mercoledì 19 ottobre 2016

Pietro Zurlo - Racconti di vita vissuta - Gli esordi

LA SCUOLA DELLA VITA

(Memorandum dell’arruolato nelle forze dell’Ordine)

Ecco qua, sei arruolato: un po’ per i tuoi meriti (pochi), il resto con spinte, spintarelle od il classico dei calcioni dal di dietro che è servito per farti superare qualche passaggio stretto che da solo non avresti potuto superare. Sei entrato in un reparto d’istruzione (G.di F. – Carabinieri – Polizia od altro). Lasci alle tue spalle gli agi della vita, la casa, il tuo lettino, la stanza tappezzata con le foto dei tuoi idoli, i tuoi trastulli: stereo, televisore con telecomando, giochini al computer, gli incontri con i tuoi amici, la tua ragazza del momento e più di tutto, esci fuori da sotto le sottane di tua madre, dalle sue premure, le sue assillanti raccomandazioni, le sue carezze, le sue tenerezze, e i suoi...bacetti.


Lasci tutto questo, dall’oggi al domani. Al posto della mamma e quello che credevi un padre duro, troverai “l’Istruttore” che per mesi ti farà da madre e da padre, dandoti quegli insegnamenti che nulla hanno a che vedere con quelli impartiti dai tuoi genitori, insegnamenti da eseguire alla lettera e senza obiezione. Egli è l’Istruttore che non gli importa un fico secco di sapere chi sei, come hai vissuto gli anni che hai sprecato della tua vita, per lui sei nulla, poco più che niente, non conti niente. Magari, fra la ristretta cerchia dei tuoi amici sarai stato il capo riconosciuto, forte, intelligente, capace…d’avanti a lui, “l’Istruttore” , sei un imbranato, un coglione! Sono i momenti della cruda realtà, quei momenti dai quali ti vien voglia di mollare tutto, consapevole che quella vita non può essere la tua vita, che non ce la puoi fare; è il momento dei deboli, degli incapaci, degli indecisi, degli inetti, di coloro che nella vita non riusciranno mai a niente, poiché abituati ad arrendersi al primo intoppo, alla prima difficoltà.
L’Istruttore!!! – Colui che ti umilia d’avanti a tutti, che ti offende, che butta giù i tuoi castelli in aria, fatti di carta, privi di fondamento; colui che ti guarda con l’occhio di chi è avvezzo a riconoscere ed esaltare il tuo temperamento, a far uscire fuori l’uomo nascosto che è in te, esaltando e sferzando il tuo orgoglio, sforzandolo affinché venga fuori il meglio di te stesso, quelle famose “palle” che sono il meglio dell’uomo! Niente piagnistei, niente lamentele! – Se la mattina ti butta giù dal letto in pieno sonno tirandoti di dosso le coperte e chiamandoti coglione. In quel momento tu pensi a tuo padre talmente potente e forte che con le sue amicizie potrebbe farti destinare ad una vita migliore, più comoda, a non subire niente di quello che stai subendo per la prima volta, vorresti piangere e lamentarti da lui. Ma solo il debole fa tutto questo, il vero uomo sopporta con dignità e decoro tutte le avversità, le angherie, gli scherzi dei commilitoni, le umiliazioni della vita dura che è il reparto di istruzione.
Intanto, i giorni passano, si susseguono, superi il primo impatto con un nuovo mondo, scopri il cameratismo, nuovi amici, nuove conoscenze, nuovi modi di conoscere la vita, paragonandola e confrontandola con la tua. Da che eri un ragazzo schivo ed indifferente delle cose che ti circondavano, ora hai lo stimolo di fare meglio le tue opere, di riuscire, c’è la competitività, stai lottando con te stesso alla pari con gli altri, quelli che come te hanno lasciato alle proprie spalle le stesse cose che ai lasciato tu, sei partito alla pari come tutti, contando solo sulla tua capacità, senza avere nessun vantaggio, se non quello che come te hanno avuto gli altri, quello di entrare con spinte, spintarelle e calcioni a far parte di un nuovo mondo, quello degli uomini!
Per chi ha imparato la lezione, per chi ha saputo soffrire, verranno i giorni che sarà ripagato di tutto quel patire. Ma non tutto finisce con quei pochi mesi di istruzione, qualcuno ha detto: “Gli esami nella vita non finiscono mai” – anche per te è la stessa cosa, il corso di istruzione ha fatto in modo che quello che c’era di buono in te è venuto fuori, ma d’ora in avanti sarai solo a gestirti. Se sei serio, se continui gli studi, se ti prepari ad affrontare la gente e saperla capire, compenetrarti nei loro bisogni, nelle loro tribolazioni, sarai all’altezza di ogni situazione. Invece se pensi che dalla vita hai ottenuto il famoso stipendio per campare e che il resto della vita non conta nulla, commetti un grosso sbaglio, sarai e resterai per sempre un piccolo uomo, una pedina che gli altri sposteranno a loro piacimento. Ricordati che non si vive di solo pane, che il valore della dignità, il decoro, l’onorabilità e l’onestà non hanno prezzo.
E ricordati un’altra cosa: non si diventa uomini solo nei reparti d’istruzione come quello che tu hai frequentato con sufficienza, ci sono altre scuole di vita e sono quelle della strada, degli espedienti, della fame, di tutte le situazioni balorde di questo mondo e, se non ti compenetri nei sentimenti della gente, se non la capisci, non sarai mai un uomo degno di rispetto, uno a cui fare onore alla divisa che indossi, uno che rappresenta la legge, l’ordine costituito, la fiducia che il cittadino indifeso ripone in te. Con gli anni, capirai, che il benessere, i soldi, il lusso, magari ottenuti con la corruzione, il non fare il proprio dovere, sono poca cosa di fronte alla lealtà, il decoro, il rispetto della gente, quel poter camminare a testa alta, consapevole che sei un uomo vero, senza macchia e senza peccato, un uomo degno di stima, di fede, un galantuomo, un vero uomo!
Chi vi dice questo è uno che come voi è già passato e superato quella scuola di vita, del reparto d’istruzione prima, e dei reparti operativi dopo, ed ora, a distanza di anni ne capisce tutto il significato, ne apprezza gli insegnamenti e, si può ben permettere di dare alcuni consigli pratici, scaturiti da una vita vissuta.
Chi si ferma è perduto ha detto qualcun altro; ed è vero, bisogna studiare, approfondire le varie tematiche, studiare, studiare e sempre studiare, essere all’altezza della situazione. Ricordate che avrete a che fare con gente abile, scaltra, che aguzza l’ingegno per far fronte alla giungla di leggi, leggine, decreti ed altro che fanno parte del nostro modo di vivere, surclassati da carte, documenti e balzelli vari, che sono il pane quotidiano degli avvocati, i quali riescono a smontare tutto quello che di bello hai cercato di fare. Per ovviare a questo, bisogna specializzarsi nelle materie che di volta in volta si è chiamati a svolgere nei reparti di servizio e, per fare ciò, non bastano le ore di servizio effettivo, io per esempio, ero uno di quelli che il lavoro lo sbrigava a casa propria, approfondendo le cose con calma, le analizzavo, chiedevo, mi informavo ed i risultati ottenuti, mi ripagavano col il rispetto della gente, dei colleghi, la stima dei superiori, che avevano in me un pilastro su cui contare, sul quale poter edificare delle basi solide, avere la soddisfazione di essere additato quale esempio, infine, essere schivo da medaglie, encomi e cose varie, che il più delle volte vanno agli adulatori, ai ruffiani e a quelle persone che si mettono in mostra e che vivono per queste cose, ma se pure verranno, siano le benvenute, poiché meritate.
Pietro ZURLO

4 commenti:

  1. Eh già! Come scrisse il grande Edoardo gli esami non finiscono mai...e l'inizio di ogni attività , se fatto seriamente , è sempre duro. Nel corpo di un arma deve essere tosto per forza di cose, è da uomini duri. Leggendo questo memorandum mi sono balzate alla mente alcune scene di un film sull'addestramento dei marins, una vita dura davvero con regole ferree necessarie per trasformare il giovane reclutato in un eccellente militare.

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  2. Anch'io ne so qualcosa avendo fatto il militare.
    Poi però non proseguii nella carriera avendo già un lavoro da civile.
    Il mio sergente di ferro era un sardo, duro come una roccia.
    Mi ha insegnato che per poter bene comandare bisogna prima imparare ad obbedire.
    Nel racconto manca però il giuramento: non una vuota formula, ma un solenne impegno morale a difendere la Patria osservandone le leggi.
    Un patto di fedeltà che non può essere rotto per tutta la vita.
    Ai miei dipendenti pubblici, quando s'apprestavano a giurare, sottolineavo l'importanza assoluta della fede giurata, oltre ogni cosa nella vita: non hanno mai tradito nè me nè lo Stato, in forza di quella luce particolare che s'accendeva nel profondo dei loro occhi.
    Ecco, direi che ciò che differenzia il pubblico dal privato sia proprio il giuramento per sempre a rispetto e difesa delle leggi.
    Bravo don Pietro, le tue parole ed esempio rafforzano l'animo, malgrado il male che talune mele marce possano fare.
    SIDDHARTA

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  3. *Pietro Zurlo: Beh...forse prima era senz'altro così...ma adesso, quel giuramento di fede è finito nel dimenticatoio...per non dire in altre cose maleodoranti!!! Ma, grazie mille per il tuo commento!

    **Epitteto Eubulide:
    No, non è cosi.
    Per gli onesti il giuramento pubblico impegna per tutta la vita.

    SID









    Epitteto Eubulide No, il giuramento pubblico per gli onesti impegna tutta la vita.

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  4. Be' penso che ai tuoi tempi i computer d cui si parla all'inizio del pezzo non ci fossero, ma al di là di questo il senso del rapporto è chiaro. La verità è che le avversità vengono a cercare tutti, prima o poi, quindi, benchè una certa elegia della disciplina sia un po' stucchevole, un adeguata preparazione non può che giovare e non c'è preparazione adeguata senza fatica, direi anche senza un po' di sana competizione e messa alla prova. Per questo, tempo fa, dubitavo di certe scuole dove la libertà dell'allievo è massima, non ci sono voti o compiti a casa ecc. Finchè stai all'interno della scuola potrebbe anche funzionare, ma fuori qualcuno che ti dà i voti, in modo o nell'altro, o che ti fa fare i compiti a casa, lo trovi. E se è la prima volta che ti succede e non sei preparato da esperienza anche sgradevoli, ma compiute in ambiente controllato, può essere molto dura.

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