lunedì 31 ottobre 2016

Paese d'ottobre -Racconto (Rubrus)

La donna in divisa sbarrava la porta del treno, le mani sui fianchi.
«Giù!» intimò.
Dietro di lei, il capotreno oscurava il vano tra le carrozze, il berretto che sfiorava il soffitto. Non diceva niente. Non ce n’era bisogno.
“Farò ricorso!” fece per protestare Bernardo Rei, poi vide gli occhi della donna spalancarsi su qualcosa alle sue spalle e le parole gli morirono in bocca.
Le ante si serrarono con uno sbuffo e il treno ripartì con uno stridore rugginoso che costrinse Rei a coprirsi le orecchie. Lo spostamento d’aria lo schiaffeggiò obbligandolo a fare due passi indietro, ben oltre la linea gialla di sicurezza.
Il treno fischiò, un lungo, lamentoso sibilo da locomotiva a vapore. Rei vide l’ultimo vagone svanire, rapido, tra volute di nebbia.
Un freddo umido e appiccicoso gli si infilò famelico sotto i vestiti. Rei rabbrividì, alzando il bavero del giaccone, poi si voltò per vedere dove l’avessero scaricato.

sabato 29 ottobre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/50 - Siddharta

A – Il nuovo e il vecchio.

La bieca e sanguinaria Poesia del passato, tutta metrica e rime, in un rigurgito antidemocratico del linguaggio da tempo intende instaurare a sua sopravvivenza una violenta dittatura del verso antico.
Per questo mi ha scelto a killer del nuovo sperimentalismo poetico infuturato, da sempre enigmatico e refrattario persino all’analisi logica.
Sa che il modernismo versificatorio è un’ interiore ossessione che mi getta nell’isteria intellettuale.
Lo strizzacervelli spiega lo scompenso come tipica reazione dell’amante ( il vecchio ) respinto dall’amata ( il nuovo ).
E non serve che l’amante di tanto in tanto mandi profferte d’amore ( = commenti positivi ) alla sua bella.
Ecco allora questo io narrante, persecutore dei poeti dell’oggi, ostinarsi nell’odio-amore a conferma del sé, braccando le sue vittime.
Le vuole possedere per introiettarsi in esse, addirittura per chiamarsi come loro, al fine di assicurarsi una discendenza che colmi il vuoto del suo essere e plachi l’angoscia del suo niente.
Non per uccidere ma per adorare, quindi.  
Ma questo finale la vecchia poesia ( il mandante ) non lo sa…
Un vero giallo psico-letterario!

B – Cadaveri processati.
Anche l’arcivescovo Marco Antonio De Dominis ( 1560-1624 ) subì la stessa sorte del papa Formoso ( 816- 896 d.C.).
Teologo e scienziato dalmata, grasso, irascibile, presuntuoso e avaro.
Abiurato il cattolicesimo, si fece anglicano, ma poi tornò in seno alla Chiesa di Roma. 
Quivi caduto in disgrazia e reo di aver per primo intuito la vera spiegazione delle maree, fu accusato di eresia.
Riuscì però a crepare l’8.9.1624 di morte naturale, prima della sentenza di condanna dell’Inquisizione.
Comunque la sua scomparsa materiale non fermò l’istruttoria del tribunale religioso.
Il 20.12.1624 il cadavere venne estratto dalla bara e gli venne letta la sentenza di condanna al rogo ed alla damnatio memoriae ( distruzione delle opere e cancellazione del nome dell’autore ).
Il corpo trascinato per le vie di Roma fu bruciato in Campo dei Fiori coi suoi libri.

C – Il Monte.
Il Monte Athos, un lembo di Grecia sospeso tra cielo e terra.
I monaci barbuti vestiti di nero che l’abitano si aprono ai pellegrini rigorosamente di sesso maschile in ospitalità rustica e cortese.
Una sorta di Padri del deserto, in ascolto attento di voci lontane, esistenti forse solo in aree dedicate del loro cervello.

SIDDHARTA

28.10.2016

venerdì 28 ottobre 2016

Malocchio - racconto (Rubrus)

«Porta male» aveva detto Al non appena aveva visto la foto.
Il suo nome era un altro – chissà quale – ma tutti lo chiamavano Al da Alessandro il Grande perché aveva gli occhi di colore diverso, come, si dice, il condottiero macedone.
La bizzarra caratteristica era detta “Eterocromia” aveva rivelato Scrocchio. Era andato a vedere sul web quale fosse il termine corretto e l’aveva riferito agli altri ragazzi. Se l’erano subito scordato, ma la faccenda di Alessandro Magno era rimasta impressa, così, da quel momento, Al – che fino ad allora aveva avuto un altro soprannome – aveva preteso di essere chiamato Al.    

martedì 25 ottobre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/49 - Siddharta

A – La Ferrari.

Esperimenti sociali anche su You Tube dimostrano che le donne sono pronte ad abbandonare anche per strada il partner a cui si accompagnano  pur di salire su di una fiammante Ferrari altrui, promessa di sicurezza e benessere.
In questi e in altri casi, invece di lasciarle andare pur protestando il tradimento, taluni maschi nutrono sentimenti omicidi, sovente passando ai fatti.
In forza dell’istinto di possesso e proprietà a trasmissione esclusiva dei suoi geni alla prole.
Quivi la lenta evoluzione millenaria della specie non riesce a tenere il passo col rapido evolversi della cultura sociale dell’oggi.

B – Il bello e il buono.
Nel Vangelo di Giovanni ( 10,14 ), l’originale greco definisce Gesù < il bel Pastore >.
Poi tradotto prudentemente in < il buon Pastore >.  

C – Nugae.
Dunque Bob Dylan novello Nobèl come letterato e poeta.      
Un colpo mancino per me che sono fermo < al domatore di cavalli Ettorre >…
I tempi cambiano.
Da cinquant’anni a questa parte la letteratura s’è arricchita di un nuovo genere: il testo delle canzoni come poesia a tutti gli effetti.
Ormai non è più tempo di premiare laudi o sonetti ( < nugae > per Catullo: cosucce di poco conto ) o romanzi d’appendice o d’evasione ( roba da signorine ).
All’animaccia…

SIDDHARTA

24.10.2016

sabato 22 ottobre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/48 - Siddharta

A – Patto scellerato.
Nel 2008 a Gloucester, cittadina di 30.000 anime nel Massachusetts, diciassette studentesse minorenni ( 15-16 anni ) di un liceo rimasero contemporaneamente incinte, rifiutandosi di rivelare il nome dei padri.
Avevano stretto un patto di gravidanza collettiva contro la disattenzione familiare e sociale.
Una maternità come rivolta e sfida ad affermazione di se stesse e con l’intento di allevare i nascituri in una sorta di comune femminile.
Il fatto ebbe risonanza per ogni dove nel mondo.

giovedì 20 ottobre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/47 - Siddharta

A – Quadro d’insieme.
Da più parti ci si è chiesto se Epitteto sia uno strizzacervelli.
Certo che sì.
Tanto che nel tempo libero s’è divertito a tracciare una cartella clinica per ciascun lettore/autore della rete in suo contatto, compresa un’altra strizzacervelli fuori di testa che imperversa nei social.
Assicuro che il risultato del quadro d’insieme è stato devastante…

B – Precisazioni.
Io sono contattato in web per esprimere giudizi ed opinioni, non per fare del gratuito inutile pietismo.

C – Maschilismo.
Dalla prima lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi [11,3]:
"Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio.
Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo… L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo…
E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza… 
Grrr…

SIDDHARTA

19.10.2016

mercoledì 19 ottobre 2016

Pietro Zurlo - Racconti di vita vissuta - Gli esordi

LA SCUOLA DELLA VITA

(Memorandum dell’arruolato nelle forze dell’Ordine)

Ecco qua, sei arruolato: un po’ per i tuoi meriti (pochi), il resto con spinte, spintarelle od il classico dei calcioni dal di dietro che è servito per farti superare qualche passaggio stretto che da solo non avresti potuto superare. Sei entrato in un reparto d’istruzione (G.di F. – Carabinieri – Polizia od altro). Lasci alle tue spalle gli agi della vita, la casa, il tuo lettino, la stanza tappezzata con le foto dei tuoi idoli, i tuoi trastulli: stereo, televisore con telecomando, giochini al computer, gli incontri con i tuoi amici, la tua ragazza del momento e più di tutto, esci fuori da sotto le sottane di tua madre, dalle sue premure, le sue assillanti raccomandazioni, le sue carezze, le sue tenerezze, e i suoi...bacetti.

lunedì 17 ottobre 2016

Operazione Merlino - racconto (Rubrus)

Col rastrello, il giardiniere smosse il mucchio di foglie cui aveva appiccato il fuoco. Alcune faville si innalzarono nella frizzante sera d’ottobre, scintillando come lucciole fuori stagione.
«Bisogna starci attenti, sennò scoppia un incendio» disse.
L’uomo accanto a lui annuì, protendendo le mani verso le fiamme.
Il giardiniere non lo aveva mai visto: doveva essere uno di fuori. Aveva gironzolato a lungo per il parco, infine si era diretto verso il falò, probabilmente attratto dal calore. Indossava una sottile giacchetta marrone chiaro e, alla luce del fuoco, la sua faccia aveva il colore di una grossa pesca scordata dall’estate ormai lontana.

domenica 16 ottobre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/46 - Siddharta

A – Giudizi e consigli.

Sovente nei commenti letterari ( poesie, racconti, ecc. ) mi sono imbattuto in consigli dati agli Autori in ordine al testo in lettura, financo ad operarne di fatto il rifacimento.
Ho sempre gridato al tradimento: i consigli ( < se fossi in te >, < a mio modesto parere >, ecc. ) non sono altro che giudizi presuntuosi travestiti da finta modestia.
Molto meglio andarci giù duro e prendersi l’onere-responsabilità di un giudizio chiaro e netto, piuttosto che la viltà di sottacere il proprio pensiero contrabbandandolo da suggerimento.
Certo che così facendo si rischiano guerre a non finire.
O è meglio il savoir-faire di classica memoria?

sabato 15 ottobre 2016

Salotto ottobre 2016 - Dario Fo e Bob Dylan

Dopo Dario Fo, perché meravigliarsi tanto per Bob Dylan?


                                     
D’ora in avanti, nel commentare una poesia molto orecchiabile, con rime facili e versi sciolti alla rapper, non la si potrà più accusare con sdegno di assomigliare al testo di una canzone. Il premio Nobel a Bob Dylan, contestato e discusso quanto si vuole, stabilisce una volta per tutte che tra canzoni e poesia non ci sono più i confini del passato.
I parrucconi rabbrividiscono all’idea di includere nelle loro antologie anche i testi di Mogol, Ivano Fossati, Jannacci e De Andrè, tanto per fare alcuni nomi di celebri compositori, e lo dovranno fare  con il dovuto rispetto, senza arricciare il naso soprattutto. Il Menestrello, il giullare da palcoscenico se n’è appena andato e sulla scena nobile appare un personaggio considerato da tutti essenzialmente un musicista. Perfino i fans, suddivisi in varie categorie: dylaniati, quelli più sentimentali, dylanologhi, quelli più razionali, dylanisti, quelli più ideologici, hanno mostrato stupore alla notizia. Il prestigioso premio è stato assegnato grazie a una produzione sconfinata di canzoni dai testi ad alto tasso di letterarietà - dice la motivazione - e una capacità di creare nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana».
Va bene, va bene… la formuletta è bell’e che pronta anche per l’anno prossimo, basta sostituire americana, con canzone italiana e il nostro Mogol sarà con diritto il prossimo premio Nobel... udite udite, per la letteratura. 

venerdì 14 ottobre 2016

Pietro Zurlo - Racconti di vita vissuta - PRIMO CASO

IL MIO LAVORO:

Da sposato, venni trasferito in un reparto di Provincia, io che ho prestato servizio nella Guardia di Finanza; e dopo avere svolto svariati servizi, fui assegnato ad una Sezione Operativa di un Comando di Compagnia.
Già tutti sanno del servizio informativo che la detta G.di F. effettua per vari Enti; io vi parlerò di alcuni casi di questi servizi:




PRIMO CASO:
Lavoravo presso gli Uffici della Conservatoria dei Registri Immobiliari, effettuando ricerche di informazioni patrimoniali, su soggetti debitori di denaro per lo Stato e la loro situazione finanziaria, o di informazioni inerenti il patrimonio sulle stesse persone indagate per le verifiche fiscali...

giovedì 13 ottobre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/45 - Siddharta

A – Domande.

La superbia e l’ambizione sono due qualità caratteriali da sempre accostate per opposizione all’umiltà cristiana.
Ma può un papa essere umile? Può davvero essere buono?
( Dino Baldi, Vite efferate dei papi, Quolibet, 2015 )

B – Cos’è l’uomo.
L’uomo è ciò che mangia, sogghignava soddisfatto il filosofo Feuerbach ( 1804-1872 ), col che si giustifica lo stitico che si trattiene per non mostrare a se stesso la sua vera natura animale…

martedì 11 ottobre 2016

Silvia Capecchi - Posso chiedere...Dio?

#tuttipersilvia
Mi ero ripromesso non pubblicare più poesie su queste pagine ma per questa volta voglio fare un'eccezione. Mi è giunta notizia della prematura scomparsa di Silvia Capecchi. La notizia, apparsa sulla Nazione (qui per leggere l'articolo), ha presto fatto il giro dei social. Io sono andato a sbirciare nella vetrina del Club dei Poeti e ho trovato due poesie molto significative, che risalgono al 2009. Quando ancora la malattia non si era manifestata.
Un pensiero per Silvia, è tutto quello che posso fare.
(Frame)

POSSO CHIEDERE….DIO?

A quando il mio riposo?

Ho i gomiti per terra
come quando da bambina
mi coglieva l’imprevisto

e tutto un ampio
panorama di occasioni
cercava una ragione
a cui potersi riappellare.

Ora
di versioni esistenziali
ne ho pieno il gesto e
l’amarezza

Ma mai si è visto
passare in questo
vicolo di vita

un mendicante come me
per dividere al coperto

lunghe notti fredde.

(Silvia Capecchi - Luglio 2009 
da vetrina del Club dei Poeti)

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/44 - Siddharta

A – Incontri e scontri.

La rete internet può per taluni versi equipararsi a un terreno di lotta e di combattimento senza spargimento di sangue.
Non solo luogo di incontri virtuali, messaggistica e tanto altro, ma anche di scontro caratteriale.
Parolacce, insulti, incomprensioni, contestazioni a non finire.
Fb, blog, siti vari, ecc. tutti ambienti ideali per scaricare la propria aggressività repressa, senza necessità di ricorrere a duelli all’arma bianca o polvere da sparo di antica memoria.
L’epilogo è la cacciata, l’autoespulsione o la scomparsa dei rissosi, mai colti da dubbi nelle loro certezze.
Quinci l’emigrazione e sbarco in altre on line, quali campioni di pensiero unico, per poi ricominciare tutto da capo…  

domenica 9 ottobre 2016

Salotto Ottobre 2016 - Scrittori e/o Lettori - Carver


Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio, Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e “creature di sangue caldo e nervi” come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita.
(R. Carver)


A dire la verità, ogni volta che finisco di leggere un racconto di Carver, ci resto molto più di un momento o due a riflettere... interdetto più che altro e non ho bisogno di misurarmi la temperatura per sapere che non mi ha fatto né caldo né freddo. Più che altro lo leggo perchè mi piace lo stile asciutto, i dialoghi poi sono perfetti, e sa parlare di sesso con una pulizia e una leggerezza che gli invidio tantissimo.
"È difficile parlare dei racconti di Carver a chi non ne ha mai letto uno. Carver è uno di quegli autori che si apprezzano – o si disprezzano; è raro il caso di una via di mezzo – solo leggendo la loro opera. Desista subito chi cerca colpi di scena, finali a sorpresa, fantasmagorie di immagini, fuochi d’artificio."
Per esempio, Cattedrale, il racconto che ho pubblicato su L'eBook , narra di un uomo che intrattiene un cieco, amico della moglie, che è andato a far loro visita. E nel corso della serata si trova a spiegargli come sia fatta una cattedrale. Tutto qui. A descriverlo in questa maniera, mi rendo conto, lo si svilisce; la banalità della trama non invoglia. Eppure...qualcosa ti lascia, e continui a ripensarci sopra cercando di venirne a capo. In fondo questo è il miglior regalo che ti possa fare uno scrittore: farti riflettere.
(Frame e fonti varie del web)

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/43 - Siddharta

A – Orazio docet.
Leggendo talune cavolate poetiche odierne, si è colti dall’impulso di < inflare irati ambas buccas > ( soffiare arrabbiati da entrambe le guance ) al pari di Giove nella Satira I, 1, 20-21 di Orazio.
Traducibile nell’esclamazione  moderna < uffa! > o peggio volgare < vaffa…>.

B – Cambio di genere.
L’affacciarsi delle donne alle nuove professioni costringe ad un cambio di rotta sui sostantivi di genere.
Di primo acchito, talune terminologie usate appaiono insopportabili o cacofoniche: ministra, assessora, architetta, politica, poeta, ecc.; peggio per ministressa, assessoressa, architettessa, politichessa, un po’ meglio per poetessa, e così via.
Altre denominazioni sono in arrivo.
Ci vorrà del tempo per digerire il boccone, fino a quando l’uso diffuso abituerà l’orecchio come per dottoressa, professoressa, impiegata ed altro.
Oggi in taluni casi si ricorre al maschile unico per tutti: autista, macchinista, insegnante, pediatra ecc., per il quale opterei in forza del maschilismo pigro ed economico che mi contraddistingue...

C – Ordine e disordine.
Nel 2016 a sorpresa sono stati insigniti del Nobèl due fisici britannici per la loro teoria sull’esistenza di una misteriosa legge naturale che piegherebbe il disordine universale ad un certo ordine operativo, come ad esempio per il corpo animale, vegetale, ecc.
Peccato che tale legge fisica non funzioni per niente nelle cose mie personali: per tener ordinate le quali devo sudare le proverbiali sette camicie.
Soprattutto, come in questo caso, per rendere piano, leggibile e forse comprensibile il testo.

Siddharta
7.10.2016

venerdì 7 ottobre 2016

Salotto 2016 - Facebook


Dopo aver cliccato sul triangolino in alto a destra appare questa schermata.
Anche questa è una pagina importante, da qui potete cambiare i vostri connotati, cambiare l'indirizzo email ed entro certi limiti anche il vostro nome. La cosa più curiosa è che dovete scegliere la scala con la quale indicare la temperatura. Ma cosa ci dobbiamo misurare, la febbre? Boh

SEGUE


Il simbolo è molto piccolo, mimetizzato ad arte e non a caso lasciato per ultimo, ma cliccando su questo magico triangolino si entra nel punto nevralgico di tutto il sistema, là dove convergono i fili del nostro grande burattinaio. Sua Bontà ci permette di entrare nei sofisticati meccanismi e di regolare a nostro piacimento i delicati complessi rapporti di amicizia, trama ed essenza del grande gioco.
SEGUE...






giovedì 6 ottobre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/42 - Siddharta

A – Convinzioni.
Ero convinto di cambiare il mondo.
In meglio.
Invece il mondo ha cambiato me.
In peggio.

B – Ancora sulla realtà aumentata.
Tempi duri per i gadget elettronici di realtà aumentata ( Google Glass e compagnia ).
Secondo i Garanti di varie Nazioni, violerebbero la privacy di chi s’aggira all’intorno, registrando in video i passanti inconsapevoli.
Già banditi in varie località USA, anche in Europa ci si sta attrezzando.
Per evitare riprese occulte, potrebbe esser imposto ai costruttori il montaggio di un led che si accende per avvertire quando sia in corso una registrazione.

mercoledì 5 ottobre 2016

Post it di Rubrus - Scerbanenco

Guardò l'uomo anziano, non molto anziano. non doveva avere ancora sessant'anni. 
G. Scerbanenco - I Milanesi ammazzano al sabato - Grazanti - 1969
Ok, diciamolo: oggi i sessantenni si infurierebbero a sentirsi definire "anziani", anche se non "molto". E poi l'Amanzio Barzaghi, il protagonista, di anni non ne ha ancora sessanta. Questo per dire che la narrativa popolare ci dice, sul proprio tempo, forse anche perchè gli autori non stanno lì a pensarci troppo sopra - o, se lo fanno, gli autori non gli permettono di scriverlo - un sacco di cose che la letteratura impegnata omette e fraintende.
Quel "non molto anziano" è senz'altro apparso spontaneo a Scerbanenco perchè per lui, e per gli italiani di 47 anni fa, era così. Per noi no, ma per loro sì, e se vogliamo capire come l'Italia è cambiata, ebbene è un dato da non trascurare.

lunedì 3 ottobre 2016

Crop Man - Rubrus - racconto

Era uno degli ultimi, ormai, ma non se ne stupiva.
La tipica ipocrisia umana. E la tipica ingratitudine.
Li avevano creati per far paura, no? Per questo esistevano.
Oh sì, c’erano un sacco di storie carine, su di loro. Ma in tutti quei racconti c’era un lato oscuro, inquietante. Non si percepiva facilmente, ma non era impossibile coglierlo. I diversi. I quasi umani. Per certi versi, un’imperfetta creazione degli uomini che, in qualunque momento, avrebbe potuto chiedere ragione, ai creatori, della propria deformità. Più o meno come – a quanto pareva – gli uomini facevano con Dio.