lunedì 16 gennaio 2017

Pensieri Cinici Quotidiani 2017/03 - Siddharta


A – Le due poesie.
La poesia sperimentale dell’oggi risponde appieno al secondo principio della termodinamica ( entropia positiva ).
Per il quale l’Universo muove costantemente al disordine.
Invece la poesia classica, con le sue regole e condizioni, risponde miracolosamente ad un mondo letterario del tutto ordinato ( entropia negativa ).
Al pari della vita animale e vegetale che per sussistere abbisogna di una scansione rigida e metodica.
Così i batteri che in un brodo di cottura si moltiplicano in scala progressiva di 2-4-8-16-ecc. unità fino a miliardi di miliardi in poche ore.
Purtroppo il paradosso delle leggi biologiche, al pari della poetica di un tempo, si risolve sempre a favore del disordine più nero imperante nel cosmo. 


B – Un po’ di numeri.
1) I personal computer da 800 milioni nel 2005 sono passati a 2,3 miliardi nel 2015.
Invece i tablet, smartphone e compagnia bella non sono riusciti nel sorpasso, contro le previsioni di Steve Jobs che nel 2007 puntava sull’era dei post p.c.

2) Nel 2045 sfonderemo il tetto degli 8 miliardi di individui ( meno uno, il sottoscritto passato a miglior vita… ).
 
3) Ogni specie vivente della Terra ha un suo ciclo biologico che dura in media un milione di anni.
Gli umani l’hanno già superato: noi speriamo che ce la caviamo…

4) Allo scadere dei prossimi 5 miliardi di anni ci aspetta la morte termica: prima la temperatura criogenica, poi all’esplodere del Sole un bell’arrosto collettivo…

5) I biologi asseriscono che ciascun individuo umano consta di decine di migliaia di miliardi di cellule.
E se ne impazzisce una, sono guai…
Non c’è che dire: la vita è complicata.

 C – Il tempo.
Tra le varie teorie su che cosa sia il tempo, v’è quella del suo scorrere lineare sempre in avanti.
Le radici di tale ipotesi affondano nel creazionismo religioso giudaico-cristiano.
Poiché tutto ha principiato dall’Uno, ergo dovrà esserci per forza una fine, donde la fine del mondo, la fine dei tempi, ecc.
Altri astrofisici optano per la circolarità del tempo ed altre amenità.
La verità è che nessuno ne sa ancora un cacchio…

SIDDHARTA
12.1.2017


8 commenti:

  1. A) Piano con le analogie: i tentativi di mettere ordine aumentano l'entropia quindi, a voler seguire il tuo sillogismo, gli sforzi per scrivere una poesia ordinata aumentano il caos molto più che il lasciare tutto nel più fantozziano dei marasmi. B/4) A me risulta il contrario: prima il sole, avendo consumato l'idrogeno a disposizione, si gonfierà fino a diventare una gigante rossa che ingloberà Mercurio e Venere, mentre la Terra, se non verrà inglobata, verrà comunque fusa, poi lo stesso sole, consumati gli altri elementi, più pesanti, si ridurrà alle dimensioni della Terra odierna, diventando una nana bianca, cioè una stella "fredda". Probabile, però, se non possibile, che prima di allora il nostro pianeta abbia già subito altri e distruttivi sconvolgimenti. 3) vado a memoria, ma mi pare un po' poco: mi pare che le specie - dando per assodato (ma non lo è) che si sappia esattamente che cosa sia una specie e cosa un'altra e anche quando una specie, evolvendosi, diventa un'altra, mi risulta che la vita media sia più lunga. Ciò vale sia per i vertebrati che per gli invertebrati; anzi, questi ultimi, come specie, non come individui, hanno cicli vitali assai più lunghi. Se poi passiamo ai batteri...

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    1. Che vuoi che ti dica: quanto sopra è parola del famoso Edoardo Boncinelli, fisico e genetista.
      Come non credergli?
      Sid

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  2. mmm sicuro che non si riferisse alle specie con intelligenza pari a quella dell'uomo?. Per dire: il genere "homo" esiste da circa tre milioni di anni (ovviamente la datazione è assai complessa) mentre la specie homo sapiens da 200 / 300 mila e la sottospecie sapiens - sapiens (la nostra) da 130.000 https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_sapiens. In ogni caso la cifra "un milione" mi pare buttata lì perchè "fa scena". Se parliamo di specie animali, a parte le specie campioni di longevità, come gli squali (che esistono più o meno identici a se stessi da centinaia di milioni di anni), o addirittura i fossili viventi, come il celeberrimo celecanto, anche i comuni insetti sociali (ed è superfluo dire che ci sono tante specie) esistono da decine da milioni di anni, 70 e poco più cioè da poco dopo la comparsa delle prime piante con fiori e prima della scomparsa dei dinosauri. Gli stessi dinosauri hanno poi compreso specie che sono sopravvissute decine di milioni di anni, per non parlare di coccodrilli serpenti e tartarughe, parenti dei dinosauri (mi pare che tutti appartengano agli arcodonti) che esistono da centinaia di milioni di anni. Il comune cavallo, come "equus" esiste da circa quattro milioni di anni - la sua evoluzione è molto ben documentata - mentre se dobbiamo risalire alle origini della specie, cioè all'eohippus, finiamo molto più indietro. Insomma, matematicamente, se prendiamo in esame tutte le specie viventi ed estinte, la media di un milione mi pare un po' bassa. Se invece prendiamo in esame solo noi, allora - anche se ovviamente ci si può lanciare in speculazioni - non abbiamo termini di paragone. Secondo me l'autore si riferiva alle specie evolute, Però, sto andando pressochè a memoria. Se metti il link controllo.

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    1. Alla buonora trovare il link di riferimento...
      Leggo e apprendo da You Tube, una delle sue numerose conferenze.
      Che durano ben più di un'ora, un mare magnum in cui la ricerca si perde.
      Sid

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  3. Ecco, su come trovare il video su you tube ti potrei aiutare, ma su come mettere qui il video, anche se credo che sia possibile, temo di no. Forse il padrone di casa.

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  4. Ecco qui il link di un video sul destino del sole tra qualche miliardo di anni (gigante rossa - nana bianca). Ovviamente è ipotesi scientifica, ma ovviamente è così lontana nel tempo che possiamo permetterci di ipotizzare con un po' di fantasia.https://www.youtube.com/watch?v=Na91hd7lTSA

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    1. Comunque il sullodato, che si dichiara pubblicamente scienziato, sostiene anche che la nostra specie si è avvantaggiata grazie ai tre etti di cervello in più di cui siamo stati gratificati dalla natura.
      La sua tesi della nostra morte per raffreddamento avanti di finire arrostiti dal sole mi ha intrigato.
      Non c'è tesi sballata che non abbia il suo professorone: un altro capoccione ha sostenuto che abbiamo perso la pelliccia a forza di abbruciarla davanti ai falò...
      Sid

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  5. No, quella dei falò mi mancava. Desmond Morris ne "La scimmia nuda" propone una interessante spiegazione legata ai parassiti. Se ben ricordo, la tesi era che il passaggio a una dieta onnivora e la vita un gruppo da parte dei nostri remoti antenati avrebbe esposto la nostra specie all'assalto di specie di pulci e pidocchi che non colpiscono le altre scimmie, ma che sono solo nostri parassiti (in effetti è così, anche se non saprei dirti il nome del parassita). Come difesa, i nostri peli si sarebbero quindi ridotti a peli folletto. Altri ipotizzano come concausa una fase di vita acquatica di alcuni nostri remoti antenati (l'uomo è il primate che nuota meglio).

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