sabato 21 dicembre 2019

L'ORO DI NAPOLI (racconto) G. Marotta



L'ORO DI NAPOLI.
Giuseppe Marotta


            Nel maggio del 1943, in una sua lettera da Napoli, mia sorella Ada fra l'altro mi scriveva:
            "Ti ricordi don Ignazio? S'era ridotto a vivere in un 'basso' a Mergellina. L'ultimo bombardamento gli ha spazzato via tutto. Figurati che nella fretta di scampare lasciò sul comodino perfino i denti finti. Ma tu sai che uomo è. Dice che non può allontanarsi dai clienti. Perciò si è allogato nella buca prodotta da una bomba, improvvisandovi un tetto di lamiera. Ha trovato uno sgabello e ha trovato un tavolino. Non so se ti ho mai detto che da qualche anno tira avanti ricopiando musica e dando lezioni di chitarra. Insomma, due giorni dopo il disastro, era già a posto nella sua buca. Si crede che non gli permetteranno di rimanervi. Egli obietta che quello è soltanto il suo ufficio, perché di notte trova ospitalità in casa di un suo allievo. Che tipo. Nella domanda di risarcimento di danni ha scritto: pregovi disporre d'urgenza che mi venga assegnata una dentiera, non potendo in mancanza fumare la pipa".