento di volta in volta...

    Pietro Zurlo: Certo che anche noi abbiamo fatto il possibile...
    ma vedo che è finita un'epoca...purtroppo!!!
    Siamo superati. E come i modernisti in poesia:
    Non ci imitano...troppo lavoro...troppo impegno!

    Epitteto:Intanto però ci leggono, anche sacramentando...






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  4. Franco, nostro Wm: un aiutino a Pietro?
    Sid

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  5. La poesia è molto tenera nella sua verità (almeno così si può dire fosse una volta); una scenetta familiare rappresentata con amorevole ironia.
    Come ben dice Pietro Zurlo, la madre buttava lì la minaccia dell'intervento nerboruto del padre, ma poi, vuoi perché man mano l'ira si placava, vuoi per togliere un po' il peso della punizione al povero padre, quando si era al dunque interveniva ad impedire, in tutto o in parte, che fosse data la punizione.
    Oggi le cose credo vadano un po' diversamente: o i figli diventano il capro espiatorio delle frustrazioni, con interventi al limite del sadismo, oppure, per pigrizia o incapacità educativa, si assiste ad un lassismo assoluto.
    Ultimamente ho letto delle lamentele di una madre, rappresentante d'istituto in un liceo romano, sul fatto che la polizia fosse intervenuta ad arrestare (a suo dire in maniera troppo plateale) un diciannovenne che spacciava davanti alla scuola.

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  6. In questa poesia rivivo momenti della mia infanzia: ''Stasera lo digo a babbeto! ''Minacciava mia madre a noi figli troppo esuberanti ( di cosa poi ,visto l'evolversi dei tempi! ) e noi impauriti dalla sola minaccia, tornavamo tranquilli. Con I miei figli non l'ho mai fatto anche perche'ho sempre lavorato e di conseguenza quando ero a casa me li godevo con tutta la loro vivacita' . Pietro e' un artista nel proporre spaccati di vita domestica e non solo, con uno stile tutto suo inconfondibile, un po'ironico a volte e sempre gradevole, la lingua napoletana da lui sapientemente scritta,fa il resto. Molto carina!

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