giovedì 3 novembre 2016

Emanuele Properzi - TERREMOTO A CASA MIA


Emanuele Properzi
Porto Sant'Elpidio
31/10/2016

Io abito in un paese nelle Marche che si chiama Porto Sant'Elpidio.
A 100 metri esatti dal mare.
A 60 km circa dall'epicentro della scossa tellurica più forte degli ultimi 40 anni in Italia.
Dicono che i terremoti, nei luoghi in prossimità del mare smussino di tanto la loro energia, anche se, giusto per restare a due passi da dove vivo, nel 1972 un terremoto in Ancona, città sul mare, distrusse tutto...
Ieri mattina la mia casa ha subito una scossa spaventosa.
Gli sportelli degli armadi si sono spalancati, in giardino sul dondolo sembravano esserci fantasmi a ondularsi.
Il pavimento della mia casa era un surf.
Le urla di mia moglie, della mia bimba, dei vicini, quei 40, 50 secondi che non smettevano più di contarsi...

Ecco, vado subito al punto, per riuscire a vivere in una zona soggetta a terremoto ho imparato in questi anni che bisogna solo illudersi delle proprie convinzioni, errate, ma non importa.
Ti assicuro che anche “al mare” i terremoti si sentono...
Non abbiamo avuto distruzioni, ma qualcosa ieri è crollato nelle nostre convinzioni.
Eppure, nel camping Holiday attiguo alla mia casa, ieri sono arrivati oltre 400 sfollati.
Uno di questi, si chiama Franco, vive ad Ussita, una cittadina splendida - dove ho passato le mie estate d'infanzia - e che ora non c'è più.
Non c'è più.
Franco mi ha detto ieri che la sua vita è distrutta, ha perso la sua casa e l'attività commerciale.
Però è vivo e qua si sente al sicuro.
Ovviamente, nella mia mente, quando lo ascoltavo, avevo una opinione diversa.
Avrei voluti dirgli che anche qua, Franco, NON siamo al sicuro.
Ma come avrei potuto dirglielo?
Sono le convinzioni errate che ci aiutano a sopportare ciò che non possiamo controllare.
E allora ho rassicurato Franco che qua non crollerà nulla, perché il mare, tranne che non inneschi un maremoto, è nostro amico.
Dopo aver salutato Franco, è arrivata la notte e sono tornato a casa con la mia famiglia.
Ho lasciato le tapparelle aperte per velocizzare l'evacuazione in caso di scossa.
Ho liberato le vie d'uscita da eventuali ostacoli.
Siamo in attesa della doppietta, prevista da Giampaolo Giuliani, uno studioso che non lo ascolta nessuno ma che aveva previsto l'Aquila e la scossa di 2 gg fa.
Ho così dato un bacio alla bimba e mia moglie che hanno dormito in una camera vicino alla mia.
Mi sono poi sdraiato a letto a guardare il soffitto, senza nemmeno lontanamente avvicinarmi a qualcosa che assomigliasse al sonno.
I pensieri riverberavano nella mia testa come spermatozoi impazziti, provvidi di conclusioni inconcludenti.
Ciononostante una consapevolezza è affiorata nitida più che mai, mentre ogni tanto durante la notte si percepivano scosse non fortissime, ma continue e di varia entità.
Viviamo tutti dentro una bolla di sapone, fatta di distorsioni, manipolazioni e di rimbecillimento collettivo.
Capire come stanno veramente le cose a volte è banale, ma il percorso che dobbiamo seguire per raggiungere questa verità, è così condizionato, che andiamo sempre a finire in uno spazio grigio, in cui non vediamo né la luce né il buio.
A parte queste menate psicotiche, stamane, con due occhiaie da panda, esco a fare due passi, dopo essermi assicurato che mia moglie e la bimba fossero uscite da casa.
Vado al bar Paradise, di fronte all'Holiday, e incontro di nuovo Franco.
Gli stringo la mano e gli dico se posso offrirgli la colazione.
Lui accetta e poi gli chiedo se ha dormito bene.
Lui mi guarda e - bestemmiando - mi dice che ha capito che anche qua non è al sicuro, perché ha sentito le scosse per tutta la notte.
E' disperato.
Non sa cosa fare per ricominciare.
Vorrebbe tornare a casa a riprendere le sue cose, ma ciò non è possibile...
Purtroppo questa è la disperazione comune di ogni terremoto...
Col tempo andrà a scemare, sperando che non ci sia distruzione più grande di quanto già avvenuto.
A te che mi leggi perché hai effettuato l'iscrizione al mio sito vorrei lasciarti con un pensiero.
Il ricordo di paesi meravigliosi, vere e proprie perle appenniniche che non ci sono più.
Amtarice, Arquata, Castelsant'Angelo, Norcia, Visso, Ussita ecc..
Non ci sono più.
Visitarle era una esperienza indimenticabile.
Avresti incontrato persone di un'accoglienza e umanità uniche.
Una gastronomia favolosa, dei paesaggi incantevoli, un patrimonio artistico non così noto come in altre città, ma assolutamente di primo rilievo.
Oltre alle vite umane, abbiamo perso tutto questo, per sempre.
E questo pensiero che vorrei che facessi.
E, dimenticando le bestemmie di Franco, magari una preghiera per queste anime colpite non farebbe male.
Sarebbe poi fantastico, tu che sai scrivere, se scrivessi un post sui social network in ricordo di questi posti incantevoli che non ci sono più.
Ho salutato da poco Franco e, dopo aver scritto questa email di getto, mi sto apprestando ad andare a pranzo.
Vedo così il profilo del corpo di mia moglie.

Con la sua pancia che cresce di settimana e in settimana e quel maschietto che lì dentro sbraita e non vede l'ora di venire tra noi, in questo mondo così complicato... in questa vita così magnifica.

Un abbraccio
Emanuele

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11 commenti:

  1. Purtroppo sì, a noi che viviamo sulla costa non lontano dal centro del sisma, dopo le ultime scosse sono crollate alcune nostre convinzioni. Dopo quello che ho visto, vivere qui non sarà più la stessa cosa. Ce ne faremo una ragione, per forza, non si può fare altro.

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  2. C'è un'unica parola che mi viene da pronunciare in questi momenti drammatici: "Coraggio". Bisogna trovare la forza d'animo di sopportare le avversità e andare avanti; non bisogna rinunciare, rinunciare significherebbe perdere ogni speranza. I nostri antenati questo coraggio lo hanno dimostrato ricostruendo, e ci hanno consegnato le magnifiche cose di cui fino a ieri abbiamo goduto. Oggi tocca a voi, a noi, proseguire su quel cammino, con la speranza di consegnare al futuro qualcosa di altrettanto bello, ma meno fragile se possibile. Coraggio dunque.

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  3. Non so cosa rispondere.A pochi km da me è solo distruzione e qui sul mare balliamo tutte le scosse di questo terremoto. Perché ad ogni scossa ti chiedi sempre quanto durerà, se l'epicentro è ancora là , nel cuore martoriato...poi vieni a sapere che il sisma è più vicino e lo vedi rappresentato da stelline.Fra un po' , penserai che non basterà più neanche il mare a contenere le onde della terra e che resterà per sempre , per un lunghissimo sempre, il ricordo di una terra meravigliosa e semplice.Qualcuno , da noi , ancora dorme fuori dalle case per paura di scosse ancora più forti ed annunciate, io confido in Dio e nella terra buona che un giorno ci promise. Ciao Emanuele .

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  4. Sono molto perplesso e non lo nascondo.
    Sid

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    1. Sei perplesso?
      Cosa non ti convince? Posso sapere che cosa ti turba?

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    2. Sono in overdose comunicativa: mass media in fibrillazione, raccolte di solidarietà misteriose in successione ravvicinata, il Governo con il suo < non vi lascerò soli > pensando ad un prelievo forzoso sui redditi dei cittadini, il papa che non interrompe la calendarizzazione diplomatica, il referendum in competizione col terremoto, il sì e il no agli immigrati dopo il sommovimento tellurico, la tempestività degli articolisti d'occasione ( bellissimo su tutto il < mi sto apprestando ad andare a pranzo > come moratoria al dramma degli eventi ), ecc. ecc.
      Sono vecchio e l'incalzare partecipativo mi frastorna
      alquanto. Tutta roba già sentita e presto dimenticata...
      Sid

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    3. Credo, Sid, che non bisogni guardare solo alle presentazioni fatte ad effetto dai media, speculative e deleterie. Il terremoto che ha distrutto queste località centrali credo sia una dramma che ha ferito tutti, proprio per l'estensione e la forza col quale si è presentato. Sono luoghi che ci richiamano alla nostra cultura spirituale, per non dire cattolica, e le loro tradizioni e i loro monumenti medioevali avrebbero dovuto ricordarci solo pace e serenità. E' una parte di noi che va recuperata.

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  5. Solo per correttezza nei confronti dell’autore di questa lettera aperta, voglio precisare che la mail mi era arrivata in forma privata. Io questo signore non lo conosco personalmente, ricevo la sua posta perché sono uno dei tanti iscritti alla sua Newsletter. La decisione di farne un post è stata mia, e me ne assumo la paternità. Il testo, in effetti, al di là di ciò che possano pensare i soliti benpensanti, esprime molto bene il mio stato d’animo e credo che interpreti anche il pensiero di tutti coloro che abitano sulla costa Abruzzo/Marchigiana. Inoltre ci tengo a dire che non ho nessuna intenzione di promuovere collette e raccolte di fondi per i terremotati della zona; qui nessuno vi chiederà soldi e non si avanzano altre pretese di sorta. Non si pretende neppure la vostra comprensione, anzi, mi scuso con tutti per aver approfittato di queste pagine e di aver parlato di fatti e cose di carattere strettamente personale. E’ stato un attimo di debolezza.
    Detto questo non ho altro da aggiungere sull'argomento.

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    1. Penso che tu abbia fatto benissimo a rendere pubblica questa email Franco, tra l'altro molto bella per il taglio colloquiale . Mi ha colmato di pacata accettazione, perché pure io vivendo ai bordi di un dramma enorme e infinito provo le stesse emozioni elencate fa Emanuele che tra l'altro onon conoscevo. Non ho colto il minimo segno di una eventuale colletta , ma solo una grande partecipazione emotiva . Quell'apprestarsi ad andare a pranzo è un messaggio di continuità e calore umano , splendido il mettere a fuoco il profilo della propria ! moglie. La vita continua . Stanotte non si è ballato, qualcuno sotto casa mia ancora dorme in roulotte. Io mi apprestò ad andare in ristorante a festeggiare con la mia famiglia i nostri meravigliosi 46 anni di matrimonio. La vita continua , grazie a Dio. Ciao a tutti����

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    2. Ho fatto alcuni errori di battitura, perdonate😁💚

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    3. Non ti preoccupare per gli errori. Felicitazioni...46 sono un bel traguardo, non c'è che dire. :-)

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