lunedì 3 ottobre 2016

Crop Man - Rubrus - racconto

Era uno degli ultimi, ormai, ma non se ne stupiva.
La tipica ipocrisia umana. E la tipica ingratitudine.
Li avevano creati per far paura, no? Per questo esistevano.
Oh sì, c’erano un sacco di storie carine, su di loro. Ma in tutti quei racconti c’era un lato oscuro, inquietante. Non si percepiva facilmente, ma non era impossibile coglierlo. I diversi. I quasi umani. Per certi versi, un’imperfetta creazione degli uomini che, in qualunque momento, avrebbe potuto chiedere ragione, ai creatori, della propria deformità. Più o meno come – a quanto pareva – gli uomini facevano con Dio.

Ma forse stava filosofeggiando a vuoto. Era comprensibile e, del resto, quale rappresentante di un popolo in via di estinzione, ne aveva anche il diritto.
Senz’altro aveva tutto il diritto di non essere smembrato e disperso ai quattro angoli del campo o, peggio ancora, in qualche discarica puzzolente.
Lui e quelli come lui erano stati utili, nel corso dei secoli.
Prima dei cannoni ad aria compressa, degli antiparassitari, degli anticrittogamici, degli additivi chimici, degli OGM...
Ma forse no.
Forse era giusto che anche la sua razza sparisse, così come erano spariti tanti uccelli nel corso degli anni e come un giorno, magari non troppo lontano, sarebbero spariti anche gli uomini.
Dopotutto, in un futuro remoto, sarebbe scomparso anche il sole che, adesso, stava tramontando all’estremo opposto del campo.
Eppure sentiva di dover lasciare una traccia, un segno, anche senza sapere bene per chi o per cosa.
Si mosse tra le spighe, consapevole che, tra le ombre, sarebbe sembrato un contadino attardatosi nel podere.
Probabile che fosse una preoccupazione inutile dato che, a quanto pareva, la gente aveva perso la facoltà di scorgere le cose che possono muoversi tra la luce e l’ombra, tra il vero ed il sogno, tra il domani e l’addio…
Meglio essere prudenti, comunque.

E, guardingo, lo spaventapasseri cominciò a tracciare i suoi cerchi nel grano. 

Dalla raccolta "Offlighthings" - Ed. Lillibook.

7 commenti:

  1. Ecco svelato il mistero dei cerchi nel grano !
    Un racconto che fa riflettere tra il fantastico e la spietata realtà.Noi che ora cerchiamo assurdi esseri animati per la strada cercando di dare un senso alla stupidità! Bel racconto .

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  2. Gli spaventapasseri hanno ispirato schiere di scrittori e sceneggiatori. Anche nella tradizione popolare sono dei simboli inquietanti. Mi domando cosa faranno quando non ci saranno più campi di grano. Relegati negli orti fanno proprio pena, sono sprecati.

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  3. Franco... mi stai dicendo che volevi un racconto horror? (eheheheh).
    In realtà il racconto è nato tutto attorno al gioco di parole "crop man - crop circle" e c'era dentro già un po' tutto, l'idea della scomparsa di un mondo, oltre che di un sistema di produzione, allargata all'idea della scomparsa di un identità e collegata all'idea di lascito, di testimonianza, che poi ha portato dritto dritto all'idea dei cerchi nel grano. A proposito. Se parla molto meno, il che, secondo me, la dice lunga sulla loro origine, ma qualcuno compare ancora. In Italia, l'ultimo è apparso a Vanzaghello. Come al solito, la loro causa è stata attribuita un po' a tutto (quindi perchè non agli spaventapasseri, a questo punto?), dagli alieni alle apparizioni mariane. Nel dubbio, il proprietario del campo è andato dai carabinieri. Vorrà dire che si presenterà un alieno, un angelo, o qualunque altra cosa, tanto per cominciare gli chiederanno i documenti. E' un metodo che condivido.

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  4. Eh, sì.
    Anche gli umani ambiscono lasciare un segno del loro passaggio su questa Terra.
    E scrivono, scrivono, scrivono per la gioia degli studiosi alieni prossimi venturi...
    Il raccontino, per interposta immagine, mostra chiari segni apologici.
    O forse no...
    SIDDHARTA

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  5. Risposte
    1. Grazie dell'attenzione.
      Ma tu, che sei ben addentro nelle segrete cose, potresti darmi una risposta chiara?
      Ma i cerchi nel grano sono o no opera dell'uomo?
      Se sì, si tratta certamente di artisti.
      Non mi son potuto ancora dare un responso...
      Sid

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  6. Molti senza dubbio sono opera dell'uomo, anzi, alcuni studiosi, tra i quali quelli del CICAP, li hanno riprodotti. Alcune persone, poi, hanno confessato di esserne gli autori. Ciò nonostante da più parti insistono per affermarne l'origine misteriosa, specie aliena. Naturalmente la rete, moltiplicando le opinioni, e attribuendo alle panzane più colossali la stessa dignità delle prove sperimentali, impedisce che si raggiunga un'idea chiara e distinta. Per una prima sommaria informazione v. qui https://it.wikipedia.org/wiki/Cerchi_nel_grano

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