giovedì 6 ottobre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/42 - Siddharta

A – Convinzioni.
Ero convinto di cambiare il mondo.
In meglio.
Invece il mondo ha cambiato me.
In peggio.

B – Ancora sulla realtà aumentata.
Tempi duri per i gadget elettronici di realtà aumentata ( Google Glass e compagnia ).
Secondo i Garanti di varie Nazioni, violerebbero la privacy di chi s’aggira all’intorno, registrando in video i passanti inconsapevoli.
Già banditi in varie località USA, anche in Europa ci si sta attrezzando.
Per evitare riprese occulte, potrebbe esser imposto ai costruttori il montaggio di un led che si accende per avvertire quando sia in corso una registrazione.

C – Un po’ di anatomia.
La corteccia cerebrale è l’organo più prezioso che abbiamo e caratterizza solo i mammiferi.
Nell’uomo è un mantello grigio che racchiude il cervello, di estesa superficie che se ben stirata dispiegherebbe un’ampiezza di un metro per due.
E’ raggrinzita in circonvoluzioni, solchi e avvallamenti.
Comprende aree con specifiche funzioni: visiva, uditiva, olfattiva, sensoriale, motoria, del linguaggio, ecc.
Vanta una fronte esterna ossea a contenimento, epperò inutilmente spaziosa nella maggioranza degli umani…

SIDDHARTA
5.10.2016

11 commenti:

  1. B) Inventeranno i paraocchi anche per i Google Glass :-)

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  2. Anch'io ero convinta di cambiare il mondo,certe fantasie adolescenziali sono comuni a molti per non dire a tutti. Ora non so se il mondo mi ha cambiato ma notevoli sono i cambiamenti a cui ho assistito . Ora non sto ad elencarli, sappiamo tutti quali sono ma una certezza mi rode: l'insieme dell'umanità ha cambiato il pianeta a discapito di ogni singolo individuo .

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  3. Mi permetto di suggerire un app o un device di grande rilevanza sociale: quando uno usa il telefono alla guida di un veicolo, dall'apparecchio parte una scarica elettrica che ne rende impossibile l'uso. Credo che ci sarebbe qualche incidente (e anche qualche morto) in meno.

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  4. A) se non si pretende di cambiarlo si rimane com'è. Almeno alla fine il bilancio è in pareggio e non in perdita.

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    1. Non è il mondo che cambia, è l'esperienza della vita che cambia noi.
      Una volta ho scritto:
      "Vorrei tornare indietro nel tempo
      per ritrovare la gioia da un niente
      ma qualcosa è morto nel mondo
      … o dentro di me?

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    2. Invertendo l'ordine degli addendi, la somma non cambia...
      Sì, hai ragione.
      Le vicissitudini, condizionate dalla violenza del prossimo, ci cambiano.
      Purtroppo in peggio, a meno di non essere vaccinati a mò di mistici e votati al sacrificio estremo.
      Sid

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  5. Leggendo l'asserzione A- Convinzioni, mi viene in mente una tra le più belle canzoni di Adriano Celentano: " Ti penso e cambia il mondo". Ascoltatela, per me, è bellissima.


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  6. Carissimo Epi,
    come ho scritto precedentemente, "la bocca parla della pienezza del cuore", quest'ultimo è occupato dal mio amore per Dio, ma, soprattutto, nella meditazione del Suo Amore per me, miserevole e debole creatura, che cerca d'intravvederLo, in ogni accadimento o permissione, nell'esistenza propria ed altrui.
    A supporto della mia affermazione e fede, ti faccio notare che la Parola di Dio, non rientra in un lontano ed oscuro passato, ma permane nell'Eternità, perchè non ha principio e non ha fine.
    Difatti, Feuerbach, Oratio e Sartre, sono morti, sepolti e dimenticata è la loro scuola di "pensiero", mentre Dio, Colui che E', rimane per sempre, in un perenne presente, foss'anche fra tremila anni.
    "Il cielo e la terra passeranno, ma le Mie Parole non passeranno" (Mt. 24,35).
    Questa è la mia cultura.

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    1. Forse stiamo parlando della stessa cosa ma con concetti diversi.
      Le parole di Dio non passeranno, dici; ma anche quelle dei nostri maggiori da migliaia di anni rifulgono intatte e lo saranno per sempre.
      E questo ben prima di Cristo.
      Prova ne è che i nostri maîtres à penser continuano a richiamarle come stile e regola di vita ( il Manuale di Epitteto era studiato fin nei monasteri ).
      In verità non vedo la differenza tra l'uomo laico e probo e quello religioso e santo.
      Entrambi seguono la virtù del vivere, riassumibile tutta in un solo imperio: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.
      Il diritto romano riassumeva in tre precetti: honeste vivere, alterum non ledere, suum cuique tribuere.
      Il cristianesimo ebraico si diffonde in ben dieci comandamenti: tutto inutile, basta quell'uno in epigrafe citato.
      Tutto questo per dire che l'uomo santo non necessita della parola di Dio, ma gli basta il freno della coscienza.
      Ma questa coscienza si racchiude tutta nella nostra mente, stemperandosi alla fine nella natura da cui tutto proviene ed alla quale tutto ritorna.
      Il concetto di immortalità dell'anima è stato la carta vincente dell'ebraismo cristiano, illudendo le masse su una resurrezione post mortem, a catarsi del passato.
      Ma dimenticando in pratica i due motori essenziali delle
      Chiese: l'amore e la misericordia.
      Ce lo ricorda il vescovo Milingo, ridotto allo stato laicale perchè non in linea con la curia di Roma.
      Sid

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  7. Mi definisci il concetto di "honeste?" quello di "laesio" ancora ancora (ma anche lì, se scendiamo nel dettaglio possiamo avere delle sorprese), ma quello di "honeste" è talmente vago che un uomo "onesto" della Roma repubblicana non aveva problemi, per esempio, a possedere schiavi, a maltrattare i parenti, se era un pater familias, ad andare a letto con minorenni ecc. La morale del tempo lo considerava normale.
    Quanto al terzo aforisma gaiano, va bene per la parte esecutiva della giustizia, ma nulla ci dice circa il cosa è "suo" e cosa è "mio". Del resto, considerare giusto dare a qualcuno qualcosa che è di un altro mi avrebbe sorpreso un po'.

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    1. I tre brocardi giuridici , a fondamento del diritto antico e moderno, campeggiano tuttora sul frontone squadrato del palazzo del tribunale di Milano.
      Segno della loro chiarezza esplicativa.
      Se poi vogliamo sottilizzare, ridicolo sarebbe pure il sentenzioso < La legge è uguale per tutti > nelle nostre aule di giustizia.
      In una società ( ovunque e da sempre ) dove è noto che la legge di applica ai nemici e si interpreta per gli amici.
      Sid

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