giovedì 20 aprile 2017

LetteralmenteBook: LA LUISONA - Stefano Benni

LetteralmenteBook: LA LUISONA - Stefano Benni:

Stefano Benni?
Dopo Pirandello, dunque non un pinco pallino qualunque, proprio Stefano Benni? E con che cosa? Nientemeno con la Luisona del Bar dello Sport, la pastarella o il pasticcino, (dipende da dove siete nati), più celebre di certa letteratura moderna.
Ebbene sì, lo ammetto, passo da un autore della fine Ottocento a uno scrittore contemporaneo forse con troppa indifferenza. E’ vero, non ho un progetto letterario in testa, nessuna fregola intellettuale, non ho interessi editoriali di sorta, mi affido piuttosto all’istinto, all’umore del momento, al mio naso e sovente lascio che sia il caso a decidere quale autore pescare nel mazzo dei migliori, mai di testa mia, bensì secondo la critica ufficiale.
Non sono onnivoro in lettura, anch’io ho le mie preferenze, i miei gusti, ma per il momento li ho messi da parte. Non so fino a quando, forse presto mi stanco, in ogni caso per non sbagliare seguo l’esempio di quelle radio libere che diffondono nell’etere soltanto grandi successi musicali. E’ più facile, non ci sono rischi e poi con un classico si fa sempre bella figura. Tanto i racconti, voi lo sapete meglio di me, su carta e sul web, classici o moderni, famosi o sconosciuti che siano, non sono mai andati a ruba.
Questo per quanto riguarda la pesca dell’autore, per la scelta del racconto da postare invece le cose sono un po’ più complesse. Intanto leggo sempre ciò che pubblico, non scelgo a cacchio, e talvolta sono costretto a sorbirmi tutta una raccolta di un autore, anche se non è nelle mie corde, prima di trovare il racconto più adatto o il meno peggio, non in assoluto, ma tra quelli che sono riuscito a reperire nel web. E talvolta non è così semplice come sembra.
Lascio da parte il lavoro editoriale, grafico e pratico, necessario per rendere l’opera presentabile e leggibile anche sui moderni lettori elettronici, che è la parte forse più evidente, ma certamente la più noiosa. Però faccio tutto questo con piacere e soprattutto con un grande rammarico, quello di non averlo fatto prima. Buona lettura.


La Luisona.

             
Al bar Sport non si mangia quasi mai. C'è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d'artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. Entrando dicono: «La meringa è un po' sciupata oggi. Sarà il caldo». Oppure: «E' ora di dar la polvere ai krapfen». Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacrario. Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva. Subito nel bar si sparse la voce:

«Hanno mangiato la Luisona!».

La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959. Guardando il colore della sua crema i vecchi riuscivano a trarre le previsioni del tempo. La sua scomparsa fu un colpo durissimo per tutti. Il rappresentante fu invitato a uscire nel generale disprezzo. Nessuno lo toccò, perché il suo gesto malvagio conteneva già in sé la più tremenda delle punizioni. Infatti fu trovato appena un'ora dopo, nella toilette di un autogrill di Modena, in preda ad atroci dolori.

La Luisona si era vendicata. La particolarità di queste paste è infatti la non facile digeribilità. Quando la pasta viene ingerita, per prima cosa la granella buca l'esofago. Poi, quando la pasta arriva al fegato, questo la analizza e rinuncia, spostandosi di un colpo a sinistra e lasciandola passare. La pasta, ancora intera, percorre l'intestino e cade a terra intatta dopo pochi secondi. Se il barista non ha visto niente, potete anche rimetterla nella bacheca e andarvene.

SCHEDA Autore: Benni Stefano (1947 Bologna) Titolo: La Luisona Tratto da  ➽  BAR SPORT (Mondadori 1976)  Il Destino di Gaetano Tra...

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