giovedì 5 maggio 2016

FACIMMECE CAPACE… ***di Pietro Zurlo***



FACIMMECE CAPACE…

Ma che mm’accucchie cu sti ddoje papocchie (1)
ca tu mme faje passà pe’ ppoesie;
e vvuò ca io perdo pure ’a luc’e ll’uocchie
pe’ lleggere e ccapì sti ffessarie.

Comme a nu quatro: giro, avoto ’e spio,
surtanto pe’ ccapì che sta pittato;
nce vo’ n’allitterato(2) e ’a fantasia…
pe’ mme putè spiecà che sta ’nguacchiato! (3)

Nun se pigliasse mo’ nisciuno collera…
si po nisciuno legge ’e ppoesie;
poesie mo’…so’ ssulo doje penziere
sgravate(4) ’a chi nun tene fantasie.

Facimmece capace ca ’e poete…
nun ce ne stanno cchiù comme a nna vota;
ca tutto è stato scritto a chistu munno
e chello ca screvimmo è tutto ’e cchiù!


GLOSSARIO:
1)-Papocchie=Imbrogli, pasticci;
2)-N'allitterato=Un letterato;
3)-Nguacchiato=Sgorbio di disegno o di pittura;
4)-Sgravate=Partorite;

5 commenti:

  1. Se il concetto è: non ci sono più i poeti di una volta, allora siamo d’accordo dal momento che sono tutti morti.
    Se invece è quello del sottotitolo che mi hai mandato:
    SCRIVERE POESIA VUOL DIRE
    ESPRIMERE I PENSIERI DEL MOMENTO
    Be’… dovrebbe essere proprio il contrario, ma per molti cosiddetti poeti è purtroppo così.


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  2. Il padrone di casa mi ha rubato la battuta; certo che non ci sono più i poeti di una volta: sono morti! Cerco di recuperare il divario con questo vecchio sketch con Arbore e Benigni: http://www.dailymotion.com/video/x1vi1m5_renzo-arbore-evoca-dante-alighieri_shortfilms.
    Il "tutto è stato scritto" lo diceva già Raimondo di Chartres nel medioevo (la metafora dei nani sulle spalle dei giganti). Peccato che non sia vero. Tutto è stato scritto... quando? a fine milleottocento? oppure dobbiamo tornare indietro ai tempi della scolastica? o magari a quelli della classicità... e già che ci siamo possiamo fare un altro passo indietro e tornare ai tempi delle caverne. Il "tutto è stato già detto" mi sta bene nella misura in cui serve a smussare la smania di originalità che troppo spesso appare l'unica ragione che spinge la produzione artistica, molto meno bene se usato come accusa nei confronti degli artisti contemporanei che cercano di fare il loro lavoro con onestà. E' una "oddifreddiozia" che mi spinge a dire "Caro Piergiorgio, sei un copione... ma a me non la dai a bere. E comunque occupati di numeri, che è meglio. A volte, a darli, sei davvero insuperabile!".

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    1. Le nostre correnti di pensiero sono così diverse da trovarci alla fine nel bel mezzo di un dialogo tra sordi.
      D'altra parte non è il nuovo che ci spaventa, ma la paura di svestirci delle vecchie idee.
      Dacchè l'italico Paese è noto per l'acceso individualismo che non farà mai di noi una nazione.
      Se poi ci aggiungiamo le reciproche presunzioni il vicolo diventa cieco.
      Con riferimento al solo scrivente, giocano alla grande il primo Novecento di nascita, l'Ottocento di cultura, la chiusura al nuovo farneticante.
      Ovvio quindi che la poetica di don Zurlo mi catturi.
      Semplice, chiara, diretta, senza retorica, concisa, ritmica, classica nella metrica, corposa di contenuto.
      Contro questi sperimentalisti dell'oggi senza idee e ignoranti che ci tormentano via web e carta stampata con le loro follie letterarie.
      Per il lettore di buon senso un tormento ed una spocchia insopportabili.
      Se poi, come nel caso di specie, ci si deve sobbarcare a delle rassegne poetiche allo sbando, poco ci manca per impazzire.
      Pietro Zurlo, contro il suo interesse, di tanto in tanto non ne può più e va fuori di matto.
      Lo insignerei del Cavalierato della Repubblica per il suo costante dire la verità,invitando gli interessati a darsi una calmata, a meditare di più, a non pubblicare d'istinto.
      E' di questi giorni un Autore, peraltro attempato, che ha postato col titolo < Pret a porter >!
      Non sanno nemmeno l'italiano, figuratevi a impegnarsi col francese.
      Bravo don Pietro, sei tutti noi della vecchia guardia.
      Siddharta

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  3. ho visto che hai postato la mia poesia, ti ringrazio: e siccome non mi riesce di entrare, ACASADIFRAME specificherò meglio per chi e cosa mi passava per la testa in quel momento, così come espresso nel mio sottotitolo.
    Tu come ben sai, dirigo un sito di poeti...che mi propongono decine di poesie al giorno...e dal sottoscritto pretendono anche che gli faccia dei commenti favorevoli; e questa poesia vuole puntualizzare proprio questo. Nelle stesse poesie trovo scritte le solite frasi, dette e ridette da altri valenti poeti del passato, ma di novità, ben poche, da qui il mio rammarico.
    Ringrazia da parte mia RUBRUS...ottimo e quotato commentatore, al pari di Epitteto Eubulide. CIAO.

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  4. Secondo me, non possiamo e non dobbiamo neanche pretendere che i temi siano originali, specie, e tanto più quanto, pretendono di essere universali. Come si fa ad essere originali se si parla di Eros & Thanatos? Amiamo e moriamo come i nostri antenati che dipingevano le pareti delle caverne creando quella che a noi pare la prima forma d'arte (e non lo era, se non nella misura in cui può esserlo l'arte cultuale). Se scrivessimo testi che hanno come argomento le carte revolving, ecco, magari saremmo più originali, ma durerebbero poco e direbbero poco ai posteri - mentre arte è quell'espressione estetica che dura nel tempo.
    Presi dalla smania di essere originali, ci si butta allora sul linguaggio - e anche qui è roba vecchia, lo facevano gli ellenisti, i poeti barocchi, i decadenti e chissà quanti altri - e allora, spesso, si riesce ad essere solo ridicoli.
    Poi c'è il fenomeno della scopiazzatura, di cui parla il buon Pietro, alle volte volontaria, alle volte frutto di vera e propria ignoranza.
    Ma tutto questo ha poco a che fare con la poesia.
    Se gli italiani (non solo, ma parliamo di quel che si conosce), amassero la letteratura davvero, leggerebbero di più e scriverebbero di meno.
    Esprimono invece il loro pensiero con la parola, lo scritto ed altro mezzo di comunicazione, ed è un diritto costituzionale, ma non esiste il diritto costituzionale (e neanche tutelato da leggi ordinarie) ad essere detti "artisti".

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