giovedì 20 ottobre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/47 - Siddharta

A – Quadro d’insieme.
Da più parti ci si è chiesto se Epitteto sia uno strizzacervelli.
Certo che sì.
Tanto che nel tempo libero s’è divertito a tracciare una cartella clinica per ciascun lettore/autore della rete in suo contatto, compresa un’altra strizzacervelli fuori di testa che imperversa nei social.
Assicuro che il risultato del quadro d’insieme è stato devastante…

B – Precisazioni.
Io sono contattato in web per esprimere giudizi ed opinioni, non per fare del gratuito inutile pietismo.

C – Maschilismo.
Dalla prima lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi [11,3]:
"Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio.
Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo… L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo…
E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza… 
Grrr…

SIDDHARTA

19.10.2016

14 commenti:

  1. Su C-:
    Errata corrige: ... della sua dipendenza... >.
    Sid

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  2. A) Quindi ti sei divertito a compilare cartelle cliniche sul nostro conto? Hai analizzato il nostro comportamento, letto tra le righe, frugato nei nostri pensieri reconditi, tracciato il nostro profilo psicologico... e tutto questo stando comodamente seduto in poltrona e davanti allo schermo di casa tua?
    Ah be', allora sei proprio uno strizzacervelli, non ci sono dubbi.

    B) Ma non mi dire? Prima ti chiedono espressamente di commentare le loro opere e di rendere pubblico il tuo giudizio? E poi si arrabbiano se avanzi delle critiche?
    Ma dai... non ci posso credere. La gente è proprio strana.

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    1. E' incredibile la quantità di informazioni e stimoli
      anche subliminali che mi mandano i tanti scritti.
      Meglio del lettino, oggi comoda poltrona dallo psicoterapeuta.
      Basta un semplice < la > mio o altrui e vengo inondato da una marea comunicativa espressa, sottesa o sottaciuta.
      Un vero panorama interiore spedito in ascolto, una valvola di sfogo alle repressioni di chi si confessa inconsciamente o volontariamente.
      Financo un grido d'aiuto a soccorso.
      L'analista talvolta dev'essere necessariamente brutale nel richiamare alla realtà i dispersi nella nebbia mentale e della psiche.
      Sid







































































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  3. b) un commento sincero è sempre bello.

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    1. Già, ma non è da tutti mantenere l'obiettività di giudizio a fronte delle critiche anche se sacrosante.
      Spesso mi par di < palpeggiare > la schiuma di rabbia e lo spirito di vendetta di taluni.
      Sid

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  4. a) Con tutta la buona volontà, ma proprio non riesco a crederti.

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    1. Dimmi almeno che sono verosimile...
      Perchè secondo Ennio Flaiano ( La valigia delle Indie - 1966 )il verosimile è più convincente del vero, ed il vero per potersi affermare deve diventare verosimile.
      Un abbraccio fraterno, Sid.

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  5. La stessa cosa la diceva John Ford: "Quando la realtà incontra la leggenda, vince sempre la leggenda" e, secondo me, entrambi avevano ragione. Battute a parte, non puoi dire che fai lo psicologo e che hai frequentato le pandette e/o hai avuto dipendenti che giuravano qualcosa alla pubblica amministrazione quando medici e affini prestano un altro giuramento. La verosimiglianza, a differenza della realtà, che spesso è confusa, esige il rispetto del principio di non contraddizione e tutto quello che dici o scrivi può essere usato contro di te per verificare se lo rispetti. E' però vero che la rete viene usata spessissimo più o meno come lo specchio di Biancaneve, cioè per sentirsi dire che si è i più belli del reame... o che si è e basta (per la serie: bene o male, purché se ne parli), e quindi è molto verosimile che ti si creda ciò che non sei, se quanto dici soddisfa quel "bisogno di essere" che alberga, a volte fino a occupare tutte le stanze, in ogni utente.

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    1. PS: un abbraccio fraterno a te.

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    2. Invero nemmeno io riesco a spiegarmi come abbia potuto fare nella vita tante cose diverse, commettendo così tanti errori.
      Laddove di vite ce ne sarebbero volute almeno tre.
      Comunque ecco un elenco semplificativo e non tassativo di quel che ho fatto.
      A.U.C., venditore di automobili, insegnante, diplomatico fallito ( affossato dai figli di papà dalla erre blesa ), sindacalista ( per tre anni tenni in ostaggio la città politica fino a quando non mi comprarono ), portaborse, dirigente di un istituto geriatrico e di un istituto neuro femminile, dirigente di reparti pubblici ( in un caso con oltre 650 dipendenti ),cancelliere capo di tribunale, ecc.
      Un paio di scacciosi politici tuttora abbarbicati in Parlamento ancora mi ricordano con antipatia...
      Ah, feci anche della giurisprudenza tributaria accolta in quel di Roma.
      Che vuoi, la vita riserba sempre delle sorprese...
      Sid

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    3. P.S.: Ah, dimenticavo.
      So maneggiare con una certa perizia sabbia, cemento, calce, livella a bolla e ad acqua, ecc.
      Ho elevato tramezze a regola d'arte, con rifinitura a civile.
      Costruito muri e piastrellato interi pavimenti di appartamenti.
      Solo recentemente ho regalato al mio vicino la betoniera, demolitore e attrezzi vari: ormai l'età m'ha fatto da impedimento.
      Da qualche anno mi sono riciclato locatore, tanto per non farmi mancare niente...
      Sid

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    4. Infine, col fine di annoiarti, ho anche una certa attitudine pittorica ( astratta, però ).
      Casa mia sembra la Cappella Sistina, che a taluni piace.
      Sid

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  6. Oh.. ma tutto questo non rende plausibile l'esercizio della professione medica, quale appunto quella di psichiatra o psicologo, che credo richiedano anche l'internato, insieme a quella amministrativa (peraltro la qualifica di dirigente sanitario può essere ricoperta anche da chi non ha la laurea in medicina) o giurisdizionale.
    Tutto qui.

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    1. Ohibò, < è inutile mettere le brache al mondo >.
      Qualcosa di imponderabile sfugge sempre e non è catalogabile.
      Sid

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