lunedì 16 aprile 2018

IL BABBO DI KAFKA - Tommaso Landolfi



 Arrendendomi alle insistenze di molti amici, racconterò brevemente l'episodio che tanta influenza doveva avere sulla vita del Maestro (ed anche sulla mia).
— E se ora fra i battenti di quella porta (che era appena accostata) s'insinuassero due. Anzi alcune, zampe, lunghissime sottili e pelose: e. la porta stessa cedendo alla pressione ed aprendosi pian piano, comparisse un enorme ragno, grosso quanto un cesto da bucato?...
— Ebbene?
— Aspetta, non t'ho detto tutto. Se questo ragno avesse al posto del corpo una testa duomo che ti guardasse fissamente da terra? Tu che faresti? T’ammazzeresti no?
— Io? Io non ci penserei neppure. Perché diamine dovrei ammazzarmi! Piuttosto ammazzerei lui.
— Io si io m'ammazzerei. Perbacco, vivere in un mondo dove sono possibili cose di questo genere!
— E io ti so dire che tutto farei, tranne che ammazzarmi, neanche per sogno.