mercoledì 25 maggio 2016

Salotto di casaframe - Quando non sai cos’è, allora è jazz.


Che cos’era? Non lo so. Quando non sai cos’è, allora è jazz. (Baricco - Novecento)

Be’… forse in musica sarà un po’ così, ma se penso alla poesia in genere e a quella che si legge sul web in particolare, allora non è assolutamente vero.
Le poesie cervellotiche e astruse, infatti, quelle complicatissime e piene di significati reconditi, quelle riservate ai pochi eletti con il dono dell’onniscienza, e di tutti coloro che si esprimono col singhiozzo per sentirsi più fighi, che storpiano l’italiano per non pagare il dazio, perché se usassero un linguaggio normale si capirebbe che stanno dicendo solo cavolate, ebbene dicevo, queste poesie così pretenziose, non dico sempre ma il più delle volte, sono cioccolatini di pessima qualità avvolti in carta stagnola luccicante. Ci vuole soltanto più tempo a scartarle e a capire che sono delle emerite cretinate..

(frame di maggio 2016)

4 commenti:

  1. Ahahah! Scommetto che hai letto qualcosa che ti ispirato. :-))

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    1. Ah, ecco! Bellissimo questo video, davvero bello.

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    2. No, non mi riferivo a nessun poeta in particolare, anzi, io li invidio quelli che sanno scrivere in maniera così eccentrica, e che sanno nascondere così bene dietro metafore ardite ciò che pensano. Salvo poi arrabbiarsi se nessuno li capisce. Ecco io sarei per una via di mezzo. In termini musicali direi che la poesia per me dev'essere un ballabile con molto swing. :-) Se qualcuno legge mi prende per matto, menomale che siamo in famiglia. Vedrò di farmi capire meglio la prossima volta.

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    3. Vedo che a furia di battere il chiodo, stai avvicinandoti alle mie posizioni poetiche di sempre.
      Si ha un bel tentare di avvicinarsi al modernismo sperimentale infuturato, ma se ne viene respinti inorriditi.
      Alla fine penso che si tratti proprio di ignoranza scolastica di ritorno, oltre di mancanza assoluta di idee.
      Sid

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