martedì 5 luglio 2016

SCENE MITICHE - I cancelli del cielo - film

POST del 20.04.2013
REBLOG in memoria di Michael Cimino (New York, 3 febbraio 1939 – Los Angeles, 2 luglio 2016

I cancelli del cielo (Heaven's Gate)

Il film passò alla storia poiché costò il fallimento alla United Artists a causa degli enormi costi di produzione e degli scarsi incassi, visto che a fronte dei 44 milioni di dollari investiti nella sua produzione il film ne recuperò negli USA solamente 3[1]. Inoltre stroncò la carriera dell'allora promettente e visionario regista Cimino







1890: guerra nella contea di Johnson (Wyoming) tra i contadini, da poco immigrati dall'Europa dell'Est, e i potenti, feroci allevatori di bestiame. Difficile da giudicare, questo film di grandi ambizioni, altissimi costi (36 milioni di dollari) e smisurata durata (drasticamente ridotta) che fu il più clamoroso fiasco nella storia recente di Hollywood e rischiò di far fallire la United Artists. Il Sunday Times condensò laconicamente il giudizio con la frase: "Tutto troppo e non abbastanza". Va goduto a frammenti che talvolta sono stupendi, ma gli errori, gli scompensi, gli eccessi di sceneggiatura e di regia sono evidenti. Da vedere, nonostante tutto, e da rivedere. Fotografia di Vilmos Zsigmond (Morandini)

Il film passò alla storia poiché costò il fallimento alla United Artists a causa degli enormi costi di produzione e degli scarsi incassi, visto che a fronte dei 44 milioni di dollari investiti nella sua produzione il film ne recuperò negli USA solamente 3[1]. Inoltre stroncò la carriera dell'allora promettente e visionario regista Cimino, autore appena due anni prima del pluripremiato Il cacciatore. La pellicola compare frequentemente nelle liste dei peggiori film della storia del cinema, anche se viene talora considerato un cult "maledetto", la cui principale colpa sarebbe stata quella di cercare di sgretolare le fondamenta culturali del Sogno americano.(Wikipedia)

Progetto enorme, di colossale portata epica e dimensionale. Tutto appare dilatato, rarefatto, dissipato nelle straordinarie 3 ore e 40 della versione director's cut dei Cancelli del Cielo. Una dilatazione assoluta e omogenea, una sorta di magnifico "spreco" che investe spazi e tempi, personaggi e masse, location e sintassi del racconto. A cominciare dal paesaggio: mai così aperto, arioso, ampio. Memore della lezione di Anthony Mann, di John Ford e di Sam Peckinpah, Cimino in questo crepuscolare ultimo grande western "senza frontiera" offre una mirabile lezione di utilizzo dello spazio all'interno dell'inquadratura. I film di Cimino sono sempre tutti concepiti e costruiti in modo simile a grandi coreografie, policromi pannelli, magniloquenti composizioni dal fortissimo gusto pittorico in cui ogni corpo animato e inanimato agisce in una sua precisa collocazione e trova il suo senso nel rapporto (sempre dinamico, vorticoso, ritmato) con lo spazio. (Storiedeifilm.it)

Titolo originale                Heaven's Gate
Stati Uniti d'America, 1980
Durata  219 min (versione originale)
150 min (versione tagliata)
Genere                western, drammatico, storico
Regia     Michael Cimino
Musiche              David Mansfield

interpreti e personaggi
Kris Kristofferson: James Averill
Christopher Walken: Nathan D. Champion
John Hurt: Billy Irvine
Isabelle Huppert: Ella Watson
Sam Waterston: Frank Canton
Brad Dourif: Mr. Eggleston
Jeff Bridges: John Bridges
Mickey Rourke: Nick Ray

7 commenti:

  1. Serenella Tozzi20 aprile 2013 13:26

    Un film davvero interessante, che tocca tanti momenti storici, fra l'altro tratta anche della fortissima ondata di immigrati russi verso l' America nei primi del novecento, dalla quale sono emersi tantissimi personaggi diventati poi famosi: in campo cinematografico uno di questi fu Kirk Douglas.
    Certo, il film troppo lungo, mi pare che la versione originale durasse 6 ore, poi ridotta a 4 circa ma malamente montata, non era adatto a vedersi in una sola seduta, magari se la versione originale fosse stata trasmessa alla televisione a puntate avrebbe potuto avere un maggior successo.

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  2. Se non ho letto male, si trattava di un gruppo di emigranti di origine slava e non russa, ma cambia poco, era solo per la precisione. La trama ha preso origine da fatti realmente accaduti. Il film gettava un'ombra su quei fatti e gli americani, si sa, non sono così autolesionisti come noi europei e i conti con la storia amano farla a modo loro. Insomma, una roba del genere. A me il film è piaciuto molto e ricordavo questa del video come una delle più belle scene mai girate.

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    1. Serenella Tozzi20 aprile 2013 16:11

      La scena del ballo è fantastica, e per quanto riguarda il film, si può dire senz'altro che Cimino ha con la storia un rapporto visionario che traduce in immagini. Belle immagini.

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    2. Per la precisione,
      devo correggere quanto detto a proposito della provenienza degli immigrati. Questo il risultato di ulteriori ricerche.

      “125 vittime innocenti: immigrati polacchi, tedeschi, russi, ungheresi che reclamavano soltanto un lavoro e un pezzo di terra dove provare a mettere radici. Pesantissima, violenta denuncia del marcio dentro cui affonda le sue scure propaggini la storia del Grande Paese Americano...

      Altre recensioni e wikipedia indicano genericamente, "popolazioni provenienti dall'est Europa."

      Chiedo infinitamente scusa... giuro non lo faccio più! ;-)))

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    3. Serenella Tozzi20 aprile 2013 22:55

      :-)

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  3. Un film da vedere assolutamente. Io sono stato fortunato, l'ho visto di notte su RAI 3 e per ben due volte. Le cose migliori in TV si vedono di notte, parola di nottambulo.

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  4. "Nottambulo". Ahahah! Non mi è nuovo questo termine. ;-))

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