venerdì 20 maggio 2016

Un ricordo di Marco Pannella - Serenella

Marco Pannella era un generoso estroverso, amava essere riconosciuto, salutato, e si fermava volentieri a parlare con la gente per strada.
Io avevo avuto modo di conoscerlo grazie alla televisione durante una tribuna pre-elettorale. Era una sua rara presenza, dato che i radicali erano tabù per il pubblico televisivo, e io non aspettavo altro che di poterlo vedere finalmente in faccia.
Non avevo nessuna stima per questa figura politica; dai media trapelava un personaggio fuori dagli schemi di presentabilità: un drogato, un pervertito, un esibizionista, ecc.


Ricordo la mia meraviglia quando lo sentii parlare… mi conquistò. Era chiaro e puntuale nelle risposte, non girava intorno alle domande e rispondeva con schiettezza. Notai anche il rispetto e la cautela col quale era trattato dagli altri politici presenti. Uscì vittorioso dal tenzone ed io cominciai a seguirlo meglio attraverso Radio Radicale, "l!unica radio che è fuori, ma dentro il palazzo" come recita un suo slogan.
Mi iscrissi anche al Partito Radicale. Un giorno volli partecipare ad una presentazione per l'elezione a sindaco di Francesco Rutelli da lui sostenuto, e lì ebbi modo di andare come tanti altri a salutarlo.
Ricordo che gli feci i complimenti e lui mi prese la mano tenendola a lungo fra le sue mentre parlavamo. Eh, sì, era anche un "gigione".
Un altro ricordo si rifà ad un collegamento radio che lui teneva, sempre a radio radicale, con gli ascoltatori. Era un logorroico, è noto, e la trasmissione si stava trascinando oltre misura. Eravamo arrivati ad oltre mezzanotte e io ero l'ultima persona in attesa di parlargli. Doveva senz'altro essere anche un po' stufo per il protrarsi della trasmissione, e quando gli dissero che c'era ancora un interlocutore in linea, improvvisamente troncò con un: "Lo sento dopo, prima debbo andare a pisciare".
Ormai lo ascoltavo da troppo tempo per non conoscerlo. Aspettai pazientemente: "Tanto qui devi tornare" pensai, "non sei il tipo da venir meno ai tuoi doveri di ospitalità, caso mai penserai che l'unico ascoltatore in attesa si stanchi e metta giù la cornetta. Ma io, dovessi attendere tutta la notte, ti aspetto".
Avevo una bella domanda da fargli, tra l'altro una domanda gratificante per la sua persona.
Devo dire che aspettai per molti minuti, non ricordo se 10 o 15, poi tornò, stupito per la mia pazienza.
La domanda era: "Onorevole Pannella, lei parla sempre di ri-conoscenza (dal conoscere l'altro, il riconoscersi nei valori) perché allora non le viene riconosciuta, benché le venga attribuita da molti, sempre più numerosi, la sua capacità politica"?
Ricordo che rimase in silenzio per diversi secondi, poi iniziò: …"Questa voce… mi ricorda Parigi… un bel ricordo…" e continuò a divagare immerso in questi ricordi che dovevano essere stati piacevoli e particolari. Continuò fin quasi all'una, mentre io lo ascoltavo sorridendo fra me e me per la situazione.

(Serenella Tozzi 20/05/2016)

14 commenti:

  1. Sei fortunata, pensa che io sono quaranta anni che vivo in provincia di Teramo e non l'ho mai visto di persona. Bel ricordo Serenella, hai fatto bene a pubblicarlo.

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  2. Cara Serenella, hai fatto una ricostruzione puntuale del personaggio.
    Che ha imperversato lungo tutto il periodo della mia maturità.
    Luci ed ombre, ma adesso la morte ha messo d'accordo tutti, estimatori e detrattori: persino l'allora ferocissimo Vaticano...
    Sid

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  3. Cara Serenella,vorrei pregarti di pubblicare il tuo ricordo nella sezione Racconti del Club degli Autori.
    So che vi sei ancora
    iscritta, anche se da troppo tempo non ti leggo.
    Sid

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  4. Ho apprezzato molto questo tuo ricordo di Marco Pannella che aggiunge qualcosa alla nostra conoscenza del personaggio. Sapevamo che fosse un po' logorroico, ma non che fosse anche un "gigione". D'altra parte la sua vita è stata così intensa e così impegnata nel perseguimento dei suoi ideali politici e sociali che non si è avuto neanche il tempo di soffermarsi sugli altri aspetti del suo carattere. Ho sempre ammirato questo grande personaggio del nostro tempo e non ho mai cambiato canale quando c'era lui in televisione: emanava un grande fascino ed era un piacere ascoltarlo. Deduco che la tua scelta radicale sia stata molto condizionata da lui. Grazie comunque per il tuo contributo.

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    1. La mia scelta radicale è stata inizialmente dovuta alla sua persona, ma in seguito è stato incontrare tanti amici radicali onesti, sinceri, capaci, appassionati del fare per migliorare il nostro intorno, che mi ha mantenuta nella convinzione. In quanto al "gigione" non sapevo quale termine usare: in realtà il suo non è stato un fare dongiovannesco, per carità, ma il tenermi le mani credo sia stato un gesto di ri-conoscimento; lo stesso sentimento che lo ha coinvolto nella telefonata.
      Altre volte dopo mi è capitato di incontrarlo sulla mia strada, sia ai convegni che alle manifestazioni, e sempre questo aspetto si ripresentava attraverso la cordialità e la simpatia, anche con un semplice sguardo.

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    2. Eugenio sopra ha detto una cosa valida:la testimonianza di Serenella aggiunge dell'altro al personaggio.
      Per questo vedrei volentieri il pezzo, magari integrato da quanto poi da lei aggiunto in proposito, nella sezione racconti del CdA: anche un aspetto autobiografico è narrativa.
      Comunque il testo di Serenella l'ho postato sponte mea in Facebook, acciocchè in molti possano leggerlo.
      Laddove cioè si ciaccola per lo più di cretinate.
      Un pò di vita seria non può che far bene a molti.
      Sid

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    3. Be'... chi lo sa? Forse non ti farebbe male seguire il consiglio di Sidd, e ritornare al Club dei Poeti. Lo vedo messo proprio male quel sito, mi spiacerebbe finisse allo scattafascio. Io purtroppo non amo la poesia fino a questo punto.
      In ogni caso, questo testo non ce lo vedo proprio nella sezione narrativa di quel sito. Lascia perdere... piuttosto hai delle belle poesie nel cassetto che sono sprecate lì dentro. Secondo me ti farebbe bene un rientro nella mischia. Io invece me ne tornerei volentieri a Neteditor, il miglior sito per la narrativa in circolazione. Lo dico con cognizione di causa, e non per piaggeria. Purtroppo da un po' di tempo mi sono messo in testa di scrivere lungo, e nel web si sa, è una fregatura.

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  5. Credo anch'io, Sid, che non sia il caso di pubblicarlo sul CdP, qui in casa nostra mi piace parlare anche di questioni personali, ma fuori di qui non me la sento, mi parrebbe esibizionismo. Ti ringrazio, però, per aver inserito questi ricordi sulla tua pagina, vuol dire che li hai apprezzati e questo mi fa piacere.

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  6. al di fuori di ogni retorica, forse uno dei dei migliori aneddoti per salutarlo in modo intimo e affettuoso (anche per me lettrice). Grazie...

    Zannadeb

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Concordo appieno.
      Un vero peccato non volerlo/poterlo diffondere.
      Sid

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    3. Scusa, Sid, diffonderlo come? non è forse messo qui, sul Web?
      Comunque al di là di ogni retorica sarebbe meglio onorarlo diffondendo il suo pensiero su quei valori che ha provveduto a difendere attraverso le tante iniziative intraprese anche con quei digiuni tanto derisi.
      Le battaglie di Pannella non sono state solo per il divorzio e l'aborto, ma ricordiamo fra le tante la lotta contro la fame nel mondo, la moratoria sulla pena di morte, l'istituzione del tribunale contro i crimini umani; senza dimenticare le ultime: per il diritto alla conoscenza e contro la tortura (che comprende la condizione disumana dei carcerati che diventa un'istigazione a delinquere anziché azione di recupero).
      Riporto quando detto da Emma Bonino dal palco a Piazza Navona: "Amateci di meno e votateci di più".

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    4. Una ragione di più per una platea più ampia.
      Comunque ho postato anche su twitter e altrove usando le icone presenti nel blog.
      Sid

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    5. Bè, che dirti? Hai fatto bene, in fondo fare un po' di propaganda pro radicali non può che far bene, perché passato questo momento di notorietà, sono sicura che tenderanno a metterli nel dimenticatoio, cercheranno di oscurarli come hanno sempre fatto… e sarebbe un peccato.

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