lunedì 7 novembre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/52 - Siddharta

A – Cose dell’altro mondo.

Nell’Ottocento e fino ai primi del Novecento le donne particolarmente versate nell’arte della pittura e della scultura non se la passavano molto bene nell’immaginario maschile.
In un mondo dichiaratamente fallocratico e misogino a quei tempi.
Per Gustave Moreau ( 1826-1898, precursore del simbolismo e surrealismo ) < La seria intrusione della donna nell’arte sarebbe un disastro senza rimedio.
Cosa succederà quando degli esseri dallo spirito tanto terra terra quanto può esserlo quello delle donne, creature sprovviste di un vero dono creativo, saranno libere di manifestare il loro orribile buon senso artistico? >.
Il critico letterario Octave Mirbeau ( 1848-1917 ), non potendo disconoscere il valore di certe artiste, appioppava alle loro opere giudizi maschilisti: < dotata al pari di uomo >, < arte maschia >, < carattere virile >, ecc.
Flaubert ( 1821-1880 ) nel Dictionnaire des idées reçues, alla voce < donna artista >, sentenziava: < …non può essere che una sgualdrina. Saccente >.


B - Follia pedagogica.
Come già detto altrove, ai tempi m’ero ficcato in testa di modellare mia moglie e mio figlio a mia immagine e somiglianza.
Fu un fallimento completo…
Epperò non sono stato il solo.
Almeno un illustre personaggio storico mi ha preceduto.
Si tratta di Thomas Day ( 1748-1789 ), scrittore e pensatore inglese, soggiogato dalla pedagogia del Rousseau.
Cominciò col cercare una moglie ideale da educare in modo severo, moralistico, spartano, modesto, paziente, laborioso, asservita alle sue volontà.
Naturalmente tutte le candidate prescelte se la diedero a gambe levate.
Allora tentò di applicare i suoi metodi educativi a due orfanelle adottate: Lucrezia di 11 anni e Sabrina di 12, isolandole in Francia.
In vista di farne delle mogli perfette.
In capo a un anno rinunciò a Lucrezia perché insofferente.
Concentrandosi su Sabrina, il sadico la sottopose a cure draconiane: per renderla forte di corpo e di mente, la immergeva vestita nell’acqua fredda, facendola poi asciugare all’aria aperta; le versava gocce di cera bollente sulle braccia e le spalle; la prese addirittura a pistolettate, evitando di colpirla….
Discutendone poi i risultati con i malpensanti della buona società, che non ebbero mai nulla da ridire!
Va da sé che anche Sabrina ad un certo punto ne ebbe abbastanza e si ribellò, filandosela ( tra l’altro si sposò, ebbe due figli, fondò una scuola, vedova visse 86 anni ).
Il nostro alla fine convolò a nozze con un’ereditiera rinunciando alle sue pretese moralizzatrici esasperate, pur vivendo entrambi in modo austero…

C – Il barboncino Atma.
Arthur Schopenahuer ( 1788- 1860 ), filosofo tedesco misantropo, misogino e pessimista per eccellenza era un appassionato animalista.
S’accompagnava sempre ad un barboncino, un bellissimo spagnolo bianco, battezzato Atma ( anima del mondo ), ma chiamato Brahaman nelle occasioni ufficiali.
Mutuando dal sanscrito della filosofia induista.
Non se ne separava mai.
Quando nel 1849 Atma morì, ne prese subito un altro della stessa razza da un canile di Francoforte.
( P.S.: della serie < l’amico degli animali > di Epitteto ).

Epitteto Eubulide
04/11/2016 


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