lunedì 21 novembre 2016

Pensieri Cinici Quotidiani 2016/55 - Siddharta

A – Anniversario.
Ricorre quest’anno il centesimo anniversario della morte dello scienziato russo
Elie Metchnikoff ( 1845-1916 ), padre fondatore dell’immunologia moderna, che gli valse il Nobèl per la medicina nel 1908.
Contro l’allora imperante dottrina degli anticorpi immunitari, scoprì l’esistenza dei fagociti, cioè di cellule a difesa del sistema immunitario capaci di mangiare i patogeni.
Le successive ricerche scientifiche contemporanee hanno però posto in luce anche l’esistenza di talune di queste cellule < poliziotte > corrotte: cioè di fagociti che invece di aggredire gli agenti infettivi diventano essi stessi patogeni, sopprimendo le risposte immunitarie protettive.
All’animaccia, non si può mai stare in pace un momento…

B – Tradimento.
La fiducia è un atteggiamento di abbandono alle premure ed attenzioni del prossimo.
Gioca un ruolo importante nella reciprocità dei rapporti letterari, ove ciascuno investe sulla sensibilità ed affinità dell’altro.
Concedere un’amicizia virtuale significa mettere in gioco l’estrema vulnerabilità personale alle convinzioni e qualità etiche del corrispondente.
Cancellarsi o essere cancellato dal rapporto fiduciario significa pertanto il fallimento di quanto
Investito in tempo e credenza interpersonale.

C – La rivolta.
Dell’insurrezione ungherese di cinquant’anni fa ( 23.10/10.11.1956 ), repressa nel sangue dal regime sovietico, ricordo solo la squadra d’oro magiara capitanata dal favoloso bomber Puskás.   
All’epoca della rivolta, il calciatore si trovava con la sua Honved in Europa: la squadra di Budapest decise allora di non tornare in Ungheria.
Nei primi tempi d’esilio la Honved giocò anche un’amichevole d’allenamento con la Sanremese, vincendo 7 a 4.
Durante il breve soggiorno ligure, Puskás entrò presto in sovrappeso… 
( della serie < per non dimenticare > di Epitteto ).

SIDDHARTA

20.11.2016

4 commenti:

  1. A) Interessante. Be', in fondo il progresso si muove sempre, chissà che cosa scopriremo in prosieguo. In questo caso, non star mai fermi potrebbe essere positivo
    B) Ma figurati! ai primi tempi del social una catena di ristorazione offrì un buono per un hamburger a chi cancellava un "amico". Le cancellazioni non si contarono. Poi, vabbè, pare che in molti casi, consumato - penso - l'hamburger - l'amicizia venne di nuovo offerta. Non so però se venne accettata e da chi.
    D) magari in Ungheria era sottopeso - mi sa che non avevano granchè da mangiare. Probabile che abbian fatto la rivoluzione anche per questo.

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    1. Il bomber: in un paio di mesi, 14 Kg. Alla faccia!
      Sid

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  2. I contatti virtuali sono del primo tipo, è lì che scocca la scintilla, nasce l’interesse e si scoprono le affinità, ma se non si passa ai livelli successivi, (email – telefono – contatto visivo) il fuocherello è esposto alle correnti d’aria, basta uno starnuto a spegnerlo. No, non bisogna caricare l’amicizia virtuale di troppe aspettative, molto meglio considerare il tutto un grande gioco di società. Certo fatico anch'io ad adeguarmi a certe perverse abitudini maturate nel web. Una su tutte, quella che più mi fa incazzare, e quando non rispondono alle email. Un tempo se ricevevi una lettera e non rispondevi, oppure lo facevi con molto ritardo, veniva considerata una grave offesa. Non rispondere alla email equivale a sbattere la cornetta del telefono in faccia. Però sul web la gente se ne frega e fa come gli pare.
    A una persona che conosco virtualmente da molti anni, di recente ho inviato una email di carattere generico, niente di strettamente personale. Dopo un mese, forse più, quando ormai mi ero dimenticato il tutto, mi arrivò una risposta laconica. “Poi ti rispondo”. Io gli feci sapere garbatamente che non doveva preoccuparsi, di fare con suo comodo. La risposta fu: “Sì, perché nella risposta vorrei essere esaustiva”.
    E’ passato un ‘altro mese e sto ancora aspettando. Oddio… si fa per dire. In realtà avevo smesso di aspettare dopo le prime quarantott’ore. Il tempo massimo per rispondere a una email.

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  3. Be', uno prima riceveva (per esempio) una lettera alla settimana. Se pensi a quante comunicazioni virtuali riceviamo ogni giorno, è quasi inevitabile che accada.

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